Niente passo carrabile concesso ai fascisti a Parma, Il Giornale polemizza: “Anche a chi contesta migranti”

di Redazione Bufale |

Passo carrabile
Niente passo carrabile concesso ai fascisti a Parma, Il Giornale polemizza: “Anche a chi contesta migranti” Bufale.net

Si discute tanto oggi 30 ottobre di una notizia che arriva direttamente da Parma, dove il passo carrabile non viene concesso a tutti coloro che sono fascisti. Si tratta a conti fatti di una normativa comunale autentica, anche se va spiegata meglio per essere contestualizzata in modo modo corretto. Anche perché, dopo le polemiche della scorsa settimana in parte innescate dai tifosi della Lazio a Glasgow contro il Celtic, come avrete notato dal nostro approfondimento, nulla può essere lasciato al caso.

Dettagli sul passo carrabile ottenibile a Parma

In questo senso, basta farsi un giro all’interno del sito del Comune, per risalire all’apposito modulo da compilare a Parma nel caso in cui si desideri ottenere il permesso per un passo carrabile. Oltre alle solite informazioni da fornire, c’è una voce di natura politica, con cui il cittadino deve confermare di non aderire a determinate ideologie che, tra le altre cose, violerebbero la nostra Costituzione. E questo è il primo punto importante da evidenziare.

Ad esempio, il diretto interessato deve affermare di “riconoscersi nei principi costituzionali democratici e di ripudiare il fascismo ed il nazismo“. A questo si aggiunge la necessità di “non professare e non fare propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa“. Insomma, per qualcuno potrebbe trattarsi di una pignoleria, ma fondamentalmente tutto rientra nei canoni della Costituzione. Basti pensare al reato di apologia del fascismo.

Nonostante questa premessa, occorre prendere atto del modo in cui Il Giornale abbia reagito alla notizia del passo carrabile negato ai fascisti in quel di Parma. All’interno di un articolo firmato da Paolo Bracalini, si fa del sarcasmo aggiungendo che il provvedimento potrebbe essere esteso anche se “contesti lo sbarco di migranti“. Inutile dire che un approccio simile abbia sollevato ulteriori polemiche oggi 30 ottobre.

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