Parlare di MES approvato da Conte il 23 aprile 2020 è una forzatura: capiamo insieme il motivo

di Redazione Bufale |

MES approvato
Parlare di MES approvato da Conte il 23 aprile 2020 è una forzatura: capiamo insieme il motivo Bufale.net

Stanno girando sui social, soprattutto tra le forze di opposizione, annunci vari in merito al MES approvato da Conte oggi 23 aprile 2020. Una mossa che costituirebbe una sorta di tradimento per l’Italia e per il futuro dei nostri figli, come riportato da alcuni personaggi politici, ma la forzatura appare evidente. Esattamente come avvenuto qualche settimana fa, infatti, quando il Presidente del Consiglio si è trovato nella posizione di dover chiarire alcuni concetti ai “contestatori”, il rischio che durante il weekend possa avvenire lo stesso è concreto.

Perché è sbagliato parlare di MES approvato da Conte

Un chiarimento che consente di smentire l’annuncio sul MES approvato da Conte nel 2020, almeno in questo particolare frangente, arriva direttamente da ANSA. Si parla chiaramente della videoconferenza che ha visto protagonisti proprio questo giovedì i leader Ue, in merito alla necessità di fornire una risposta economica concreta alla crisi che si è venuta a creare nelle ultime settimane a causa della pandemia da Coronavirus.

A tal proposito, si afferma che il verdetto preveda a conti fatti un pacchetto di misure dell’Eurogruppo. Al suo interno troveremo Bei, Sure e MES, con la prospettiva di renderle operative a partire dal prossimo 1 giugno. A questo, poi, si aggiunge anche un accordo comune per lavorare su quello che viene definito Recovery fund. Per farvela breve, il MES rientra tra i possibili strumenti utilizzabili nei prossimi mesi, ma questo non vuol dire di certo che il destino dell’Italia sia necessariamente incanalato verso quella direzione.

C’è poi un altro dettaglio burocratico che rende forzato l’annuncio sul MES approvato da Conte il 23 aprile 2020. Anche se avesse voluto, infatti, il Premier non avrebbe potuto concludere nulla. Il MES, prima di essere accettato, prevede infatti una procedura parlamentare e due voti. Insomma, giungere a sentenze questa sera è quantomeno frettoloso, in attesa di conoscere le prossime mosse.

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