NOTIZIA VERA Irma Lopez Aurelio, l'indigena costretta a partorire in mezzo al prato dell'ospedale – Bufale.net

di David Tyto Puente |

NOTIZIA VERA Irma Lopez Aurelio, l'indigena costretta a partorire in mezzo al prato dell'ospedale – Bufale.net Bufale.net

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Ci viene chiesto di verificare la triste storia di Irma Lopez Aurelio, costretta a partorire in mezzo al prato dell’ospedale messicano di Oaxaca. L’articolo che ci è stato segnalato è quello del sito Wakeupnews.eu dell’8 ottobre 2013 dal titolo “Messico: donna partorisce in strada. L’ospedale si difende“:

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Oaxaca – Si chiama Irma Lopez Aurelio, ha 28 anni e pare che abbia partorito in strada: è la storia incredibile di una donna messicana di origine india che, dopo un’attesa di molte ore in un ospedale di Oaxaca, in Messico, si dirige su un prato e lì partorisce. Questa storia, accaduta qualche giorno fa, è stata ripresa dai quotidiani messicani e, in breve, ha fatto il giro del mondo: non è chiaro, però, se il fatto sia accaduto davvero o se si tratti di una bufala.
In ogni caso, pare che Irma sia giunta col marito nell’ospedale più vicino alla propria abitazione già completamente dilatata e con forti dolori causati dalle contrazioni sempre più ravvicinate. Il personale dell’ospedale ha visitato la donna ma, a causa di uno sciopero, non l’ha ricoverata. Secondo quanto dichiarato dai dirigenti dell’ospedale, situato a San Felipe Jalapa de Diaz, ci sarebbe stato anche un equivoco linguistico per cui la coppia sarebbe rimasta in attesa in quell’ospedale carente di personale quando, invece, avrebbe dovuto recarsi in un’altra struttura.
Comunque, dopo alcune ore la donna non ha potuto far altro che partorire sul prato davanti all’ospedale: le sue urla hanno richiamato l’attenzione di molti curiosi anche degli edifici circostanti e un fotografo è riuscito a immortalare la scena pochissimi secondi dopo il parto, quando ancora il neonato era attaccato alla madre dal cordone ombelicale. A quel punto, alcuni medici dell’ospedale sono accorsi sul prato per prendersi cura della neomamma e del suo neonato.
A fatto avvenuto, è arrivato il commento da parte dei dirigenti dell’ospedale che hanno dichiarato che il personale paramedico avrebbe detto alla coppia di aspettare fuori dalla struttura in attesa che fossero preparati la sala e l’occorrente per il parto ma i due coniugi non l’avrebbero capito.

Non è una bufala, il fatto è reale avvenuto a inizio ottobre 2013.
Tra le scusanti dichiarate dal centro ospedaliero c’era quella riguardante la difficoltà di parlare in spagnolo con la donna, essendo indigena mazateca, ma ciò fece scatenare le proteste in merito alle discriminazioni delle popolazioni indigene del Messico.
La Commissione Nazionale dei Diritti Umani (NHRC) denunciò il fatto per presunta violazione dei diritti umani degli indigeni mazatechi, ribadendo che il diritto alla tutela della salute è un diritto fondamentale per le persone appartenenti ai gruppi indigeni e in particolare per le donne in gravidanza.
A inizio 2014 la Commissione Nazionale dei Diritti Umani dichiarò ufficialmente la violazione dei diritti di Irma Lopez Aurelio da parte del centro ospedaliero, chiedendo inoltre al governo di porre rimedio al danno da lei subito e di intraprendere programmi di educazione in materia di diritti umani:

La Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH) determinó que personal del Centro de Salud Rural de San Felipe Jalapa de Díaz de Tuxtepec, Oaxaca, transgredió los derechos humanos de Irma López Aurelio, la mujer indígena mazateca que dio a luz a su bebé en el patio de este nosocomio.
El organismo constató que el personal de ese centro, dependiente de la Secretaría de Salud de Oaxaca, no brindó la atención médica adecuada y dio de alta a Irma pese a que era inminente el parto.
Por ello, solicitó al gobierno de Oaxaca que repare el daño a la víctima y se diseñen e impartan programas integrales de educación, formación y capacitación en materia de derechos humanos.
El 2 de octubre de 2013 a las 7:30 horas, la mujer de 28 años de edad se presentó en ese nosocomio a fin de solicitar atención médica por presentar dolores de parto. De acuerdo con las investigaciones de la CNDH, una enfermera la examinó físicamente, incluso observó la dilatación que presentaba y le indicó que saliera y regresara media hora después, cuando llegara el doctor del turno matutino.
Irma tuvo que salir del hospital y en el patio se produjo el nacimiento de su hijo, “sin medidas de salubridad, ni asistencia de personal médico o de enfermería”.

Da questa informazione si denota che un’infermiera disse alla donna di uscire dall’ospedale e tornare dopo mezz’ora, quando sarebbe arrivato il dottore di turno. La donna, però, non ha resistito e ha dovuto partorire senza alcuna assistenza.
Nel marzo 2014 il Governo messicano chiese pubblicamente scusa alla donna e al suo bambino per la negligenza dimostrata dall’ospedale e per la mancanza di protezione verso la sua salute, la sua vita, la sua integrità fisica e la mancanza di uguaglianza e di non discriminazione nei suoi confronti:

El gobierno de Oaxaca ofreció disculpas a la indígena mazateca Irma López Aurelio y a su hijo, y reconoció su responsabilidad en la negligencia médica ocurrida en la clínica de San Felipe Jalapa de Díaz el pasado 2 de octubre.
Lo anterior para cumplir la recomendación 1/2014, que emitió la Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH).
En un documento hecho público únicamente en su portal de internet, www.oaxaca.gob.mx, firmado por el titular de los Servicios de Salud de Oaxaca, Germán Tenorio Vasconcelos, aceptó también que se incurrió en una inadecuada atención médica; se afectaron los derechos de ambos a la libertad y autonomía reproductiva.
Además, las faltas a la protección a su salud, la vida, la integridad física y seguridad personales, a la igualdad y no discriminación y a una vida libre de violencia.
“Como consecuencia de la responsabilidad mencionada, por este medio el Estado de Oaxaca pide perdón a Irma López Aurelio y a su menor hijo, por la inadecuada atención médica de los hechos suscitados el dos de octubre de 2013”, refiere el punto C del documento.
Agregó que la aceptación del reconocimiento tiene el propósito de “contribuir a la reparación del tejido social y comunitario en la falta de atención y prestación de servicios médicos hacia Irma López Aurelio y su menor hijo”, termina la carta, fechada el 28 de marzo de este año.
La mujer mazateca tuvo que parir en la fecha señalada en el área verde de la clínica, debido a que se le negó la atención médica en la clínica rural.

Ancora oggi, a distanza di oltre un anno, il fatto è ancora tema di discussione in Messico. Comunque sia è importante sapere che la donna sta bene, così come il suo bambino.
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