Il Caso

L’EPA riscrive il riscaldamento globale a colpi di “Delete”

Non è una sbavatura di qualche pagina minore sparita nel nulla, è una vera e propria pulizia ideologica che l’EPA, l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti, ha compiuto sul suo stesso sito ufficiale. Segnaliamo che tutti i riferimenti ai cambiamenti climatici causati dall’azione umana sono stati recentemente cancellati o riscritti in modo da parlare quasi soltanto di “cause naturali” come variazioni dell’orbita terrestre, attività solare o vulcanica.
In tutta la pagina è rimasta solo la frase: “However, recent climate changes cannot be explained by natural causes alone”, come potete vedere qui.

L’EPA riscrive il riscaldamento globale a colpi di “Delete”

La dichiarazione che fino a poche settimane fa compariva sul portale e che diceva chiaramente che “l’influenza umana ha riscaldato l’atmosfera, gli oceani e la terra” è sparita, sostituita da testi vaghi che non attribuiscono alle emissioni di combustibili fossili il ruolo dominante riconosciuto dalla scienza.
È come se qualcuno avesse deciso di far sparire da un manuale di medicina il capitolo sul fumo di sigaretta e il cancro ai polmoni. Il problema viene menzionato, gli effetti restano evidenti, ma le parole che lo spiegano sono state tolte. Gli esperti del clima, ex funzionari EPA e ricercatori hanno definito la mossa pericolosa e fuorviante, sottolineando che il sito non solo ha rimosso i contenuti espliciti, ma ha anche cancellato pagine sugli impatti sui ghiacci artici, sull’innalzamento del livello del mare e persino sugli effetti sulla salute umana, lasciando link rotti o pagine vuote dove prima c’era informazione.
Hanno riportato la notizia anche testate come il New York Times e Washington Post. La giustificazione ufficiale parla di una nuova priorità per la salute pubblica, con una stretta enfasi su “processi naturali”, ma quello che sta accadendo è esattamente il ribaltamento di decenni di evidenze scientifiche consolidate.
La comunità scientifica continua invece a ripetere che quasi tutto il riscaldamento osservato negli ultimi decenni è dovuto alle attività umane, soprattutto alla combustione di carbone, petrolio e gas, e che ignorare questa realtà non farà sparire né il problema né i suoi effetti.

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