Lei è stato infettato dopo aver cliccato su un annuncio pubblicato su uno dei nostri siti pornografici infezionati, abbiamo visto tutto

di Shadow Ranger |

bufala sindaco di lonigo
Lei è stato infettato dopo aver cliccato su un annuncio pubblicato su uno dei nostri siti pornografici infezionati, abbiamo visto tutto Bufale.net

Sextortion, è una parola alla quale siamo abituati, anche se la storia dei siti pornografici infezionati racconta altro.

La forma canonica della sextortion è infatti fatta di video pornografici ottenuti con l’inganno: camgirl e camboys che ti chiedono di accendere la tua telecamera per coinvolgerti in rapporti sessuali online, o il semplice amante di una sera che ti convince a filmare la prestazione sessuale per pepare il rapporto e poi, finito il fuoco della passione, cerca di rivenderti il filmato ad un prezzo abbastanza alto minacciando di diffonderlo presso i tuoi amici e partner abituali in caso di rifiuto.

Ma esiste una forma più triste, patetica, disperata oseremmo dire: quella di chi in realtà non ha alcun video pornografico in mano e inventa tecnobubbole improbabili a base di “siti pornografici infezionati”, virus improbabili, “puntini miracolosi nelle email” per bluffare.

La storia ve la abbiamo raccontata altre volte, ad esempio qui, qui e qui, e comincia tutto dai data breach, eventi in cui, per puro caso, un pizzico di fortuna e protezioni insufficienti, alcuni hacker vengono in possesso di una lista ordinata e ben formattata di indirizzi email, nomi e, con molta, molta fortuna, le ultime quattro cifre di una carta di credito.

Questi elenchi sono la ricetta primordiale per i tentativi di truffa più disparati: il truffatore potrebbe sperare di trovare email con le password ancora utilizzabili, oppure di risalire a carte di credito.

Ma anche, se sei un utente diligente blocchi le carte di credito e cambi gli indirizzi delle email, bloccando così i furti di identità, salvare il suo investimento usando i dati rimasti per le forme di phishing, di cui vi abbiamo parlato più volte in passato: una volta che io, piccolo truffatore senza né arte né parte, posso permettermi di raccogliere i soldi per comprare sul deep web una lista di nomi e cognomi con email e qualche dato personale, posso cominciare i miei trucchetti da truffatore.

Così ecco che si spiega come il truffatore che fa finta di essere Poste Italiane, TIM o altro esercente sia a conoscenza del tuo nome, cognome e numero di email (li ha comprati durante un leak), o come il misterioso principe decaduto del piccolo regno sospettosamente simile al Wakanda dei film di Pantera Nera sappia come ti chiami e ti mandi una email per proporti di salvare l’antico Vaso ed il tesoro del Wakanda dandogli solamente 1000 euro mediante Money Transfer da ripagare in 10.000 euro in barre di Vibranio.

Ma spesso l’utente medio è una persona assai diligente: quando gli viene comunicato un data breach, cambia le password della mail, blocca le utenze e le carte di credito. Per il truffatore è il caso peggiore: ha pagato molto, ed ottenuto poco.

In qualche miserabile bar di un paesello ai confini della vita avremo così un aspirante Jason Bourne convinto di aver comprato la ricetta per diventare ricco, e che ora si trova ancora più miserabile con un elenco di email attive delle quali non se ne fa più nulla.

Tranne decidere di contattare le migliaia di persone che sa esistere, e sa disporre di una mail, per cercare il bluff più triste e patetico di ogni tempo

Buongiorno,

Non riteniamo che sia una cosa cattiva godere, accarezzare se stessi di tanto in tanto.
Alcune cose è meglio tenere nascoste, se i vostri parenti e amici lo vengono a sapere può diventare una cosa preoccupante.
Ognuno può essere turbato da certe cose. E questo può avere conseguenze pesanti per la sua vita personale e buono stato.
Per un certo periodo di tempo abbiamo seguito il suo computer con un trojan virus che era stato installato autonomamente e ha infezionato il suo computer.
Lei è stato infettato dopo aver cliccato su un annuncio pubblicato su uno dei nostri siti pornografici infezionati.
Il virus trojan ci dà accesso al suo computer e a qualunque dispositivo collegato, sia via Wi-Fi che via Bluetooth.
Abbiamo visto il tuo schermo e tutto ciò che lei ha fatto in diretta.
Teniamo sotto controllo anche la sua camera e microfono che possiamo attivare e disattivare quando vogliamo.
Ogni informazione che sia interessante o che ci riguardi è stata conservata in un modo riservato.
Per esempio: contatti, reti sociali, email ecc.
Abbiamo registrato video in cui lei masturba in combinazione con la schermata che stava guardando in quel momento in un’unica schermata divisa in due.
Con un solo schiaccio del pulsante siamo in grado di inviare questo video a tutti i suoi contatti, nelle reti sociali ecc.
Se lei vuole evitare questo , basta trasferire l’importo di 450 euro al seguente indirizzo bitcoin.

