La saga della vernice cromata a specchio oro e argento è il solito esempio di prodotto creato con AI e diffuso con le AI stesse: questa volta nessuno cerca di vendere un prodotto reale.

Il gioco è rendere virale un prodotto inesistente in modo che i video stessi diventino il prodotto: prodotto che come abbiamo visto può essere monetizzato.
La saga della vernice cromata a specchio oro e argento
Non a caso ci sono ormai corsi online per vendere lezioni su come creare il proprio video virale con AI. E non a caso ormai siamo invasi dallo slop, i prodotti a “minima spesa e massima resa”.
Non a caso il creatore di questi video si autodefinisce un “creatore AI che trasforma i sogni in realtà”: modo per autodefinire chi crea brevi reel in AI che richiedono un brevissimo periodo di prompting e consentono una immediata monetizzazione.

E a voler essere pignoli, i segnali della creazione AI ancora si vedono: i barattoli presentano scritte irregolari e difformi da qualsiasi alfabeto noto (le AI, sappiamo, non distinguono tra segni grafici fissi come gli alfabeti e semplici disegni, quindi cercano di “correggere” l’alfabeto) e la vernice in tutti i video in cui appare gocciola in modi contrari alle leggi della fisica stessa.
Eppure, a tutta evidenza, tutto ciò è bastato per crerare la viralità che il “venditore di sogni” voleva ottenere. Anche perché i sogni non sono gratis: pagano i sognatori in click e viralità, oltre i costi sociali in termini di inquinamento e consumo delle risorse naturali delle AI.