Il fumo protegge dal Coronavirus secondo la prima pagina di Libero: messaggio pericoloso ad oggi

di Redazione Bufale |

Fumo protegge dal Coronavirus
Il fumo protegge dal Coronavirus secondo la prima pagina di Libero: messaggio pericoloso ad oggi Bufale.net

Il titolo e la prima pagina di un giornale, come nel caso di Libero oggi 24 aprile, rappresentano un fattore cruciale nell’attirare l’attenzione del lettore, al punto che “il fumo protegge dal Coronavirus” e tutti i derivati da un annuncio del genere rappresentano un pericolo da analizzare con grande concentrazione. Come se non bastassero i problemi commerciali che rischiano di coinvolgere il giornale in questione, dopo le infelici uscite di Feltri e la reazione di tante edicole del Sud menzionata ieri, bisogna scendere più in profondità su questa storia.

Cosa dice la prima pagina di Libero sul fumo che protegge dal Coronavirus

Sostanzialmente, la prima pagina di Libero ci sbatte in faccia uno di quei titoli forti che mettono i brividi. Il fumo protegge dal Coronavirus o, citando testualmente la scelta della testata diretta dallo stesso Vittorio Feltri, “Chi fuma non prende il Covid”. Il motivo? Uno studio francese direbbe che la nicotina riduca il rischio di contrarre la malattia addirittura dell’80%. Un grosso passo in avanti in ambito medico, dunque, raggiungibile tramite un cerotto apposito.

La notizia viene dunque data per certa, senza condizionali e punti interrogativi, rifacendosi a quanto dichiarato dal professor Jean-Pierre Changeux dell’Istituto Pasteur e del College de France. Per farvela breve, la nicotina avrebbe un ruolo ben preciso nel fissarsi sul recettore cellulare utilizzato dallo stesso Coronavirus. Così facendo, riuscirebbe ad impedire o quantomeno ad ostacolare il suo ingresso all’interno delle cellule.

Una risposta chiara alla frase “il fumo protegge dal Coronavirus”, però, ci arriva direttamente da Giovanni Di Perri, direttore Malattie Infettive Amedeo di Savoia Torino, come possiamo percepire più facilmente attraverso un tweet pubblicato dalla pagina di Agorà. In sostanza, al momento non ci sono evidenze scientifiche a supporto di questa tesi. Al contrario, ci sarebbe enorme scetticismo da parte della comunità scientifica, motivo per il quale la prudenza è d’obbligo.

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