ALLARMISMO Occupare una casa non sarà più reato. Ultimo regalo del cazzaro di Firenze – bufale.net

di Bruce McFrank |

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Ci è stato segnalato questo articolo, pubblicato in data 29 gennaio 2016 dal sito bufalaro, e presente nella nostra lista nera, La Gazzetta Della Sera.

Matteo Renzi vuole depenalizzare il reato di occupazione abusiva. Anzi, l’ha già fatto: con la legge delega 67 del 28 aprile scorso. In un ritaglio nemmeno troppo nascosto della norma, approvata la scorsa primavera da Camera e Senato e già pubblicata in Gazzetta ufficiale, si scopre che tra i reati depenalizzati c’è il primo comma dell’articolo 633 del codice penale. «Si tratta della norma attraverso la quale una società come Aler, la partecipata di Regione Lombardia che gestisce un patrimonio immenso di case popolari, può effettuare gli sgomberi in caso di occupazioni abusive», denuncia il consigliere del Comune di Milano, Marco Osnato (Fratelli d’Italia), che all’Aler ci lavora da anni.

Lo conferma anche il collega di Forza Italia, Armando Vagliati: «Il governo vuole depenalizzare l’occupazione abusiva. Contro chi occupa si potranno fare solo cause civili, della durata media di 10 o persino 15 anni». Sembra una barzelletta, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca di cui Milano è stata protagonista. Solo due giorni fa la polizia ha tentato di buttare fuori da un appartamento, occupato illegalmente, una famiglia di romeni, padre madre e tre figli di cui due minorenni. Tempo poche ore e per via delle proteste dei comitati a difesa del diritto alla casa e della tensione con la polizia, gli occupanti hanno ripreso possesso della casa.

In futuro, chiunque prenderà possesso di una casa, di uno spazio pubblico come un giardino o privato come un negozio non potrà più essere sgomberato dalle forze dell’ordine. Ci si potrà limitare a denunciarlo al giudice in sede civile. Da lì scatterà la denuncia e per avere giustizia bisognerà attendere i tempi biblici dei tribunali civili nostrani.

Si tratta di una svista o di un intento deliberato? Il segretario generale della Confederazione dei Giudici di Pace, Franco Pinardi, non ha dubbi: «La legge delega 67 è stata approvata sia dalla Camera sia dal Senato, non posso credere che non ne siano consapevoli – spiega il giudice – La proposta di depenalizzare l’invasione di terreni ed edifici, di fatto, nasconde una precisa volontà politica di legittimare questa invasione».
La legge delega in questione, del resto, non si limita a depenalizzare soltanto il reato di occupazione abusiva, il fatidico 633. «Si eliminano le conseguenze penali anche per il 632, che sanziona la deviazione delle acque – ricorda Pinardi – per cui chiunque potrà deviare canali o torrenti, senza poter essere perseguito in sede penale. Oppure il 631, che è l’articolo sulla variazione dei confini di un terreno».

Una possibilità di intervenire e modificare la norma ancora c’è. «Ci sono due anni per approvare i decreti attuativi», ricorda Pinardi.
Per questo sia i consiglieri di Forza Italia del Comune di Milano sia Osnato, di Fdi, hanno chiesto il coinvolgimento dei parlamentari dei rispettivi partiti. «Bisogna evitare che vengano approvati i decreti attuativi», incalza Vagliati. «Ho già chiesto alla parlamentare Giorgia Meloni di fare un’interrogazione parlamentare su questo tema – spiega Osnato – Non vorrei che la depenalizzazione del articolo 633 portasse all’impossibilità per le forze dell’ordine di attivarsi in flagranza di reato».

Ora, la notizia qui riportata è stata copiata pari pari da un articolo di libero pubblicato in data 28 novembre 2014, di cui già ci siamo occupati in data 2 dicembre 2014.

[…]

È verissimo che l’articolo 2 della Legge Delega citata riporta, senza alcun desiderio di occultare qualcosa, la derubricazione ad illecito amministrativo di diversi reati, tra cui il citato articolo 633 cp.

Ma attenzione, un illecito amministrativo non diventa legale. Rimane un illecito, sanzionabile non con ricorso alle Corti di Assise, ma ai Tribunali Civili. E la sanzione, comunque, perverrà.

[…]

Abbiamo dunque immutati gli istituti con cui il Giudice Civile, come sempre è stato, concede potere all’Ufficiale Giudiziario per allontanare l’occupante abusivo, anche con ricorso della forza pubblica. Questo non cambia di una virgola.
Ciò che cambia, ed onestà intellettuale ed amore del vero ci spinge a dar voce anche ai pareri esistenti, e contrari, è l’apparato sanzionatorio, quello competenza del penale.
Il rischio paventato dai contrari alla riforma in corso, è sostanzialmente che la sanzione amministrativa abbia meno potere deterrente della sanzione penale. Sanzione penale che ricordiamo, al momento ammonta alla reclusione fino a due anni o  la multa da centotre euro a milletrentadue euro.
Effettivamente la reclusione o multa, specialmente la reclusione, potrebbero essere deterrenti più forti della mera sanzione amministrativa, una semplice somma da pagare.
In tal caso va però rilevato che l’incensurato gode, fino ai due anni di pena, dell’istituto della sospensione condizionale della pena, per cui per pene eguali o inferiori agli anni due di reclusione, come in questo caso, la condanna gli verrebbe comunque sospesa valutando la sua successiva condotta.
Andrebbe anche rilevato che il deterrente della reclusione postula, appunto, un cittadino timoroso delle conseguenze di tale gesto, laddove la triste cronaca giudiziaria ci parla sovente di casi in cui all’occupante viene riconosciuto, con lo stato di necessità il non aver nulla da perdere.
Va comunque rilevato che, come avrete già notato leggendo la guida di “Linea Amica.gov”, ci sono altri reati, che vengono sovente compiuti dall’occupante abusivo e possono essere comunque attivati con maggiore efficacia, esulando dalle valutazioni di necessità e soprattutto non essendo stati depenalizzati: il furto e la violazione di domicilio.
Specialmente quest’ultimo, con una pena edittale da sei mesi a tre anni, che sale da uno a cinque anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato, ha un potere deterrente maggiore.
Certo, la perdita del potere deterrente è evidente, ma lo strumento civilistico resta immutato nella sua centralità: basata poi sul maggiormente flessibile e rapido rito cautelare.
Ci sono quindi sia pro che contro: ma, in conclusione, non riteniamo che la situazione, dal punto di vista del cittadino onesto, peggiori. Resterà, al più, largamente immutata.
A farla breve, si tratta solo della riesumazione di un articolo allarmista, vecchio di quasi due anni, fatto del quale ci si può sincerare con una rapidissima ricerca su Google.

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