Il video dell’Attentatore Vaticano e dei 35 euro al mese – Come una Pubblicità Progresso ti stana l’analfabeta funzionale #sonofattituoi

di Shadow Ranger |

Il video dell’Attentatore Vaticano e dei 35 euro al mese – Come una Pubblicità Progresso ti stana l’analfabeta funzionale #sonofattituoi Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un video. Un video con bizzarri personaggi, come un attentatore Vaticano, una straniera in cerca di marito ricco e l’immancabile personaggio di colore che non paga affitto e riceve 35 euro al mese.

Ora, qualunque persona di ordinaria avvedutezza saprebbe riconoscere una celia quando la vede.

Ma invece no: vi lasciamo solo intuire la caratura dei commenti che avrete visto sotto la condivisione dei bizzarri personaggi.

E insistiamo: personaggi, perché è quello che erano.

Una brillante Pubblicità Progresso creata da Fanpage per chiedere ai cittadini di buona volontà di prendere parola contro stereotipi e discriminazioni che gli Analfabeti Funzionali non sono stati in grado di capire

Manca infatti dalle condivisioni degli iracondi analfabeti funzionali la seconda parte dello show: quella in cui i personaggi tolgono le loro “Maschere”, ritornando persone, e dichiarando che ogni volta che vengono etichettati con le frasi riportate nella prima parte, vengono feriti, umiliati, colpiti come persone.

Aggiungendo però che la cosa che colpisce più chi è vittima di pregiudizio non è tanto chi rivolge loro ingiurie e contumelie, insulti e stereotipi. Chi vede un uomo col turbante e lo chiama attentatore, una donna orientale e la chiama rubamariti o peggio, una donna Cubana e ne insulta la moralità… ma chi assiste a tutto questo e, per vigliaccheria o impotenza, non reagisce.

Il video dell’Attentatore Vaticano e dei 35 euro al mese – Come una Pubblicità Progresso ti stana l’analfabeta funzionale #sonofattituoi

Quindi, un pessimo soggetto, in qualche momento della diffusione di questo spot ha deciso di rimuovere i loghi di fanpage e la parte dello spot con la sua morale.

Mandrie di Analfabeti Funzionali nel senso più puro del termine, persone in grado di ascoltare o leggere un testo ma del tutto prive della capacità di comprenderne il significato, hanno deciso di insultare i personaggi ritratti per frasi che, evidentemente, raffigurano le ingiurie che spesso gli sono rivolte, immaginando nella loro stolta mente ottenebrata dall’odio che gli oggetti del loro disprezzo stessero per qualche motivo confessando le malefatte che esistono solo nella loro testa.

E, esattamente come descritto dagli interpreti della pubblicità progresso, qualcuno ha assistito a tutto questo e non ha fatto nulla.

Anzi, qualcuno ha deciso di spostare la discussione sul piano sbagliato, venendoci a chiedere

se è buffala o non è buffala

Quando, ad esempio, sappiamo benissimo che se vedeste qualcuno per la strada che insulta vostro figlio dandogli dell’assassino, del criminale o del farabutto non vi verrebbe in mente di rivolgervi al fact checking. Avreste l’istinto nobile e umano di difenderlo, come è nobile e umano è difendere la vittima di ogni ingiustizia.

Paradossalmente, chi ha alterato e modificato questo video non ha fatto altro che dimostrare l’assunto della pubblicità: nell’attuale società chi discrimina senza alcuna vergogna e ritegno, e chi tace davanti all’ingiustizia, sono e saranno sempre in numero enormemente superiore a chi si farà sentire per denunciare la profonda ingiustizia di tutto questo.

Al mondo, esiste gente che ha paura di dire ad un analfabeta funzionale di emendarsi e correggersi, di smettere di vomitare il suo Odio e crescere come persona per paura di “ferirlo”, ma che vede le vittime dell’Odio e dell’Analfabetismo Funzionale soffrire e volta la testa altrove per non importunare il carnefice.

Attenzione: non far del male al carnefice. Sembra che anche solo mostrargli la crudeltà e le conseguenze dei suoi errori non sia ammesso.

E questo è il momento di dire basta.

Chi ha condiviso l’estratto estrapolato provi una profonda vergogna e ripari alle male azioni che ha compiuto.

Altrimenti, avremo la prova che non è una vittima del Problema: lui stesso ne è parte.

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