Operaio licenziato per un selfie con Salvini: il grosso malinteso nel giorno della sentenza

di Redazione Bufale |

selfie con Salvini
Operaio licenziato per un selfie con Salvini: il grosso malinteso nel giorno della sentenza Bufale.net

Un uomo ha riavuto il posto di lavoro a distanza di un anno dal selfie con Salvini. La notizia fa piacere a tutti, soprattutto in un momento storico molto delicato per tutti. Anche e soprattutto dal punto di vista sociale ed economico, ma stamane abbiamo notato che in tanti stanno facendo confusione su questa vicenda. Nei mesi scorsi le foto tra persone comuni ed il leader della Lega erano già finite al centro di discussioni, anche se per altri motivi, ma questo martedì occorre chiarire la vicenda.

La storia dell’operaio licenziato per il selfie con Salvini

Per farvela breve, a gennaio 2020 un operaio è stato licenziato dopo essere diventato popolare (nella sua cerchia), grazie ad un selfie con Salvini. Il tutto, a margine di un comizio tenuto proprio dal leader della Lega. La notizia del giorno, come confermato anche da Il Tempo, è che il giudice ha accolto la sua richiesta, ridandogli il lavoro. Il signore in questione era stato licenziato dalla società romana con cui aveva un contratto a tempo indeterminato, oltre a risultare Rsa della Cgil.

Se il provvedimento fosse giusto o sbagliato, non sta a noi dirlo. Anzi, come accennato, siamo lieti che l’uomo abbia riavuto il suo lavoro. Il problema è che alcuni titoli di giornale parlano di licenziamento dovuto proprio al selfie con Salvini, omettendo tutto il contesto di quella situazione. Sostanzialmente, tanti utenti che si sono fermati ai suddetti titoli, stanno avendo la percezione che l’allontanamento dell’uomo dall’azienda abbia avuto connotazioni politiche.

Si tratta, pertanto, di disinformazione, in quanto il licenziamento non riguarda in modo specifico il selfie con Salvini (su Facebook si notano quest’oggi tanti commenti complottisti da parte dei sostenitori del senatore), quanto al fatto che quel giorno fosse in malattia. La foto avrebbe potuto coinvolgere anche personaggi politici di altri partiti, ma la sostanza per lui non sarebbe cambiata. A prescindere dal verdetto odierno che gli ha dato ragione.

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