No, non è vero che l’Europa vuole vietare il cotone

Ci segnalano i nostri contatti un post X secondo cui l’Europa vuole vietare il cotone. Il post è parte delle svariate teorie del complotto verso l’Agenda 2030, che secondo tali teorie diventa una sorta di annuncio di una dittatura mondiale nella quale saranno aboliti la moda e i vestiti, le automobili e la proprietà privata e le elite mondialiste che governano il mondo renderanno tutti i cittadini schiavi con vestiti/uniformi a nolo.

Ovviamente niente di tutto questo è contenuto nell’Agenda 2030, e sarebbe stupido dichiarare i piani di dominio in tal guisa.

L’Agenda 2030 è una semplice collezione di indicazioni per l’ecosostenibilità, declinato in Target, obiettivi desiderabili

No, non è vero che l’Europa vuole vietare il cotone

Non si tratta di Europa ma sostanzialmente di tutto il mondo. Non si tratta di divieto di cotone, ma, come visto già in una simile bufala passata, un invito a favorire l’uso di fonti ecosostenibili.

Una normativa Europa in misura di neutralità climatica allo studio prevede che i prodotti tessili sianio “durevoli e riciclabili, in larga misura costituiti da fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente”.

No, non è vero che l'Europa vuole vietare il cotone
No, non è vero che l’Europa vuole vietare il cotone

Il cotone è notoriamente difficile da riciclare, cosa che ha portato l’amministratore delegato di TailorLux a definire tale obiettivo incompatibile con l’industria del cotone e un virgolettato “tattico” a definire “illegale” (notare le virgolette) la normativa UE.

Va però parzialmente corretta la portata di quanto contenuto nell’intervista: se è vero e confermato che riciclare il cotone non preserva la vestibilità, l’ecosostenibilità non passa solo dal riciclo, ma anche da portali come il riuso e la coltivazione sostenibile.

Quindi avendo coltivazioni di cotone nel rispetto dell’ambiente e delle maestranze l’obiettivo sarebbe comunque raggiunto e garantito.

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