Lo Stato italiano è così povero che diversi farmaci anti-cancro saranno a pagamento – il ritorno della Bufala

di Shadow Ranger |

Lo Stato italiano è così povero che diversi farmaci anti-cancro saranno a pagamento – il ritorno della Bufala Bufale.net

Ci sono bufale così arcaiche che quando le abbiamo affrontate la prima volta molti dei nostri collaboratori neppure c’erano, come Lo Stato italiano è così povero che diversi farmaci anti-cancro saranno a pagamento.

Lo Stato italiano è così povero che diversi farmaci anti-cancro saranno a pagamento
Lo Stato italiano è così povero che diversi farmaci anti-cancro saranno a pagamento

Un meme così avariato da essere passato negli ultimi cinque anni da disinformazione a bufala senza neppure fermarsi al via.

Ma andiamo con ordine, ricordandovi di leggere per prima cosa il nostro precedente articolo.

Così vecchio che usavamo ancora la vecchia, desueta grafica precedente l’introduzione dei codici cromatici.

Lo Stato Italiano è così povero che…

No, santo cielo, no.

Siamo a conoscenza che questa bufala viene attribuita ad alcune regioni. Curiosamente (eufemismo), succede che pagine di destra attribuiscano la “povertà” a regioni di sinistra e anche il viceversa.

Sono i frutti di un dibattito politico ormai intossicato e perverso.

Allora come è andata davvero?

È andata che il 27 maggio del 2013 è successo un intoppo burocratico.

Due farmaci antitumorali, il Pertuzumab (Roche) e l’Afibercept (Sanofi-Aventis) sono stati approvati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), ma non ancora muniti di un prezzo dall’AIFA.

Senza la contrattazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco, è impossibile stabilire il prezzo di vendita del farmaco dal produttore al Governo (che ricordiamo, nel 2013 fu il Governo Monti seguito dal Governo Letta…) e, dal punto di vista teorico, sarebbe quindi impossibile acquisire e utilizzare il farmaco.

Ma i farmaci antitumorali servono, eccome.

per questo motivo che nel 2012 il Decreto Balduzzi dispose un iter diverso per i farmaci anticancro: dopo l’approvazione dell’Ema, mentre l’Aifa contrattava il prezzo, devono essere resi subito disponibili, rimborsabili eventualmente dall’ospedale.

Quindi, in regime emergenziale, effettivamente per un certo periodo qualcuno ha dovuto anticipare i costi di Pertuzumab e Afibercerpt, e una lettera aperta all’allora Ministro Lorenzin riassunse la vicenda in

Come Associazione Italiana di Oncologia Medica, siamo certi che non saranno i pazienti a pagare. Il problema, però, resta chi dovrà affrontare la spesa: le Aziende Ospedaliere, le Regioni? A nostra conoscenza, questo aspetto non è mai stato affrontato né singolarmente né in Conferenza Stato-Regione. Il rischio è che si determinino diseguaglianze inaccettabili per i pazienti, poiché alcune Aziende o Regioni autorizzeranno le acquisizioni dei farmaci e altre al contrario non lo permetteranno.

Nessun malato ha mai dovuto pagare per i farmaci anticancro

Il problema piuttosto è stato il fatto che, in regime di contrattazione, ed in un sistema di sanità concorrente Stato-Regioni, il timore che regioni più ricche si potessero permettere di anticipare spese ingenti in attesa del termine della contrattazione e regioni più povere no, era evidente.

Ma come facemmo notare già all’epoca

A novembre 2014 il farmaco Afibercept (tumore del colon-retto metastatico) è rimborsato dal Sistema sanitario nazionale, passando dalla fascia C alla fascia H.
Nell’estate del 2014, in seguito alla Determina del 12 giugno 2014 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2014, il Pertuzumab è rimborsato dal Sistema sanitario nazionale. Ecco quanto riportato da Repubblica:

Dalla contestata fascia C(nn) – cioè quella dei farmaci non rimborsati in attesa che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ne negozi il prezzo con l’azienda produttrice – è infatti passato in fascia H, cioè quella dei medicinali rimborsati e impiegati soltanto in ambito ospedaliero.

Notammo inoltre un ulteriore elemento: i farmaci indicati sono stati resi rimborsabili dall’SSN, risolvendo l’intoppo burocratico, nel 2014.

La prima apparizione del Meme in assoluto è stata il 9 gennaio del 2015.

Ma se pochi mesi di ritardo potevano essere al limite estremo tra bufale e disinformazione, riesumare il meme oggi significa mandarlo nel capo aperto delle bufale, e come lo tratteremo.

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