Messico: Coppia lesbica uccide figlio di 7 anni, si era rifiutato di vestirsi da donna. Caso analogo in Brasile

di Luca Mastinu |

Un articolo pubblicato il 18 giugno 2019 sul blog No al Satanismo riporta una storia orribile avvenuta in Messico, dove una coppia di lesbiche avrebbe ucciso il figlio naturale di una delle due donne dopo che il bambino si era rifiutato di indossare abiti femminili. Un secondo caso, sempre secondo No al Satanismo, sarebbe avvenuto in Brasile sempre da parte di una coppia lesbica che avrebbe amputato il pene del figlio di una delle due donne per farlo diventare una donna.

Il caso in Messico, il piccolo Karol Ramon

No al Satanismo scrive che i fatti sono avvenuti nel marzo 2019 nel comune di Juventino Rosas, un piccolo centro del Guanajuato dove le due donne avrebbero ucciso il piccolo Karol Ramon, 7 anni, dopo giorni trascorsi a torturarlo e seviziarlo, in quanto il bambino si era rifiutato di indossare abiti da donna.

Le fonti locali riportano che il bambino era iperattivo e che già da un anno era seguito da una psicologa e da un neurologo attraverso la scuola. Alle 21 del 26 febbraio, però, era arrivato all’ospedale con profonde contusioni sulle gambe e con gravi ferite, tant’è che morì poco dopo. Secondo gli investigatori, Ramon era stato raggiunto alla testa e allo stomaco da colpi di martello. Sua nonna, Gabriela Alvarez, aveva parlato di maltrattamenti. Gabriela conosceva bene il bambino, in quanto lo aveva allevato fino all’età di 6 anni, dopodiché sua madre, Margarita, lo aveva preso con sé per andare ad abitare insieme alla sua compagna.

Le dichiarazioni del procuratore generale: le notizie infondate

La redazione del quotidiano La Republica ha fatto luce sul caso. Secondo le prime fonti, infatti, sia Margarita che la compagna avevano ucciso il piccolo Ramon in concerto a seguito di un suo rifiuto di indossare abiti da donna. La redazione, infatti, ha comunicato con il procuratore generale di Guanajuato che ha negato il movente del rifiuto di Ramon di vestirsi da donna, definendo questa notizia priva di fondamento.

Addirittura la compagna di Margarita, Esmeralda, risulta estranea ai fatti. Margarita, inoltre, risulta indagata ma le indagini sono ancora in corso e si attende il mese di luglio per completare l’inchiesta.

Il caso in Brasile, il piccolo Ruhan

Rosana Candido, 27 anni, e Kacyla Pessoa, 28 avrebbero ucciso il figlio di Rosana – secondo No al Satanismo – tagliandogli il pene perché lo volevano far diventare donna dopo aver visto un tutorial su internet.

Il caso è avvenuto a Samambaia, a poche miglia da Brasilia. Il piccolo Ruhan ha subito atroci torture, dall’evirazione allo scuoiamento del viso, fino alla macellazione del suo corpo. Con i suoi resti, addirittura, le donne avrebbero tentato l’occultamento allestendo un barbecue, ma trovando impossibile l’impresa avrebbero sparso i pezzi del corpo del bambino in più punti.

Metro, tuttavia, riporta dapprima che Rosana voleva uccidere suo figlio per soddisfare il suo desiderio di diventare una donna, ma in realtà l’atroce delitto si sarebbe consumato in quanto il piccolo le ricordava suo padre. Il movente della somiglianza col padre (dunque il nonno della piccola vittima) è confermato dal Sun, e addirittura leggiamo che l’asportazione del pene sarebbe avvenuta un anno prima del brutale omicidio.

Secondo altre indagini, inoltre – da un articolo in cui leggiamo che i resti del piccolo Ruhan erano stati trovati all’1:30 da un gruppo di ragazzi in un campo di calcio l’1 aprile – Rosana Candido avrebbe ucciso Ruhan per dare un taglio alle spese.

Le prime ricostruzioni hanno appurato che Ruhan fosse nato da uno stupro. Insieme a Rosana è stata arrestata anche la compagna Kacyla, la cui figlia è stata affidata ai servizi sociali. Le ultime notizie riportano che le due donne sono in carcere.

Parliamo di indagini in corso, quindi, perché No al Satanismo affronta due fatti di cronaca secondo la disinformazione che già veniva diffusa sul piano locale senza attendere gli sviluppi delle indagini:

  • Il bambino ucciso in Messico non è stato ucciso dopo un suo rifiuto di vestirsi da bambina, e soprattutto l’unica indagata (indagata) è sua madre, dal momento che la compagna è risultata estranea ai fatti. Le indagini sono ancora in corso;
  • Sul bambino ucciso in Brasile, invece, le indagini sono più complesse e più fonti concordano che il movente fosse individuabile in un’ossessione di sua madre, che lo vedeva simile a suo padre. Le due donne sono attualmente in carcere, ma non si trovano maggiori dettagli. Addirittura, una pista investigativa attribuisce l’omicidio del piccolo a una volontà di tagliare le spese.

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