Il silenzio degli influenti e il caso Selvaggia Lucarelli

di Bufale.net Team |

EDITORIALE selvaggia lucarelli roberto angelini
Il silenzio degli influenti e il caso Selvaggia Lucarelli Bufale.net

La vicenda di Roberto Angelini e della “pazza incattivita”, con il contorno della fuga da Propaganda Live del musicista e l’imbarbarimento – l’ennesimo – del popolo dei social media è la perfetta fotografia di un Paese fatto di tifosi anziché pensatori indipendenti. Polarizzati gli schieramenti, chi sta nel mezzo è l’ignavo che “te ne freghi dei problemi dell’Italia”, che “ma dove vivi?”. C’è poi l’influente, quello bravo e bellissimo che da un anno suona e canta sui social per fare compagnia ai follower e alleggerire il peso del lockdown. Chebbbravissimo che sei, menomale che ci sei tu.

Un anno di rotture di co***oni con la scusa di intrattenere i fan

L’amore perpetrato come un’iniezione di tossicità, direi più che altro, dal momento che abbiamo trascorso un 2020 a cercare leggerezza sui social e ci siamo ritrovati tutti i dispensatori di serotonina on demand addosso. Anche se non li abbiamo mai seguiti, comparivano ovunque. La spacciavano per empatia, ma è stato puro egocentrismo che ancora oggi non si arresta.

C’è una ca**o di guerra sulla Striscia di Gaza, c’è un ca**o di ddl che potrebbe passare e interrompere (forse) per sempre (forse, ancora) le violenze, ma le stories degli artisti sono ancora piene di emoji pazzissime e inviti ad ascoltare il nuovo disco o il nuovo singolo. No, devi fare qualcosa per cambiare il mondo e hai tutta la potenza mediatica per farlo. Fedez lo ha dimostrato, che qualcosa si può fare.

“Fedez parla bene perché ha i soldi e il seguito”, amico, hai finito di ripetere a pappagallo ciò che dicono i tuoi idoli sui social, porco il Demonio? Analizza la situazione, anziché fare l’ultras: Fedez c’ha il cu*o al caldo ed è vero: influencer, marito della Ferragni, imprenditore, rapper. Non vive come me e te in un bilocale (anzi, nemmeno quello), non conta i centesimi a fine mese e non posta da uno smartphone riadattato, è verissimo. Però tutto questo se lo è costruito, non è che lo ha ottenuto ieri e ha lottato per ottenerlo, fra lavoro e amore. E ora può far sentire la sua voce gestendo le conseguenze di esse. Come? Dicendo quello che pensa e assumendosene le responsabilitè. Cari VIP Very Inutil People, fuori le palle e ammettete l’errore, solo così potremo cambiare qualcosa.

… e per la prima volta sono io a parlare di “buonismo”

No, che fai amore? Roberto Angelini è nei guai per dei conticini in nero e tu lo sostieni. Spariscono così, dunque, i tuoi sani principi di giustizia? C’è un ricatto morale di fondo: devi essere dalla parte di chi evade, se colui che evade è un artista? Eccoti, amico artista, mentre dici “che vergogna” allo Stato che punisce un evasore. Non fosse stato un artista avresti schiumato, avresti invocato la galera e la punizione esemplare. Invece no, sei in quel ricatto buonista – madonna, è la prima volta che leggo questa parola senza che arrivi da un fascistoide – e devi fare le parti che ti fanno più comodo, altrimenti perdi i follower.

Il caso di Selvaggia Lucarelli

Chi si oppone viene lapidato dalla stampa, ed è il caso di Selvaggia Lucarelli. La giornalista, in poche parole, ha fatto notare che la ragazza presa di mira da Angelini nel primo post – quello in cui la poveretta veniva definita “pazza incattivita dalla vita” – non ha affatto denunciato il musicista di Propaganda Live, ma tutto è venuto fuori dopo i controlli della Guardia Di Finanza, che l’aveva fermata per chiedere l’autocertificazione.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno scoperchiato tutto, e per Roberto Angelini è arrivata la sorpresa. Si chiamano dati oggettivi ed è ciò per cui Bufale.net esiste. Niente, nemmeno questa realtà è piaciuta alla stampa, che in un trafiletto ha accusato Selvaggia Lucarelli di mettere alla gogna l’Angelini e i suoi fan. Ora, ci sta che siamo abituati a una certa irresponsabilità da parte dei giornalisti da quando siamo nella morsa della pandemia, ma ribaltare l’ordine delle cose è qualcosa di peggio. Ricordiamo che Angelini, pur non facendo nomi, ha messo per primo alla gogna la ragazza dandole della “pazza incattivita dalla vita”. Ha fatto il gioco dei disinformatori, quelli che si esprimono con la pancia anziché con la testa. La bomba è esplosa, e gli artisti hanno aggiunti benzina mandando cuoricini e solidarietà.

Ora, magari, ci sarà chi darà a Selvaggia Lucarelli della “pazza incattivita dalla vita”, anche a lei che ha riportato un fatto che a tutti sfuggiva. I guai di Angelini non nascono per colpa della ragazza, che non ha fatto alcuna mossa contro di lui, bensì nascono da Angelini stesso.

E gli artisti, bravi a sorridere e pessimi nel recitare, ora tacciono. Lo facessero più spesso, forse, farebbero meno dischi-fotocopia, farebbero meno onanismo tra colleghi per cercare interazioni social e ritroveremmo in loro la genuinità che un tempo era tipica della musica italiana.

 

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