L’Ospedale Santa Maria di Reggio conferma primo caso di CORONAVIRUS

di Shadow Ranger |

L’Ospedale Santa Maria di Reggio conferma primo caso di CORONAVIRUS Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti il seguente screen da Catena di S.Antonio a mezzo WhatsApp

L'Ospedale Santa Maria di Reggio conferma primo caso di CORONAVIRUS
L’Ospedale Santa Maria di Reggio conferma primo caso di CORONAVIRUS

Come disse Micheal Scott, la miglior bugia è quella avvolta in un sottile strato di verità. Ma in questo caso l’autore di questa immonda bufala con “scherzone” incoporato non si è neppure premurato di cercarsela, una verità.

Ha preso una regione, l’Emilia Romagna, non si sa se perché ha superato brillantemente la prova della gestione di due casi sospetti, o per screzi di natura sociale/elettorale/chilosa ed ha imbandito la sua storiella.

L’Emilia Romagna ed il Coronavirus

Anche l’Emilia Romagna sta facendo il suo dovere nella gestione del Coronavirus. A Piacenza è stato ricoverato e sottoposto ad esami, fortunatamente aventi esito negativo un uomo entrato in contatto col c.d. Paziente Zero, il 38enne lombardo identificato come infetto da SARS-CoV-19.

Similarmente al momento è sotto esami, i cui esiti saranno pronti domani in mattinata, una trentenne Lodigiana residente a Reggio che sarà trattenuta in ospedale fino al risultato, per poi decidere all’esito.

Proprio la celere e rapida risposta delle autorità locali, è garanzia del fatto che la sfida al Coronavirus sarà difficile, ma del tutto fattibile.

 Sono già state raccolte tutte le informazioni sui contatti e gli spostamenti della persona e, nel caso il tampone fosse positivo, si agirà di conseguenza.

E’ quanto è uscito dal vertice di coordinamento in Prefettura che si è tenuto con i sindaci capi-distretto, la Provincia, il Comune di Reggio Emilia e l’Ausl. Al momento, comunque, nessun malato o caso positivo è stato accertato sul territorio provinciale.

Lo scrive il sindaco Luca Vecchi su Facebook che comunica anche che “l’Ausl ha attivato da giorni un’unità di crisi permanente per agevolare ogni singolo controllo e monitoraggio”. Scrive il sindaco: “Come istituzioni congiuntamente, stiamo seguendo ogni disposizione dettata dai protocolli regionali e ministeriali. Invitiamo tutti i cittadini alla massima collaborazione e ad attenersi alle informazioni puntuali e corrette che di volta in volta verranno fornite ufficialmente”.

[…]

Conclude il sindaco: “L’intero sistema Istituzionale è quindi pienamente operativo e continuerà a lavorare, seguire ed informare costantemente la cittadinanza ad ogni eventuale evoluzione. Situazione monitorata e sotto controllo, chiediamo a tutti la massima collaborazione”.

La bufala

Il bufalaro crede di essere stato astuto scegliendo una regione dove ci sono stati due casi di monitoraggio, ma oltre che incivile è stato stolto per aver preso come bersaglio una regione dove ci sono stati casi di monitoraggio.

Come rimostra la bufala creata sul sospetto caso romano, il viralizzatore si è esposto ad azioni giudiziarie nei confronti della sua creazione.

E la prova che il nostro viralizzatore crede di essere furbo, è nel link indicato come fonte della sua notizia.

Una immagine macro creata nelle “fabbriche del Meme Americano”  e che viene usata per simili occasioni. Anche per una bufala da noi affrontata il 31 gennaio.

Una specie di perverso gioco malato nel quale si diffondono Catene di S. Antonio volutamente allarmistiche a base di attentati terroristici e malattie, e si invita a cliccare per vedere l’immagine di un nerboruto uomo di colore superdotato in costume adamitico (attenzione, il link contiene immagini vietate ai minori).

Il viralizzatore non si è avveduto comunque del fatto che, essendo simile immagine evidentemente vietata dal regolamento della maggioranza dei social, ad oggi non è più raggiungibile.

Confidiamo che tale burla trovi la sua giusta retribuzione: il frutto amaro del peccato, ovvero la sanzione.

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