Minacce e insulti contro Game Freak: il fandom e l’odio toccano il fondo

di Shadow Ranger |

Minacce e insulti contro Game Freak: il fandom e l’odio toccano il fondo Bufale.net

Non esiste mondo che sia protetto dalla piaga dell’odio.

E proprio le comunità “nerd”, quelle che più di chiunque altro al mondo dovebbero conoscere i mali dell’Odio, del bullismo, dell’alienazione sociale e delle parole che fanno male, sovente si macchiano delle più brutali atrocità.

Abbiamo visto più volte come 4chan e simili, gruppi di agregazione di interessi di nicchia, di videogiochi e computer sono col tempo diventati masse di odiatori sociali politicizzati. Gente pronta a brandire l’empio maglio del “meme” contro il nemico di turno, complottisti con la bava alla bocca che hanno fatto del “left can’t meme!” una perversa rivalsa sociale in attesa del “patriota Q” ed altri colorati supereroi che escano dai colorati schermi dei cartoni animati per renderli felici e famosi, punendo tutti i “normali” rei di averli resi, a loro dire, degli emarginati.

Il che non significa, attenzione, che ogni ragazzo con interessi considerati “nerd” sia un malvagio.

Il nerd è una persona curiosa e attenta al mondo: e la curisità è sempre un bene.

Ma quando il nerd sceglie di diventare un pericoloso Odiatore, come tale va trattato. Ci sono casi in cui il Nerd non è la vittima, ma un nuovo ed evolutissimo tipo di carnefice, carne da cannone dell’Odio Social, soldato in prima linea che ha barattato il manganello e l’olio di ricino per una tastiera “gaming” caricata a insulti e minaccioni, con le giberne caricate a memes.

Nessuna meraviglia se siti come Rotten Tomatoes ormai hanno smesso di consentire le recensioni in anteprima, la raccolta di pareri di chi un film o un prodotto di intrattenimento non l’ha mai visto.

Brie Larson ne sa qualcosa: lapidata da orde di nerd con la bava alla bocca per non aver compiuto il suo bravo atto di sottomissione al “maschio bianco orgoglio della mamma”, sempre pronto a colpire dallo scantinato di casa.

E ne sa qualcosa il noto fumettista Sio, preso di assalto da insulti e false segnalazioni per una vignetta accusata di “fare politica” in senso non voluto al pubblico a casa.

E nessuna meraviglia se oggi l’Odio Social colpisce il colorato mondo dei Pokémon, personaggi amati da grandi e piccini, e negli ultimi anche e-sport praticato con un discreto successo.

I ragazzini restano per una gioiosa avventura in un mondo di bestioline colorate da amare e salvare, i giocatori più evoluti restano per qualcosa che è definibile come il figlio perfettamente riuscito di una partita a Poker, una partita a scacchi, un tiro di dadi e il batticuore di puntare la vittoria su un Tentennamento, una Paralisi o una Protezione che fallisce elargendo vittoria o sconfitta.

Gli odiatori seriali restano per sfogare i loro rancori in modo belluino e feroce.

La storia è semplice: Pokemon Spada e Scudo, l’ultima incarnazione videoludica della Saga ambientata in una immaginaria Inghilterra (Galar) con meno Brexit e più buffe bestiole, non conterrà tutti gli oltre mille Pokémon creati.

Il perché è stato spiegato dagli autori: soddisfacente o meno che sia, la risposta prevede l’aver preferito concentrarsi sulle meccaniche di gioco piuttosto che sui dati di mille bestiole e passa.

Ogni Pokémon si porta dietro modelli grafici, dati delle mosse ammesse ed insegnabili in vario modo… un gioco con 1000 e rotti Pokémon non è impossibile, ma sarebbe stato un complicato bagno di sangue. E inoltre, proprio alla luce dell’e-Sport, il VideoGame Championship Format, formare una squadra di sei bestioline di cui solo quattro per sfida possono scendere in campo è già relativamente complesso se hai una rosa di 400 animaletti da cui scegliere.

Immaginate voi che casino sarebbe superato il migliaio.

Ma il nerd a casa no, non ci sta.

Vuole la torta della mamma e la vuole mangiare.

Molesto come il Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo, pronto a sentenziare davanti al rarissimo Garpez che

Il suo falegname con trentamilalire lo faceva meglio (cit)

ha deciso di vomitare insulti, minacce e ben poco divertenti fotomontaggi in stile ISIS con teste mozzate del Direttore di Game Freak che rotolano su Twitter.

Il tutto legato anche ad accuse lanciate al direttore artistico della saga (la persona a cui è delegato armonizzare l’aspetto fisico dei Pokémon), perché raramente l’Odio e la Competenza vanno d’accordo.

Risultato? Come riportato da Pokémon Millenniumm, risorsa sul mondo della saga, il festival di lancio del prossimo capitolo della saga è stato annullato.

La battaglia contro l’Odio social non è censura. Ci sono cose che non dovrebbero essere concesse a nessuno.

E se non riuscite ad evitare di minacciare sconosciuti di morte perché nel vostro videogioco preferito non appare il vostro personaggio preferito, dovrebbero togliervi per sempre l’accesso ad un oggetto tecnologico più complesso di un Sapientino Giocattolo.

Esisteva un film un tempo chiamato “La Rivincita dei Nerds”.

Adesso tale film è diventata una distopia degna di Orwell.

Se volete immaginare il futuro, immaginate un piede umano calzato da un paio di Converse che, con la voce stentorea dello Steve Urkel televisivo, calpesta un volto umano urlando con la vocina nasale

Sarò per caso stato io a fare questo?!?!

Per sempre. Per tutta l’eternità.

Ma la lotta all’Odio Social passa anche per piccoli gesti: numerose community hanno lanciato iniziative per offrire supporto a Masuda.

Approviamo.

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