Le mete di un tempo, il turismo nel XIX secolo

di PassaportoFuturo |

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Nel 1858 in Francia gli ufficiali dell’esercito furono i primi ad ottenere quindici giorni di ferie senza perdere lo stipendio. Fu l’inizio di una svolta: tempo libero e piacere poterono finalmente coesistere (anche se l’approvazione ufficiale delle 4 settimane di ferie pagate da parte del Fronte Popolare francese arrivò solo nel 1936).

Ed è proprio dal concetto di tempo libero che nacquero le prime mete turistiche. Fogne, obitori, prigioni, zoo umani, fabbriche erano luoghi frequentati sia dai turisti proletari sia da buona parte dei forestieri. Durante la fine del XIX secolo, i partecipanti accorrevano numerosi a visitare, ad esempio, le fogne parigine: considerate un luogo di evasione dal contesto cittadino. I visitatori, molti dei quali donne, organizzavano i loro tour tramite un battello che navigava all’interno del percorso fognario, lungo 30 km, per assistere a cacce di topi o celebrazioni di fidanzamenti segreti.

Altro ancora: un’attrattiva che non poteva mai mancare nelle varie esposizioni universali e nelle principali capitali europee erano gli zoo umani. Nello specifico si trattava di orti botanici umani – nome coniato da Joseph-Marie de Gèrando – al cui interno venivano esposti gruppi di indigeni importati dai territori coloniali. L’attrazione verso le loro fisionomie era tale da creare persino, nel 1877, i primi spettacoli etnologici di famiglie nubiane ed esquimesi a Parigi, presso il Jardin d’Acclimatation. L’allestimento prevedeva una visita che proiettava lo spettatore dentro gli habitat naturali, creando dei veri e propri giardini zoologici. Questo processo di “marketing” garantì, ai proprietari del giardino, il successo assoluto: un milione di visitatori nel primo anno e circa trenta repliche tra il 1877 e il 1912.

Oggi queste mete non esistono più. La logica dietro la scelta delle mete è cambiata assieme al mutare del nostro tempo libero. E voi cosa ne pensate? Compiereste mai un giro in barca nelle fogne parigine?

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