NOTIZIA VERA Ci mancava solo il bus anti gender: ecco l’ultima follia firmata Family day

di Elisa Frare |

Ci segnalano l’articolo de L’Espresso che parla Bus della Libertà, e di cui ne riportiamo una parte:

“I bambini sono maschi, le bambine sono femmine”. È questa la frase che leggeremo da domani sulla fiancata di un grosso autobus arancione – chiamato il Bus della Libertà – che attraverserà le principali città italiane per una settimana. “La natura non si sceglie” e “#StopGender nelle scuole”. Una campagna ideata da “CitizenGO” e “Generazione Famiglia”. Tra gli organizzatori anche Massimo Gandolfini, Portavoce del Family Day, noto per essere un sostenitore delle teorie riparative.
Riemerge così in Italia, come un fiume carsico, l’allarme per “L’ideologia del gender”. Per le associazioni cattoliche estremiste questa è una vera emergenza educativa che nasconde dietro al mito della lotta alla discriminazione: “L’equiparazione di ogni forma di unione e di famiglia e la normalizzazione di quasi ogni comportamento sessuale”.

Di un altro parere è invece Chiara Lalli, bioeticista e giornalista autrice del libero “Tutti pazzi per il gender – Orgoglio e pregiudizio di genere (Fandango 2016). Raggiunta da L’Espresso Lalli afferma: “Esistono gli studi di genere. Ma non l’ideologia gender, questa è una caricatura dei primi che dice ‘se sei femmina ti piace il rosa, se sei donna sei destinata a diventare moglie’. Sono scemenze. Non è una legge di natura ma il risultato di un retaggio culturale. Il gender rientra in un universo meno rigido dove ognuno ha possibilità di declinare la propria personalità. Il livello di natura biologico è complesso. È scientificamente provato che non esiste un mondo binario in natura, figuriamoci a livello giuridico, morale. Il mondo è pieno di colori. Ci sono studi e ricerche che dimostrano come la natura biologica sia stata piegata e incanalata per scopi secondari, con concetti privi di fondamenti scientifici. Le semplificazioni ci servono come strumento puramente descrittivo ma illudersi che siano così netti è davvero ridicolo”

Il bus del gender partirà sabato 23 settembre e proseguirà fino sabato 30, da Roma arriverà a Firenze il giorno successivo, il 25 sarà a Milano, il 26 a Brescia, il 27 a Bologna, il 28 a Bari, il 29 a Napoli e infine il 30 il ritorno a Roma, dove è prevista una manifestazione. Proprio Bologna rischia di diventare una polveriera. Terreno di scontro tra le associazioni anti-gender e pro-life che sostengono l’inizitiva e i movimenti contro le discriminazioni di genere. Una data quella del 28 settembre che coincide con la manifestazione della rete “Non una di meno”, in occasione della “Giornata di azione internazionale per l’aborto sicuro”.

L’idea del “Bus della libertà”, già ribattezzato dalla comunità LGBT come: “Il bus della vergogna”, non è nuova. In Spagna l’associazione ultra cattolica Hazte oir (fatti sentire) ha cercato di portare sulle strade il messaggio anti-gender, con scarso successo. Nel terra di Zapatero la scritta era decisamente più esplicita: “I bambini hanno il pene. Le bambine la vagina. Non ti far ingannare. Se nasci uomo sei un uomo, se nasci donna lo continuerai a essere”. Il comune di Madrid, guidato da una giunta di Podemos, ha proibito la circolazione del bus definendolo: “Un insulto ai minori transessuali”. Lo stop è arrivato anche dalla presidente della Regione Cristina Cifuentes (ala laica del Partito Popolare) che si è rivolta ai giudici […].

Il Bus della Libertà esiste? Sì. Ne parla ad esempio l’Ansa in due comunicati (uno e due) per l’appuntamento a Napoli del 28 settembre, Il Resto del Carlino per quello a Bologna del 27 settembre, con video delle proteste. Fortunatamente nessuno degli appuntamenti si è però trasformato in una polveriera, come temeva L’Espresso.
Su BuonaCausa.org (archive.is) si trova ancora la petizione di Generazione Famiglia – La Manif Pour Tous Italia, con la seguente motivazione:

QUESTO È UN INVITO ALL’AZIONE
Vogliamo dimostrare che anche in Italia domina un regime del pensiero unico.
Dobbiamo far uscire allo scoperto i colonizzatori del Gender. E l’unico modo è denunciarli pubblicamente, con il Bus della Libertà.
Noi siamo disposti a rischiare censure, attacchi, violenze,vandalismi, soprusi, denunce, gogne mediatiche. Sì, siamo pronti. Ma quest’operazione per il Bene Comune, per il bene di ciascuno di noi, ci sovrasta nei costi e perciò chiediamo a ciascuno il proprio generoso contributo: insieme possiamo.
Da settembre, vorremmo far girare un enorme bus arancione per le strade italiane per denunciare la colonizzazione dell’ideologia Gender. Porterà in giro una notizia “sovversiva”: I BAMBINI SONO MASCHI, LE BAMBINE SONO FEMMINE. Colpiremo al cuore l’ideologia Gender, a suon di…. ovvietà!
Amici, preparatevi: arriva anche in Italia il BUS DELLA LIBERTÀ!
Per 15 giorni, da metà settembre vorremmo poter raggiungere con il Bus della Libertà le principali città italiane. Il costo complessivo di questo tour è stimabile intorno ai 15.000€. Proprio a causa di questa cifra altissima, irraggiungibile senza il tuo aiuto, abbiamo pensato di fare una raccolta pubblica grazie al quale ciascuno di noi potrà donare il suo km, e insieme programmare (e allungare) il tour del pullman. Più chilometri ci donerete, più città potremo toccare. Qui potremo vedere insieme l’andamento della raccolta e il raggiungimento del nostro obiettivo: il Bus della Libertà sulle strade italiane.
Sali a bordo?
Simili iniziative sono state già svolte in Spagna, negli Stati Uniti, in Sud America. In tutti i casi, le associazioni che sponsorizzano l’ideologia Gender hanno reagito in modo scomposto e violento, attaccando il pullman e spesso vandalizzandolo. Spesso anche le forze dell’ordine hanno bloccato il tour del Bus, dietro il comando del potere politico connivente. Si sono inventati di tutto pur di fermare il Bus. La scusa principale? “Il Bus veicola un messaggio omofobico”. Omofobico? Dire che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine…?
Ora c’e bisogno anche in Italia di un’azione clamorosa che possa riaccendere l’attenzione mediatica, sociale e politica del Paese.
Aiutaci a portare il Bus della Libertà per le strade italiane. Dona ora!
Grazie perché sei con noi, grazie perché insieme a te possiamo difendere i nostri figli e nipoti.
Generazione Famiglia

La petizione è scaduta oggi e ha raccolto 10.498 euro a fronte dei 15mila prefissati.

Stefano Santangelo racconta invece per Vice dell’arrivo del bus a Milano, che sembra essere stato accolto da pochissime persone, in un dettagliatissimo pezzo di cui riportiamo uno stralcio:

Ad esempio, secondo Maria Rachele non ci sono studi che dimostrino l’equivalenza tra omogenitorialità ed eterogenitorialità. “Una coppia omogenitoriale rende orfano un bambino di una delle due figure genitoriali. Ci sono tragedie per cui un bambino nasce senza un genitore o lo perde, e si adatta all’ambiente fino a condurre una vita normale. Ma è una ferita ed è assurdo replicarla in laboratorio. In più per il bambino dev’esserci una spiegazione razionale per l’abbandono: se tua madre è morta è un conto, ma se tua madre ti ha venduto? Questa è la verità. Ed è molto grave.”

Quando le ricordo che, secondo Filippo, il Bus della Libertà non c’entra nulla con la critica all’omosessualità, Maria si affretta a sottolineare di non avere nulla contro gli omosessuali. “Anzi, molti omosessuali sono d’accordo con noi: sia gli omosessuali che gli etero fanno differenza tra maschile e femminile, decidi di essere omosessuale se riconosci di essere attratto da persone dello stesso sesso.” Cerco di farle cambiare quel “decidi” in “riconosci”, ma senza successo.

A questo punto il team e i simpatizzanti del Bus della Libertà—ancora meno di una ventina—partono per andare a fare volantinaggio davanti alla stazione della metropolitana.

Intanto dalla pagina Facebook di Generazione Famiglia ricordano che alle 15 si chiuderà il tour, con ultima tappa di ritorno a Roma. Chi non partecipa, è genderfluid.

 

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