Nuovi video da Santa Maria Capua Vetere, il gip: “Una costante tra detenuti e indagati”

di Luca Mastinu |

Nuovi video da Santa Maria Capua Vetere, il gip: “Una costante tra detenuti e indagati” Bufale.net

Spuntano nuovi video da Santa Maria Capua Vetere, uno dei quali registrato all’interno dell’area socialità del carcere. Mentre i detenuti giocano al biliardino gli agenti della polizia penitenziaria irrompono e li costringono a disporsi con la faccia al muro.

Per ovvi motivi non mostreremo i filmati, che comunque sono disponibili sulle più importanti testate nazionali (Il Mattino, per esempio). Le nuove immagini sono state registrate dalle ore 15 del 6 aprile 2020, lo stesso giorno delle sevizie raccapriccianti portate alla luce da Domani con un servizio pubblicato il 29 giugno 2021. I fatti sono stati riassunti dal Post in un articolo consultabile a questo indirizzo.

Il detenuto picchiato con le sue stampelle

Tra i nuovi video da Santa Maria Capua Vetere, sempre dall’interno del carcere “Francesco Uccella”, nel frammento girato all’interno dell’area socialità vediamo un uomo sulla sedia a rotelle e uno con le stampelle. In quest’ultimo caso un agente se ne impossessa e le brandisce per infierire contro il detenuto.

In seguito gli agenti colpiscono a più riprese i reclusi disposti di spalle per poi condurli all’uscita dell’area socialità sotto una pioggia di schiaffi e pugni. Repubblica ha pubblicato i nuovi video in esclusiva, ma l’articolo è riservato agli abbonati. Il contenuto è stato ripreso da Ansa che parla di “decine di operatori della Penitenziaria che accerchiano uno o due detenuti per volta”. Repubblica, tuttavia, ha reso disponibile il video su YouTube.

“Ci sono video peggiori”

Come riporta Corriere della Sera, il garante campano delle persone private della libertà Samuele Ciambriello sostiene che esistano video ancora più raccapriccianti che dimostrerebbero l’esistenza di una “stanza zero” al piano terra destinata esclusivamente alle violenze contro i detenuti.

Il gip Sergio Enea, che ha firmato le ordinanze contro 52 persone tra agenti, comandanti e funzionari, sostiene che quanto avvenuto in quei terribili giorni non fosse un incidente di percorso, bensì una “costante del rapporto tra gli indagati e i detenuti”.

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