“Migrante violenta una capra, ecco le risorse”, ma non esistono fonti sul luogo del filmato

di Luca Mastinu |

in sospeso migrante violenta una capra
“Migrante violenta una capra, ecco le risorse”, ma non esistono fonti sul luogo del filmato Bufale.net

Un “migrante violenta una capra”, o meglio questo è quanto sostengono gli autori di StopCensura citando come fonte Radio Savana. Secondo le due realtà le immagini orribili che vengono mostrate in un filmato documenterebbero un episodio di zoofilia da parte di un migrante, un contenuto che scatena commenti come “arricchimento culturale” e soprattutto “nemmeno le capre sono al sicuro”. Non vi faremo vedere il video, ci limiteremo a un fotogramma.

Nessuna prova che si tratti dell’Italia

Radio SavanaStop Censura non lo dicono, ma danno per scontato che il video sia stato girato in Italia e che l’uomo ripreso sia un migrante. Come spesso accade con i post di Radio Savana (qui il nostro archivio), non esiste un modo per risalire all’origine del video e soprattutto al luogo in cui è stato girato.

Troviamo riscontro, per esempio, in un articolo pubblicato il 3 luglio 2019 su La Nacion Digital che però non riporta i dettagli del filmato ma si limita, come fanno gli autori di Radio Savana, a parlare di “pagapensioni” (“risorse INPS”, in pratica).

Altri siti aggregatori hanno ripreso il video limitandosi a commentare ma senza aggiungere altri dati, come nel caso di Luci Post in questo articolo del 23 giugno 2019TheDistin.com, in un articolo del 24 giugno 2019, riprende il video e aggiunge che non è dato conoscere il luogo in cui l’uomo è stato ripreso, ma parla di un “africano”. Precisiamo che TheDistin.com è un sito di notizie con sede in Ghana.

Il caso non compare come risultato nemmeno nei motori di ricerca. Non esiste alcuna fonte, dunque, sulla provenienza del video e gli autori di Radio SavanaStop Censura, nel notare che l’uomo abbia un certo colore della pelle, lo considerano un migrante immortalato durante un atto ignobile, ma non hanno le prove. Nemmeno questa volta.

Il video circolava dal 2019 su siti internazionali, prima di allora non è mai arrivato in Italia.

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