Il MES tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte – Ricostruzione storica su chi ha firmato

di Bufale.net Team |

Il MES tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte – Ricostruzione storica su chi ha firmato Bufale.net

È da quando Giuseppe Conte ha dichiarato nel suo Discorso del Governo che non lavora nelle Tenebre la sua estraneità al MES, e la responsabilità delle opposizioni (comprendenti al momento Giorgia Meloni e Matteo Salvini) che siamo subissati di articoli.

Sul discorso di Giuseppe Conte abbiamo scritto fiumi di parole, come sulla sua estraneità al MES e su chi era ministro all’epoca: non ci torneremo.

Ci tocca però ulteriormente scavare perché, come sempre accade quando diamo un responso sgradito ad una parte politica veniamo subissati di segnalazioni, a volte conferenti e curiose, a volte rabbiose e dal sapore amaro di un tentativo di ricatto, che ci chiedono (a tratti) o ci impongono (altre volte) improbabili ritrattazioni.

Ciò non accadrà.

In breve

Già nei commenti all’articolo un nostro moderatore ci ha lasciato una frase illuminante

Immaginiamo che in un determinato momento storico un individuo avesse la possibilità di fare qualcosa. Prendere la parola, far valere il proprio pensiero su un determinato argomento. Ma non l’ha fatto. Anni dopo se la prende con qualcuno che non era lì, non poteva essere lì e non aveva la possibilità di fare alcunché. Questo cosa dice di quel qualcuno?

Se facciamo “nomi e cognomi”, e ricordiamo, come abbiamo più volte fatto, che Giuseppe Conte è entrato nell’agone politico nel 2018, mentre Giorgia Meloni e Matteo Salvini vi erano già da decenni, ecco che il problema non è chi ha firmato il MES, ma chi era in Parlamento e al Governo quando questo è stato approvato nella sua forma attuale.

E questo qualcuno non si chiama Giuseppe Conte.

Le affermazioni di Giuseppe Conte

Una frase a cui si appendono i patriotti da tastiera per imporci una “pseudoritrattazione” che gli consentirebbe di vendicare l’onta fatta dal Presidente dl Consiglio è

«Il Mes esiste da 2012. Non è stato istituito ieri. Non è stato approvato o attivato la scorsa notte, come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato – questa volta lo devo dire, devo fare nomi e cognomi – da Matteo Salvini e Giorgia Meloni».

Ma siccome a noi di simpatie politiche e partigianerie non importa molto, rivedendo il video, intorno al minuto ventitrè quella frase viene ulteriormente precisata

«Ma se, come dice lei, è una trappola. Allora dico ‘chi ha confezionato questa trappola si assuma la responsabilità pubblica’. Ricordo che si è arrivati al 2012. C’era un governo di centro-destra. Non vorrei ricordar male, ma la Meloni era un ministro. Quindi è stato confezionato e si è arrivati a confezionare questo strumento che è una trappola, non dal sottoscritto, non da questo governo. È stato votato, ratificato dal Parlamento. Io non c’ero, come non c’erano molte altre forze»

Non dal sottoscritto. Non da questo Governo.

Il punto della questione è tutto in queste frasi.

La scansione degli eventi

La migliore ricostruzione storica l’abbiamo riscontrata effettuata dal Corriere della Sera. C’è un paywall, ma credeteci, sono soldi bene spesi e nessuno ci paga per dirlo.

Anche perché ricalca quello che abbiamo detto noi, ma con le dovute precisazioni. L’inizio del procedimento di ratifica del MES

Accadde quando in Italia era al governo il centrodestra di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, in quella legislatura aderente al Popolo delle Libertà ma prima di Alleanza nazionale, era ministra della Gioventù. Il primo atto politico e formale di nascita del Mes risale infatti alla riunione dei ministri finanziari dell’Unione europea dell’11 luglio 2011, con l’Italia rappresentata da Giulio Tremonti (https://ec.europa.eu/economy_finance/articles/financial_operations/2011-07-11-esm-treaty_en.htm). In seguito si sarebbe incaricato di confermare quell’impostazione il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo del 27 luglio di quell’anno, con l’Italia rappresentata da Silvio Berlusconi. All’epoca non si riscontrano rimostranze, almeno pubbliche, né da parte di Salvini né di Meloni. In realtà poi il Mes ha un antecedente, che di fatto è la sua prima versione avviata in gran fretta, nel Fondo europeo di stabilità finanziaria (Fesf). Su quest’ultimo l’accordo dei governi europei arriva il 10 maggio 2010 e l’avvio formale scatta il mese prima. Anche in questo caso Berlusconi era premier, Meloni era ministro, Salvini era un dirigente di un partito di maggioranza come la Lega, ma da parte di nessuno di loro si registrano all’epoca interventi di opposizione in proposito.

Il provvedimento di ratifica, cosa che abbiamo detto in ben tre occasioni, è quindi iniziato con Berlusconi presidente, Giorgia Meloni Ministro e Salvini in Maggioranza.

Che hanno avuto quindi un anno di tempo e oltre per esprimere, in qualsiasi modo, disappunto o quantomeno la distanza che ora chiedono a Giuseppe Conte, all’epoca solamente un avvocato che neppure sapeva dove l’avrebbe portato il destino.

Questo non è accaduto: il Governo Monti si è insediato, e il Parlamento, sottolineo non il governo, il Parlamento, ha terminato il procedimento di ratifica iniziato dal Governo Berlusconi precedentemente, senza deviazioni.

Aggiungiamo e ricordiamo, cosa da noi nota, che nella votazione numero 13 (seduta numero 669 del 19 luglio 2012 in merito al “Trattato di istituzione del MES”, con Ddl 5359 e conseguente voto finale), passata soprattutto con il sostegno di PD e PdL, di cui Meloni faceva ancora parte.

Giorgia Meloni che semplicemente in votazione non c’era.

Nella votazione parlamentare del 2012 Giorgia Meloni non ha votato a favore del MES perché non c’era.

Riproducendo, in scala Parlamentare, la tragedia dell’italiano medio che il giorno delle elezioni resta a casa, salvo poi inveire contro quelli che sono andati a votare quando il risultato elettorale è sgradito.

Ora: chi poteva votare quel giorno? Giuseppe Conte o Giorgia Meloni?

Chi avrebbe potuto prendere la parola, chi era legittimato ad entrare in Aula, o chi in Aula al massimo avrebbe potuto accompagnare una scolaresca di studenti in gita di istruzione?

Se la frase

«Il Mes esiste da 2012. Non è stato istituito ieri. Non è stato approvato o attivato la scorsa notte, come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato – questa volta lo devo dire, devo fare nomi e cognomi – da Matteo Salvini e Giorgia Meloni».

può essere senz’altro tacciata di imprecisione, la precisazione successiva è arrivata una decina di minuti dopo, ed era esatta

«Ma se, come dice lei, è una trappola. Allora dico ‘chi ha confezionato questa trappola si assuma la responsabilità pubblica’. Ricordo che si è arrivati al 2012. C’era un governo di centro-destra. Non vorrei ricordar male, ma la Meloni era un ministro. Quindi è stato confezionato e si è arrivati a confezionare questo strumento che è una trappola, non dal sottoscritto, non da questo governo. È stato votato, ratificato dal Parlamento. Io non c’ero, come non c’erano molte altre forze»

Il punto non è chi ha votato o meno la ratifica.

Il punto è che sicuramente non poteva essere Conte, e sicuramente chi era presente all’inizio del procedimento e assente alla fine, non può prendersela con chi presente non era.

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