Male interpretati dai sovranisti i testi di Fedez con “Faccio brutto” e “Canzone da gay”

di Redazione Bufale |

Faccio brutto
Male interpretati dai sovranisti i testi di Fedez con “Faccio brutto” e “Canzone da gay” Bufale.net

Non si placa la disinformazione nei confronti di Fedez, coi testi di alcuni pezzi come “Faccio brutto” e “Canzone da gay” che oggi 2 maggio sono stati ripresi ad arte in alcune community social, con il chiaro intento di screditare l’artista. Dopo il suo discorso in occasione del concerto del primo maggio, infatti, è scattata immediatamente la corsa allo scoop, scavando nel passato di Fedez per pescare frasi di vecchie canzoni. L’obiettivo è chiaro, visto che si vuole evidenziare la sua ipocrisia a proposito dell’omofobia. Insomma, tutto ruota ancora una volta attorno al ddl Zan.

Cattiva interpretazione dei testi di Fedez: da “Faccio brutto” a “Canzone da gay”

A tal proposito, in mattinata abbiamo già parlato di ‘Tutto il contrariocon il nostro articolo di domenica mattina, evidenziando che le uscite su Tiziano Ferro fossero in verità l’opposto rispetto a quanto scritto. Sostanzialmente, le frasi che girano nei meme Facebook da alcune ore, se prese singole e non nel contesto della canzone, possono sembrare quello che in realtà non sono. Ecco perché bisogna andare più a fondo con l’analisi del testo di pezzi come “Faccio brutto” a “Canzone da gay”.

Un esempio lampante, a tal proposito, ci arriva proprio da ‘Faccio brutto‘, con la frase: “Ho un odio represso verso tutte le persone gay. Si tratta della canzone in cui da Fedez giunge una critica a quelli che dicono frasi del genere. Basterebbe ascoltarla meglio. Quanto a “Le feste di Pablo“, concepita insieme a CARA, fu la stessa artista con un’intervista dello scorso anno a parlare di un personaggio paradossale nel racconto che emerge dal testo.

Si potrebbe riepilogare tutto così: “Faccio brutto” è una parodia del rapper, con cui Fedez prende in giro i luoghi comuni sul rapper “cattivo”. Andando avanti, su “Canzone da gay” sarebbe sufficiente concentrarsi su questioni anagrafiche, se pensiamo che l’abbia scritta a 17 anni. Un pezzo estremamente ironico, a prescindere dal fatto che possa piacere o meno il genere. Non omofobo.

Ancora, “Ti porto con me” è una sua opera che risale a quando aveva 22 anni e, da allora, sono trascorsi dieci anni. Dunque, è necessario analizzare approfonditamente i testi di Fedez con “Faccio brutto” e “Canzone da gay”.

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