Il mistero della lettera del Comandante Alfa che si scaglia contro Saviano nella chat WhatsApp

di Redazione |

Comandante Alfa

Uno dei temi caldi oggi 29 luglio, a proposito della tragica storia del carabiniere ucciso a Roma pochi giorni fa, si concentra sulla presunta lettera del Comandate Alfa che gira tra esponenti delle Forza dell’Ordine (forse in una chat WhatsApp), con relativo attacco a dir poco duro nei confronti di Roberto Saviano. Questione destinata ad alimentare ulteriori polemiche, nonostante l’intervento da parte di Pietro Grasso trattato questa mattina sulle nostre pagine che avrebbe dovuto indurre tutti a fare un passo indietro.

Nello specifico, la lettera del Comandante Alfa non ha una fonte rintracciabile. Si tratta di non precisate testimonianze di persone evidentemente incluse in questa chat, trattate di recente da Il Secolo d’Italia. Senza voler mettere in discussione l’articolo pubblicato dalla nota testata, ci sono diversi passaggi che in qualche modo fanno storcere l’autenticità di determinati contenuti. A partire proprio dall’affondo nei confronti di Roberto Saviano, che a proposito del carabiniere ucciso a Roma non ha lasciato dichiarazioni significative. O comunque in grado di strappare titoloni ai giornali.

Detto questo, va precisato che lo stesso Comandate Alfa sia una figura anonima, ma che allo stesso tempo gode di grandissimo rispetto tra le Forze dell’Ordine. Merito di gesta eroiche che lo avrebbero visto protagonista in passato, al punto che le parole pronunciate contro lo scrittore (già al centro di diverse polemiche in passato con Salvini) ha scatenato un forte dibattito sui social tra chi sostiene cause diverse.

In conclusione, ad oggi non ci sono prove per affermare che il Comandante Alfa abbia detto di Saviano cose tipo “Vergognati, ho dato mandato alla casa editrice di rimuovere la fascetta con la sua prefazione dai miei libri (peraltro la sua prefazione non è stata una mia scelta“. Dunque, “nessuna fonte” dal nostro punto di vista, con contenuti che appaiono troppo di propaganda, sull’onda emotiva riguardante la vicenda del carabiniere ucciso a Roma.

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