NON CONDIVIDERE Il gatto morto per l’antipulci

di Luca Mastinu |

NON CONDIVIDERE Il gatto morto per l’antipulci Bufale.net

I nostri lettori ci segnalano un post condiviso su tantissime bacheche. Su un gatto chiamato Rumenta, randagio, è stato applicato il Flevox, un antiparassitario, ma l’animale è morto poco dopo. Per testimoniare l’accaduto, l’autrice del post ha pubblicato l’immagine del prodotto e del gatto ormai privo di vita, accompagnando le foto con una didascalia:

Ieri sera abbiamo dato l’antipulci al gatto!

Lui è Rumenta, il gatto del mio amico, e ora non c’è più.

Non usate questo prodotto, verrà segnalato alla ASL.

Il primo che fa una battuta sul nome del gatto lo vado a prendere e gli spezzo le ginocchia personalmente.

L’autrice – di cui non riporteremo il nome per ovvie ragioni – ha poi rimosso il post, ma qualcuno ha fatto uno screenshot e l’ha diffuso di bacheca in bacheca. Tra i lettori si era diffuso il dubbio su una probabile somministrazione dell’antipulci per via orale, ma la stessa autrice aveva spiegato di aver applicato le gocce tra le scapole. Ancora, la stessa continuava dicendo che probabilmente le gocce erano state applicate in un punto in cui l’animale poteva ancora arrivare a leccarsi, provocandosi dunque la morte. Tale spiegazione era disponibile in un secondo screenshot andato perduto.

In pratica: l’autrice consigliava di non utilizzare il prodotto in quanto lo riteneva letale per tutti gli animali, ma ancora non v’era certezza di quanto sostenesse. Infatti, nonostante avesse rimosso il post dal proprio profilo, alcuni utenti l’avevano già contattata per chiederle spiegazioni.

La sua risposta non si è lasciata attendere:

Ragazzi aggiornatevi… il gatto è morto per un rarissimo caso di violenta allergia. 1 su 15mila. Ho tolto il post perché mi stavano facendo girare i maroni.

Nessun prodotto letale per gli animali, dunque, ma un caso sfortunato di allergia che ha colpito il povero animale. Condividere ancora questo appello, dunque, non serve e potrebbe creare un serio danno d’immagine all’azienda produttrice.

L’episodio è stato spiegato, e si è trattato di una sfortunata circostanza.

Non condividere.

EDIT 2 maggio 2018 ore 21:26 

La posta di Bufale.net ha ricevuto un messaggio dal diretto interessato, proprietario del gatto (che non era un randagio), che ci scrive quanto segue:

Vi contatto per far luce sull’episodio del gatto morto dopo la somministrazione dell’antipulci. Mi chiamo C******** F******** vivo a V******** (SP) e Rumenta, il gatto deceduto, era il mio micio. Il gatto non era assolutamente randagio ma viveva con me ed era sano e vaccinato, aveva circa 4 anni di età e non gli avevo mai somministrato un antiparassitario in quanto non gli avevo mai trovato pulci ma solo un paio di zecche asportate manualmente. Poco tempo fa gli ho trovato una pulce e mi sono recato in un negozio di animali a comprare un antipulci, raccomandando che mi venisse dato il migliore. Sabato sera, verso le 22:30, ho deciso di somministrargli il prodotto (ed era presente anche la mia amica autrice del post su Facebook), il gatto ha iniziato a star male da subito, scappando e vomitando anche se il prodotto – garantisco – era stato dato correttamente. Leggendo le istruzioni si evinceva che il prodotto avrebbe dato un po’ di noia al gatto e mi son quindi convinto che tali sintomi non fossero poi così gravi, anche perché non avevo mai sentito niente di simile. Più tardi ho iniziato a chiamarlo e, diversamente dal solito, non è corso a casa. Alle due di notte, ormai preoccupato, sono andato a letto lasciando la porta-finestra aperta per farlo rincasare, ma Rumenta non è mai rincasato. L’ho trovato domenica mattina, morto.

Questa è l’esatta sequenza dei fatti.

Ho capito subito che era morto a seguito di questo evento e la mia amica, in modo un po’ impulsivo, ha creato il post con tanto di foto del gatto e del prodotto, e certamente ha sbagliato. Rimane il fatto che ho consultato un noto veterinario della mia città (se è il caso posso anche fare il nome) e mi ha detto che il gatto ha avuto una violentissima reazione allergica ai componenti dell’antiparassitario, una cosa rarissima che si verifica in circa 1 su più di 100.000 casi, e anche se avessi usato un altro prodotto probabilmente il risultato non sarebbe cambiato. La mia conclusione è che questi prodotti siano certamente utili e non pericolosi e quindi sulla quasi totalità dei gatti si può applicare senza problemi, ma ci possono essere rarissimi casi di allergia più o meno gravi (nel suo caso, gravissimo). Non dico assolutamente di non usarli ma secondo il mio modesto parere sarebbe consigliabile stare molto attenti quando li si somministra per la prima volta, dandone magari in piccole dosi e controllando la reazione del gatto. Tengo a precisare però, che si tratta di una sfortunatissima circostanza. Il mio micio è morto veramente e ha lasciato un grande vuoto.

Con questo chiarimento – per il quale ringraziamo il signor C.F. – ribadiamo che pur non trattandosi di bufala (il gatto è deceduto veramente), si è trattato di un caso di reazione allergica che si verifica in un caso su 100.000. Il post era stato creato in un gesto impulsivo dell’amica del proprietario dell’animale, ma il prodotto non è assolutamente dannoso per i gatti.

Proprio per questo il signor C.F. consiglia, in ogni caso, una misura di cautela alla prima applicazione. Chiarite le circostanze della vicenda, ribadiamo il nostro invito a non condividere e a prestare attenzione su ogni prodotto usato sui nostri animali.

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