Mimmo Lucano condannato a 13 anni e due mesi

di Luca Mastinu |

Mimmo Lucano condannato a 13 anni e due mesi Bufale.net

Mimmo Lucano condannato. Questa la notizia riportata questa mattina dai principali quotidiani nazionali. L’ex sindaco di Riace è stato condannato dal tribunale di Locri per “associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa, peculato e abuso d’ufficio”, scrive Il Post.

“Sono amareggiato”

Come riportano i quotidiani nazionali, Mimmo Lucano è stato condannato in primo grado a 13 anni e 2 mesi, “quasi il doppio della pena richiesta dall’accusa”. Questo il commento a caldo dell’ex sindaco di Riace:

Sono amareggiato. Non me l’aspettavo. Non ho proprietà e non ho nulla. Non capisco questa cosa. Ho speso la mia vita per rincorrere i miei ideali, contro le mafie. Mi sono immaginato di contribuire al riscatto della mia terra. Oggi finisce tutto. È una cosa pesantissima. Non so se per i delitti di mafia ci sono sentenze così. Io mi aspettavo una formula ampia di assoluzione. Voglio ringraziare l’avvocato Mazzone che non c’è più e gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Pisapia che mi hanno difeso gratis. Io non avevo i soldi per pagare gli avvocati. A me mancano i soldi per vivere, come farò a estinguere questa condanna?

Si chiude il processo Xenia

Si conclude così, dunque, il processo Xenia iniziato nell’ottobre 2018, anno in cui Mimmo Lucano fu posto agli arresti domiciliari per poi ricevere il divieto di dimora a Riace, poi revocato dal tribunale di Locri. Tante sono le forze politiche che commentano la novità, da Laura BoldriniMatteo Salvini. La sentenza di questa mattina è arrivata dopo tre giorni di camera di consiglio da un collegio presieduto dal giudice Fulvio Accurso.

Il doppio della pena richiesta dall’accusa

Si parla del “doppio della pena richiesta” perché il pm di Locri Michele Permuniam aveva chiesto 7 anni e 11 mesi “per l’accusa di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, e il processo Xenia aveva visto imputata anche la compagna Lemlem Tesfahum.

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