Monterotondo: derubricata l’accusa di omicidio ad eccesso di legittima difesa, si valuta la legittima difesa

di Shadow Ranger |

Conoscete tutti i tristi fatti di Monterotondo: Deborah S., diciannovenne della provincia Romana, si trova a vivere in una situazione di oggettivo e triste disagio.

Studentessa modello, persona brillante, onesta lavoratrice, si trova ad aver a che fare con un padre divenuto orco, scivolato nel tunnel delle sostanze e dello spaccio, denunciato per violenze e che rendeva oggetto la moglie delle sue crudeli vessazioni e violenze.

È stato proprio durante uno di quei diverbi che Deborah, frappostasi tra un padre, ex pugile, violento ed intento a far del male a sua madre e sua nonna, sferra con un coltello il colpo mortale che gli toglie la vita.

Si è fatto un gran clamore in questi giorni a discutere della Legittima Difesa, cercando di riscrivere l’istituto per ipotizzare il nemico straniero che ti entra in casa da lontano, lo sconosciuto da crivellare di colpi prima che lui osi colpirti o privarti dei tuoi averi.

Ma i fatti di Monterotondo ci hanno messo di fronte ad una questione forse nuova per noi, ma fortunatamente non per la magistratura, guardiana della legge e della Giustizia: cosa fai quando l’orco ce l’hai in casa, quando il bruto parla italiano e percuote brutalmente la donna che ti ha messo al mondo davanti ai tuoi stessi occhi?

La risposta è nell’articolo 52 del Codice Penale, è sempre stata lì, ancora prima che vi si aggiungessero le prescrizioni che conosciamo

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

E come disse Alex, il Drugo di Arancia Meccanica

Ora so che è sbagliato! Sbagliato perché la cosa è antisociale, sir! Sbagliato perché ogni uomo ha il diritto di vivere felice senza venire torchionato o accoltellato!

Ci è arrivato un Drugo: non poteva non arrivarci la Giustizia.

Deborah è stata costretta: se ogni uomo ha il diritto di vivere felice senza venire torchionato, ne consegue che ogni donna ha il diritto di vivere felice senza che un marito violento e scivolato nel tunnel della dipendenza torni a casa per usarle violenza, e ferirla.

E se la legittima difesa è tale quando difendi il diritto tuo o altrui, se sei una figlia devota che difende una madre da un pugile grande e grosso, e costui durante la colluttazione ha la peggio, non si tratta più di omicidio, ma va indagato se vi è eccesso di legittima difesa.

Cosa che, correttamente, gli inquirenti dei fatti di Monterotondo hanno fatto.

Ed ora, stanno valutando se eccesso vi fosse.

Quella colluttazione infatti non è moralmente (e vi è il fumus, il fondatissimo sospetto che probabilmente si tradurrà in proscioglimento, che lo sia anche giuridicamente) ascrivibile a Deborah.

La legittima difesa è il fallimento dello Stato.

Secondo Hobbes infatti lo Stato è un mostro gentile e di buon cuore, un mitico Leviatano che assorbe su di sè l’esercizio esclusivo della forza.

Un mostro gentile che ti punisce se ti fai giustizia da solo senza alcuna ragione apparente perché lui sa di poter essere lì a fare giustizia per te quando ne hai bisogno.

Ma ogni volta che una assoluzione per legittima difesa viene ad esserci, in realtà è il momento in cui quel mostro gentile ammette di essere stato sconfitto.

Dal calcolo politico, dai fatti contingenti, dal destino o dalla meschinità umana non importa: un titano che un tempo ti ha promesso di essere lì per aiutarti, appare in tribunale per scusarsi umilmente di averti abbandonato.

Non possiamo che riportare le parole del legale della giovinetta.

Questo caso era noto. Il vicesindaco di Monterotondo ha detto che la famiglia di Deborah era da tempo seguita dai servizi sociali. Questo non è però servito a prevenire e fermare le violenze. «Questo è un fallimento», dice l’avvocato Faieta, «per tutti. Se l’uomo aveva questi atteggiamenti aggressivi in casa perché nessuno ha pensato di allontanarlo da casa? Il mal funzionamento del sistema di supporto, sostegno e protezione sociale è il nodo: si deve capire la gravità quando vengono segnalati questi casi anche se non c’è una denuncia. Quando si arriva al processo penale abbiamo già fallito tutti. I servizi sociali devono essere formati nello specifico per la violenza di genere. Se non c’è questa si sottovalutano i problemi».

Secondo l’avvocato ci sono gli strumenti per fare in modo che Deborah abbia meno conseguenze possibili dal punto di vista legale, «non deve fare un giorno di carcere, ma quello che è davvero difficile restituirle sono i suoi vent’anni, va sostenuta e non si deve sentire in colpa». E aggiunge: «Quello che le è accaduto è l’apice della violenza che poteva subire e il fallimento del sistema di prevenzione. Questa è la vera legittima difesa, più di quando ti entra qualcuno in casa per rubare. Lì si tocca il patrimonio, qui il bene primario, l’incolumità delle persone. Se dovesse essere condannata sarebbe somma ingiustizia sull’ingiustizia che già subiva».

E aiutare quel mostro gentile e di buon cuore che è il Leviatano a non lasciare più alcuna giovane sola davanti ai mostri, quelli per niente cortesi ed avvolti in pelle umana.

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