NON CONDIVIDERE “Questo figlio di pu**ana va in giro armato di coltello e lo infila nella schiena dei ragazzi”

di Luca Mastinu |

NON CONDIVIDERE “Questo figlio di pu**ana va in giro armato di coltello e lo infila nella schiena dei ragazzi” Bufale.net

Un post condiviso da quasi un migliaio di utenti getta un occhio di bue contro una persona accusata di accoltellare ragazzi, con la richiesta di condivisione. Sono presenti le generalità e la foto della persona:

Attenzione a tutti questo figlio di puttana si chiama **** **** e abita a ****** ******* va in giro armato di coltello e lo infila nella schiena dei ragazzi ai per poi rapinarli . inoltre quando viene beccato infama le persone ai carabinieri per pararsi il culo. Fate girare perché è un delinquente. Vi prego CONDIVIDETE !!!!!

Lo stesso profilo ha poi pubblicato una foto in cui è possibile vedere una schiena segnata da una ferita. Ciò che accade, però, è l’incoscienza di diffondere informazioni e foto per segnalare un presunto violento e condividerne i dati personali, pur non avendo un riscontro ufficiale sulle azioni criminose attribuite. L’uomo diffonde la foto, il nome e la provenienza della persona e chiede la condivisione, ma non esistono ancora prove ufficiali a carico della persona segnalata. Ne abbiamo parlato più volte (consulta il nostro archivio), e molto spesso il nostro tag Non condividere è stato frainteso da utenti esageratamente frettolosi nel cercare etichette. Spieghiamo ancora una volta, dunque, che Non condividere non significa “bufala”, ma è un chiaro e lapalissiano invito a non diffondere notizie sulle quali non v’è certezza, specie quando queste sono corredate da foto e generalità della persona segnalata. Le indagini, da sempre, spettano agli inquirenti. Qualora tutto ciò non fosse vero – e per ora non è dato saperlo né a noi né a chicchessia – la segnalazione e condivisione di massa potrebbe degenerare in un reato di diffamazione.

Attendete, dunque, le fonti ufficiali e siate responsabili su ciò che scrivete e condividete. Non si nega affatto l’esistenza di certi episodi di violenza, ma non è questo il modo di cercare giustizia.

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