NOTIZIA VERA e PRECISAZIONI Sospesa la gita in Austria per la classe che aveva rifiutato la ragazzina autistica – bufale.net

di Shadow Ranger |

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NOTIZIA VERA e PRECISAZIONI Sospesa la gita in Austria per la classe che aveva rifiutato la ragazzina autistica – bufale.net Bufale.net

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Ci segnalano la seguente  notizia, targata  L’Unione Sarda, e relativa ad una vicenda che tutti conosciamo.

Prima della notizia  in sé  un breve prologo:  siamo a Legnano, Nord-Est di Milano. Una scolaresca di scuola media, comprendente una ragazzina autistica con un leggero ritardo cognitivo non ostativo alle attività sociali (fa parte degli Scout), ovvero comunque autonoma , si apprestano a partire per una gita a  Mathausen, luogo di un campo di concentramento nazista.

Un fitto carteggio tra i compagni di classe avrebbe portato gli stessi ad esprimere rigetto nei confronti della ragazzina stessa  per mezzo di Whatsapp. Carteggio che naturalmente, avrebbe  escluso la ragazzina (anche perché, stante la sua condizione, i suoi genitori avevano deciso di consentirle l’uso dei social solo su supervisione), e nel quale gli stessi avrebbero rifiutato la sua presenza con decisione, costringendo i genitori a trattenere la figlia da scuola, rischiando di dover anche saldare la caparra fornita.

L’Unione Sarda aggiunge un finale alla storia:

La scuola media di Legnano finita al centro delle polemiche perché una studentessa autistica aveva dovuto rinunciare alla gita in quanto nessuno dei compagni voleva dormire in stanza con lei, ha deciso di sospendere il viaggio di istruzione per tutti.

La scolaresca sarebbe dovuta partire oggi per l’Austria e aveva in programma di visitare, tre le altre cose, anche il campo di concentramento di Mauthausen, ma l’istituto ha preferito bloccare tutto in attesa dei riscontri degli ispettori del Ministero inviati a Legnano per accertare le discriminazioni contro la tredicenne.

Pare che i compagni di classe avessero usato Whatsapp per far sapere alla ragazzina di non volerla in stanza con loro.

Sua mamma aveva optato per tenerla a casa: «Se non la vogliono, non è giusto che partecipi; è già stata umiliata, evitiamo ulteriori violenze».

La scuola non aveva sollevato obiezioni e aveva tirato dritto, annunciando che la gita ci sarebbe ugualmente stata per tutti gli altri studenti.

La gita è stata effettivamente sospesa, ma nuovi elementi ci fanno dubitare che le cose siano andate come riportato dagli organi di stampa.

Il Corriere della Sera aggiungeva nuovi dettagli:

Non andrà a Mauthausen. Ma non andrà nemmeno la sua intera classe, una terza media di Legnano, a nordovest di Milano. L’istituto ha deciso di sospendere il viaggio per l’Austria (sarebbe dovuto cominciare stamane), in attesa dei riscontri degli ispettori, che oggi saranno a Legnano per accertare fino in fondo le discriminazioni contro una tredicenne autistica. La ragazzina era stata rifiutata dai compagni di classe che, con un fitto carteggio di messaggi su WhatsApp, avevano fatto sapere di non volerla in stanza con loro. Sua mamma aveva optato per tenerla a casa: «Se non la vogliono, non è giusto che partecipi; è già stata umiliata, evitiamo ulteriori violenze». La scuola non aveva sollevato obiezioni e aveva tirato dritto, annunciando che la gita ci sarebbe ugualmente stata per tutti gli altri studenti.

Decisivi, per «spingere» la decisione di sospensione, sono stati tre interventi. La ministra dell’Istruzione Stefania Giannini ha telefonato alla madre della tredicenne, promettendo immediata chiarezza, invitando la famiglia a Roma per un incontro, e iniziando già a studiare nuove strategie per arginare sempre di più il bullismo in classe. Fondamentale anche la mobilitazione della Fondazione museo della Shoah. In mattinata, prestissimo, d’intesa con il presidente Mario Venezia, Riccardo Pacifici, uno dei fondatori dell’ente, aveva chiamato la madre. Pacifici l’aveva convinta ad accettare la proposta della Fondazione di accompagnare la figlia a Mauthausen, e aveva garantito la massima disponibilità, attraverso i canali istituzionali, per trovare ulteriori sbocchi. Ce l’ha fatta. E ce l’ha fatta il provveditore di Milano Marco Bussetti. La scorsa settimana aveva ricevuto, a lungo, la madre della ragazzina e aveva voluto accelerare con le verifiche, allertando il capo degli ispettori scolastici.

Certo, le novità non cancellano quanto successo. L’isolamento di una tredicenne e l’isolamento dei suoi genitori, esclusi dai gruppi di chat su WhatsApp dove di discuteva del «caso», e rimasti senza alcuna risposta dopo l’invio di una lettera alle famiglie dei compagni di classe, per chiedere un incontro, così da discutere insieme, analizzare la situazione, individuare un percorso comune.