Indirizzo bitcoin: 12p4tKzpJf3kCdarVVgTDioc8xCTrLYKLu

Acquistare bitcoin è semplice e facile (di suolito ci vuole una verifica) sui seguenti siti web:
www.coinbase.com
www.localbitcoin.com
www.coinmama.com
www.bitit.io
www.bitpanda.com
www.bittylicious.com

Appena il bonifico sarà fatto, i suoi dati e materiali video saranno eliminati.
Le diamo 5 giorni di tempo per pagare.
Altrimenti lei è cosciente delle conseguenze che abbiamo esposto .
Noi non sbagliamo.
È inutile scrivere denence, questo indirizzo email non è rintracciabile, queste email sono state mandate da un server esterno che si trova all’estero.
Questi account sono stati hackerati.
Se fa una scielta sbagliata, se contatta qualcuno o informa qualcuno di questo messaggio, provvederemo a pubblicare immediatamante tutti questi materiali, e anche
qualsiasi altro fatto in nostro possesso che possono farle danni e saranno utilizzati contro di lei.
Appena questa letterà sarà letta, riceveremo una comunicazione e da quel momento partirà il conteggio.
Lei ha esattamente 5 giorni provvedere al pagamento e non un minuto di più.

Con migliori saluti!

Salve salvino vicino, i miei siti pornografici infezionati hanno registrato il tuo porno pornino...

Salve salvino vicino, i miei siti pornografici infezionati hanno registrato il tuo porno pornino…

Una mail redatta in un italiano atroce, praticamente l’autocensurato inglese di un Ned Flanders particolarmente pudico tradotto malamente con Google Translate, diretta al vostro indirizzo con nome, cognome e qualche elemento prelevato da quelle liste per cercare di illudervi del bluff, vi racconta una narrazione improbabile quanto incredibile.

Si viene tuffati così in un pittoresco mondo di trojan virus che si collega mediante siti pornografici infezionati a tutti i dispostivi connessi di casa con l’apposito scopo di riprendervi mentre vi masturbate davanti ad un video porno e diffondere il filmato ottenuto ai vostri amici.

Naturalmente, potrete evitare tale terribile destino pagando il truffatore di turno in valuta elettronica.

Cosa che, naturalmente, non dovete fare.

Stiamo parlando di poveracci che si sono spesi tutti i soldi che avevano per comprare la lista nella quale c’era il vostro nome, figurarsi se hanno la tecnologia fantascientifica per registrare i vostri porno “con uno schiaccio di pulsante”.

Ammesso che tali porno esistano.

I siti pornografici infezionati sono infatti solo una delle tante variazioni della truffa: in altre versioni si parla di pixel nascosti nelle email, di pagamenti con carte di credito che scaricano virus e altre amenità del genere.

Nella prossima iterazione magari i siti pornografici infezionati saranno sostituiti da un Ned Flanders Transformer che si infila in casa vostra, si trasforma in PC e poi vi guarda torvo per tenervi lontano dalla pornografia…

Ricordate: tutti i dati personali contenuti in queste mail sono stati comprati nel deep web durante i data breach, non ottenuti da tecnologie fantascientifiche.

Il consiglio dato ormai mesi fa dalla Polizia Postale è sempre valido

È infatti tecnicamente impossibile che qualcuno installi un virus in grado di assumere il controllo del computer da remoto, attivando la webcam senza essere notato.

Ciò nonostante, “È importante denunciare subito, per farci intervenire con tempestività”, ha detto Nunzia Ciardi, direttrice della Polizia Postale.

Il consiglio è chiaramente quello di mantenere la calma, non cedere alla minaccia e di non pagare, perchè non servirebbe a fermare la minaccia. “Cedere al ricatto può soltanto aumentare la pressione di questi criminali”, fa notare Ciardi.

Qualche accortezza si può comunque mettere in atto per sentirsi più al sicuro online. È preferibile cambiare la password dei vari profili di frequente, impostandone di complesse e non usando mai la stessa per vari account. E installando sempre antivirus aggiornati.

La morale è sempre quella: ignorare, denunciare, e lasciare che il truffator truffato si pianga il suo malo investimento e si goda, se non il sole a scacchi, la miseria di chi ha investito sulla frode sbagliata.

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