“L’ennesimo video dedicato agli immigrati” è stato girato in Catalogna: per i compulsivi arriva dall’Italia

di Luca Mastinu |

“L’ennesimo video dedicato agli immigrati” è stato girato in Catalogna: per i compulsivi arriva dall’Italia Bufale.net

Lo strumento Ricordi di Facebook (ex Accadde oggi) molto spesso diventa un’emesi di vecchi contenuti già verificati: è il caso dell’ennesimo video dedicato agli immigrati pubblicato dalla pagina Facebook L’Italia che si ribella il 24 agosto 2017. Gli autori non indicano né il luogo né la data delle immagini e tra i commentatori pullulano le libere interpretazioni. Chi commenta, infatti, dà per scontato che si tratti di un video girato in Italia. Ciò che vediamo sono immagini forti: un gruppo di uomini creano il caos ribaltando cassonetti e occupando una ferrovia e alla fine del video aggrediscono due persone.

Una disinformazione che insiste dal 2017

Era il 2018 – un anno dopo il post pubblicato da L’Italia che si ribella – quando in un nostro articolo riportavamo i fatti immortalati nel video. Chi posta il video scrive: “Non voglio scrivere nulla, vediamo se Facebook mi rimuove l’ennesimo contenuto dedicato agli immigrati”, creando una miscela tra vittimismo e acchiappalike che è tipica del mendicante del web (scopri di cosa si tratta).

È vero che gli autori non dicono che il video sia stato girato in Italia, ma il loro intento è proprio quello di lasciarlo intendere. Il risultato è nei commenti di cui gli autori della pagina, loro malgrado o a loro insaputa, sono responsabili.

Un video del 2015 girato in Catalogna

Il video era stato ripreso da un’altra pagina Facebook che lo aveva caricato il 20 agosto 2017 con il titolo: “Cataluña. Ver el vídeo hasta el final / Catalogna. Guarda il video fino alla fine”. Le immagini, infatti, mostrano dei disordini avvenuti a Salou, nella regione catalana di Tarragona. Ne parlava anche l’agenzia Ruptly in un video postato su YouTube l’11 agosto 2015.

Nella descrizione del video leggiamo che una comunità di migranti senegalesi stava protestando contro la polizia del Mossos (corpo di polizia della Catalogna) dopo la morte di un connazionale di 50 anni caduto da un balcone durante un blitz degli agenti.

La vicenda era stata ricostruita da El Pais in un articolo del 12 agosto 2015. I fatti si svolgevano nel corso di un’operazione detta “Top Manta” messa in atto per una serie di indagini sul mercato nero, come riportava The Local. Il senegalese di 50 anni era tra gli indagati. Gli agenti avevano fatto irruzione alle 6 del mattino nella sua abitazione l’11 agosto 2015 e l’uomo, secondo la versione dei Mossos, aveva tentato la fuga arrampicandosi sulla ringhiera del balcone del suo appartamento ma aveva perso l’equilibrio ed era precipitato dal terzo piano.

Mentre il corpo del 50enne veniva portato via erano scoppiate le tensioni (The Guardian) che si erano protratte fino all’1 di notte (BBC). Durante i disordini i migranti avevano occupato la ferrovia all’altezza della piazza Saint Jordi. Il bilancio, durante la notte, era stato di 19 feriti e 6 arresti.

L’intervento dei debunker spagnoli

Nel 2018 i colleghi debunker di Maldito Bulo avevano riportato che lo stesso video pubblicato da L’Italia che si ribella circolava compulsivamente su WhatsApp e molti utenti erano convinti che si trattasse di immagini di quell’anno senza conoscere le dinamiche dell’accaduto. I fact-checker spagnoli indicavano questo articolo pubblicato da El Periodico il 12 agosto 2015 per riportare le fonti attendibili sulla vicenda.

Conclusioni

Come sottolineano i colleghi di Maldito Bulo esiste un problema di fondo con la fruizione dei contenuti e la contestualizzazione delle notizie: un video girato con un telefonino viene fatto spesso girare tra le chat e tra le bacheche, e nel peggiore dei casi avviene sulle pagine Facebook che trovano foraggio nella disinformazione.

Un autore che propone un video senza specificarne l’origine, il luogo né la data lascia ai suoi lettori la libera interpretazione, e se quell’autore gestisce una pagina che ha una singola direzione allora la libera interpretazione diventa un’unica realtà: i commentatori diranno che i migranti che fanno disordine sono stati filmati in Italia. Così è stato, a giudicare dai commenti.

Parliamo di disinformazione perché immagini reali vengono riproposte 2 anni dopo e senza collocazione geografica né temporale da autori consapevoli di ciò che succederà tra i follower. L’ennesimo video dedicato agli immigrati non è stato girato in Italia bensì in Catalogna nel 2015 e mostrava le immagini di una sommossa: non è in discussione il grande caos immortalato, si tratta piuttosto di fare corretta informazione e non di omettere dettagli per fingere vittimismo.

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