I messaggini dei ragazzini erano partiti a febbraio, quando era stato annunciato il viaggio a Mauthausen. La mamma della tredicenne ne era venuta a conoscenza. Gli ispettori partiranno proprio da qui, dai cellulari. Dopodiché sentiranno i docenti e i vertici della scuola, pur ricordando come la stessa sia in una situazione difficile, per la recente perdita della preside, storica guida, una situazione che forse non ha permesso assunzioni di responsabilità. In quanto sospesa, non è escluso che la gita possa avvenire nelle prossime settimane. Ministero e Provveditorato sperano che l’occasione aiuti la riflessione e riporti una clima di rispetto e convivenza. La Fondazione museo della Shoah vuole incontrare tutti gli studenti della scuola per parlare di discriminazione e bullismo.

Non solo la gita è rinviata in attesa delle risultanze degli ispettori del Ministero, ma  la Fondazione Museo della Shoah si è mobilitata,  assicurando  di essere pronti ad occuparsi della piccola ed accompagnarla nel viaggio, e tenere una serie di lezioni  sui mali del bullismo e sulla discriminazione.

Siamo certi che, grazie al loro prezioso supporto, la situazione potrà sciogliersi nel migliore dei modi.

AGGIORNAMENTO DEL 20-04-2016

Grazie ad un nostro utente ci è pervenuta un nuovo aggiornamento sulla questione, tramite una lettera dell’avvocato Avv. Paola A. Marreddu pubblicata su sempionenews.it Noi di Bufale.net abbiamo contattato l’avvocato Mareddu (che ringraziamo), la quale ci ha confermato la sua versione dei fatti.

“Buongiorno,
scrivo la seguente lettera a nome di tutti i genitori della classe III** a seguito dei recenti articoli pubblicati per contestarne integralmente i contenuti e fare alcune dovute precisazioni. I pochi punti veri degli articoli sono le notizie di base, ovvero ci sarà una gita dove TUTTI i ragazzi sono stati invitati a partecipare. È anche vero che ci sono 2 gruppi Whatsapp, un gruppo della classe creato 3 anni fa dagli stessi ragazzi ed un gruppo genitori, creato 2 anni fa, al quale partecipano anche i genitori della ragazza “discriminata”. Nel gruppo dei ragazzi nasce uno scambio di opinioni che inizia  da un messaggio (che qui  trascrivo integralmente) di una compagna di classe che ha già vissuto un’esperienza di condivisione con la bambina che si dice oggi discriminata, la quale è in difficoltà perché è rimasta molto turbata e spaventata proprio da quell’esperienza: “poi ho paura a stare con lei da sola una volta mi ha chiuso dentro un armadio quasi soffocavo! Preferisco non venire alla gita”. Da qui, pochi messaggi ancora da parte di altre compagne per cercare di tranquillizzare e confortare l’alunna in questione, in ogni caso MAI E DICO MAI dal contenuto offensivo, lesivo e/o discriminante, tanto meno definibili cyberbullismo, come invece è stato scritto in questi giorni. I ragazzi che voi state additando come mostri, bulli, maleducati, sono gli stessi ragazzi che da 3 anni aiutano la compagna in classe nelle attività didattiche, scolastiche ed extrascolastiche sempre con amore e con rispetto, anche quando il comportamento della ragazza diventa difficile. Sono state fatte scelte importanti da parte di tutti noi, genitori e docenti, e di conseguenza dei ragazzi, al solo fine di agevolare la vita, anche scolastica della ragazza. Ad esempio, non è mai stata cambiata l’aula di lezione ed il contenuto della stessa in questi 3 anni, e ciò per non creare un “disorientamento” alla ragazza, non è mai stata  lasciata da sola con l’insegnante di sostegno, e partecipa alle lezioni a fianco degli altri alunni. Il padre della ragazza in questione è anche rappresentante di classe e potrà confermare come dai verbali delle riunioni di questi 3 anni non sia mai sorto alcun problema nella classe, e come si siano sempre svolte anche gite senza alcun tipo di problema. In uno spirito di solidarietà volto all’inclusione della bambina, sarebbe stata necessaria una maggior collaborazione anche da parte dei genitori della bambina, i quali ben avrebbero potuto accogliere la soluzione proposta da tutti, che prevedeva che la piccola dormisse in camera con l’insegnante di sostegno. Soluzione non accettata dai genitori. Tutti noi, dopo anni di convivenza, abbiamo imparato a conoscere le crisi della ragazza, ed i compagni ad affrontarle. Resta però inteso che un ragazzo di 13 anni non è assolutamente in grado di  gestire un episodio di crisi in autonomia. La verità è stata travisata e noi pretendiamo a questo punto onestà e rispetto. Continueremo ad offrire la nostra disponibilità alla famiglia ed il nostro aiuto. Aiuto che comunque dal corpo docenti, dai nostri ragazzi e da noi genitori è sempre pervenuto senza riserve.”

Avv. Paola A. Marreddu

Quello che sembra un caso di discriminazione contro una bambina autistica, alla luce dei nuovi elementi, potrebbe essere un grande equivoco.

Gli ispettori del Ministero, chiamati ad indagare sul caso, faranno piena chiarezza.

Noi di Bufale, bolliamo la notizia come vera (la gita è stata effettivamente rimandata) ma da precisare, tenuto conto delle segnalazioni giunte alla nostra redazione e grazie al lavoro di indagine del nostro staff, che ha arricchito la vicenda di nuovi particolari. Rimaniamo pertanto in attesa di sviluppi.

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