NOTIZIA VERA Non hai pagato il canone Rai? Ecco cosa rischi – bufale.net

di Shadow Ranger |

canoneraimulteCi segnalano il seguente articolo, targato Adnkronos:

Sanzioni dure per chi non paga il canone Rai, che rischia di dover versare da due a sei volte l’importo evaso. Considerando che l’abbonamento ha un costo di 100 euro l’anno, l’abbonato che omette di pagare il canone può vedersi recapitare una multa da 200 a 600 euro, come ricorda il portale ‘laleggepertutti.it’. Inoltre, se l’abbonato ha inviato all’Agenzia delle entrate una falsa dichiarazione in cui ha affermato di non possedere alcun televisore, rischia fino a 2 anni di carcere, per il reato di falso ideologico del privato in atto pubblico.

Come possano esserci simili conseguenze, dal momento che, dal 2016, il canone Rai viene addebitato direttamente nella bolletta dell’elettricità? Per capirlo bisogna fare un passo indietro e chiarire i casi in cui il pagamento può avvenire in bolletta, i casi di esonero dal pagamento del canone e le situazioni in cui l’abbonamento va pagato con modello F24.

Canone Rai in bolletta – Il canone Rai è addebitato nella bolletta dell’elettricità nella generalità dei casi, quindi il pagamento è automatico: se l’utenza è a nome di un componente della famiglia anagrafica non sussistono problemi, in quanto basta che uno dei componenti paghi il canone perché tutti i familiari residenti nell’abitazione siano considerati in regola. Può capitare, però, che il canone non sia addebitato in bolletta, ad esempio perché la famiglia è in affitto e l’utenza elettrica è intestata al proprietario dell’immobile. In questi casi, per essere in regola, bisogna pagare il canone con modello F24.

L’articolo è stato ripreso anche da altre fonti, a volte brutalmente semplificato, a volte con più dettaglio. Indecisi se usare il tag Notizia Vera o il tag Precisazioni proprio a cagione della necessità di dettaglio, abbiamo infine deciso di usare il tag Notizia Vera.

L’analisi del portale laleggepertutti richiamata da Adnkronos è sostanzialmente corretta ed allineata a quanto noi stessi vi avevamo detto di fare ai tempi delle bufale di viralizzatori senza scrupoli che promettevano soluzioni poco realistiche ed a portata di click per “evitare il pagamento del canone”.

Ricorderete gli articoli-bufala Quando vi arriverà la bolletta ENEL col canone RAI, fate così per non pagare il canone e Al canone RAI viene aggiunta l’IVA, la grande Sola del Canone RAI col loro carico di cattivi consigli, e ricorderete il nostro pronostico

Se risulterà che il pagamento risulta dovuto, riteniamo che tra il pagare un centinaio di euro nelle forme  e nei tempi stabiliti e pagarne fino a seicento, con tutte le ulteriori e possibili complicazioni dovute ad ulteriori dinieghi nel pagamento del canone maggiorato di sanzioni (che possono sfociare, ricordiamo, nel recupero crediti, con oneri aggiunti a carico del debitore) la prima scelta sia la migliore.

Evidentemente, e lo diciamo senza alcun compiacimento, avevamo ragione.

Come anche avevamo ragione nel dirvi che il fatto che in posta sono stati accettati pagamenti parziali, ovvero scorporati del Canone RAI, non ha mai comportato acquiescenza verso una inverosimile concezione della fiscalità: semplicemente, sia pur non procedendo al distacco dell’utenza elettrica in toto, Equitalia o l’ente prossimo venturo che ne prenderà il posto procederanno comunque al recupero delle somme non esatte, con le sanzioni di rito che abbiamo esplicato e che Adnkronos ricorda.

I furbetti che hanno deciso di autocertificare la cessione/alienazione/distruzione del loro apparato radiotelevisivo pur continuando a goderne?

Anche in questo caso non possiamo che ricordare le conseguenze della falsità del privato commessa in atto pubblico, il reato che viene compiuto da chi consegna alla pubblica autorità autocertificazioni in cui, di fatto, assevera il falso

Articolo 483 c.p.
Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a due anni.

Se si tratta di false attestazioni in atti dello stato civile, la reclusione non può essere inferiore a tre mesi.

Sostanzialmente l’analisi è corretta, ed ancorché la prova di quest’ultimo reato si palese difficile da ottenere, ciò non è certo impossibile nell’era dell’informatizzazione e dei controlli incrociati multipli.

Fare i furbetti non paga, quindi.

Se ritenete di rientrare tra i soggetti esenti dal pagamento del Canone, il consiglio dato da Adknronos resta condivisibile

Per evitare di incorrere in sanzioni, è più prudente, anziché togliere dalla bolletta l’importo dell’abbonamento, pagare l’intera fattura e domandare il rimborso all’Agenzia delle entrate, dichiarando il motivo per cui si ha diritto all’esenzione; per approfondimenti, si veda: Canone Rai, come chiedere il rimborso online. Il rimborso viene effettuato dalle imprese elettriche con accredito sulla prima fattura utile o con altre modalità, entro 45 giorni dalla ricezione delle informazioni da parte delle Entrate. Se il rimborso non va a buon fine, ci pensa direttamente l’Agenzia.

Vi ricordiamo di rivolgervi per dubbi al vostro commercialista o patronato di elezione, e non fidarvi dei bufalari di rango e professione.

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