Il dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback – La semplificazione è la radice della distorsione

di Shadow Ranger |

Il dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback – La semplificazione è la radice della distorsione Bufale.net

Il dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback è la perfetta dimostrazione di come il concetto di Analfabetismo Funzionale non sia un’offesa gratuita (come molti purtroppo tendono ad usarlo), ma la descrizione di un fenomeno.

L’analfabeta funzionale è colui che, con metafora evangelica “ha gli occhi, ma non riesce a vedere”: ovvero ha tutti gli strumenti culturali e sociali per analizzare un fenomeno, e si riduce per mancanza di capacità di usarli o per semplice pigrizia mentale, a schiacciarli e banalizzarli in pseudoparabole da Sciura Maria.

Come nel dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback.

Il dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback

Il dialogo è un lungo walltext che avrete sicuramente letto. Un meccanismo psicologico molto semplice, un trucchetto da retore (quando per retore si intendeva il pessimo oratore) per tenere vivo l’uditorio.

Ovvero simulare un dialogo tra una persona buona, pacifica, vicina al lettore e il narratore.

Praticamente la “nonnina” di Sheldon Cooper.

Amorino Cuor di Panna, perché non la smetti di spammare? Da https://twitter.com/youngsheldon/status/1220824439706636288
Amorino Cuor di Panna, perché non la smetti di spammare? Da https://twitter.com/youngsheldon/status/1220824439706636288

Signora sessantenne alla cassiera.
: voi non avete il programma cashback ?!
: no signora per volontà della proprietà noi non l’abbiamo attivato
: è uno scandalo, non verrò più qui a fare la spesa!
Vedendo il trambusto mi avvicino con il direttore.
: signora buongiorno, sono il proprietario, posso aiutarla in qualche modo ?
: la vostra dipendente mi ha impedito di usare il cashback se lo sapevo non venivo neanche.
: no signora, non dipende dalla cassiera, ma da me. Il criminale sono io. Sono io che ho rifiutato di installarlo. Ma non si preoccupi, le faccio io un buono spesa del 10% sulla sua spesa di oggi.
La signora rimane interdetta
: ma perché non l’ha fatto installare ?!
Perché vede, cara signora, in Italia ci sono, con certezza, almeno sette milioni di coglioni. E la cosa preoccupante è che il numero è destinato a salire…
Circa 7 milioni di italiani hanno scaricato, ad oggi, la app per partecipare al cashback degli scontrini con annessa Lotteria di Stato.
Degli ignoranti, innanzitutto perché credono davvero che questa sia una alzata d’ingegno dei soliti politici mediocri per rilanciare i consumi. Invece serve a tutt’altro…
La signora è incuriosita e perplessa.
Vede, per tutti gli acquisti fatti con bancomat o carta di credito dall’8 al 31 dicembre vi valutano il 10% della spesa come cashback per un totale massimo di 150.00€ . Ve li riaccreditano a febbraio. Non sapete però, che il rimborso massimo è di 15.00€ a transazione. Che voi spendiate quindi 1500.00€ o 150.00€ il rimborso sarà sempre 15.00€. Che nel caso di 1500.00€ non è il 10%. Bensì l’1%. Gli acquisti on-line non valgono, alcune carte di credito non valgono e per accedere al programma dovrete fare minimo 10 acquisti. Il che si traduce che per ottenere i famosi 150.00€ massimi di bonifico, dovrete spendere 1500.00€ in dieci transazioni da 150.00€ l’una. Voglio proprio vedere sette milioni di italiani che spendono 1500.00€ in dieci operazioni per fare regali. Sapete come finirà? Che userete il cashback soprattutto nei supermercati come i miei, e lo dico contro i miei interessi, per fare la spesa. Ingrassando solo le casse delle banche, che per ogni transazione vi preleveranno minimo 2.00€ di commissioni, intascando 20.00€ ad italiano, e le casse dei grandi gruppi di distribuzione organizzata che fatturano diverse centinaia di milioni di euro ogni anno. Altro che negozi di prossimità…
La signora cerca una scappatoia…
: guardi io ero contraria poi mi ha convinto mio marito che è più tecnologico.
Non è finita cara signora: dal 1 gennaio a chi avrà fatto almeno 50 transazioni con bancomat riconosceranno un ulteriore 10%, per un massimo di 300.00€ (compresi i 150.00€ di dicembre). Con 50 transazioni bancomat avrete speso certamente 100.00€. Per farvene rimborsare 50.00 netti. Cioè una media di 0.1 centesimo di euro al giorno. Chi avrà ingrassato di più le banche potrà poi partecipare alla Lotteria degli Scontrini. Vincendo 1500€.
E per finire signora non le dicono che per adeguare le casse al cashback il negozio deve sostenere una spesa non detraibile compresa tra i 100€ ed i 350€. E non solo: io negozio ricevo il pagamento dopo 7 giorni dalla transazione. In quei sette giorni le banche guadagnano con la valuta virtuale e gli interessi al capitale.
: ma allora mio marito si è lasciato infinocchiare… stasera quando torna a casa gli dico che è stato proprio un cretino!
: signora non si preoccupi, lei prelevi al bancomat e paghi con i contanti. Poi mi mandi qua suo marito che facciamo un buono anche a lui!
: grazie molte per avermi spiegato tornerò sicuramente a fare la spesa usando il buono.

Il dialogo della “signora sessantenne alla cassa” contro il Cashback – come funziona

Quindi una figura che immaginiamo essere Nonnina Tucker, la nonna di Sheldon, si trova ad avere un dialogo con un direttore insolitamente verboso (probabilmente non meno dello stesso Sheldon Cooper) e si lascia conquistare dalla bontà dei buoni.

Infatti la storiella letteralmente si dispiega come una piccola fiaba moderna: Nonnina viene plagiata dalla bieca propaganda del Governo cattivo, e quindi vessa la povera commessa finché non interviene il Direttore.

Il Direttore con poche pacate parole spiega l’inganno a Nonnina, senza colpevolizzarla per le sue azioni che comunque vengono descritte come nefaste, e liberandola dall’influenza nefasta di un Governo che l’aveva accecata con la cupidigia rendendola una serva delle Banche, dei Poteri Forti, distruttrice della piccola economia e araldo della rovina finanziaria della Nazione.

Ma nel lieto fine Nonnina si pente, decide di prendersela con Nonnino e ottiene il perdono dell’esercente e ricchi sconti.

Ma in realtà, la storia non funziona esattamente così.

Premettiamo: il cashback non è perfetto. Niente in questo mondo lo è.

E il Cashback è libero. Se volete usufruirne o meno, se vi trovate più comodi con piccole spesuccie saltuarie o spese più consistenti, se volete registrarvi o meno sono affari vostri e nessuno ha il diritto di dirvi cosa fare delle vostre vite.

Non saremo qui a tollerare nei commenti gente che si accusa delle cose più bizzarre, le esistenze sono vostre, vivetele come vi pare, andate a litigare tre passi fuori dalle scatole.

Vogliamo solo spiegarvi perché questo apologo non funziona.

Una doverosa premessa

Una guida completa al Cashback (da non confondersi con la Lotteria degli Scontrini, quella arriverà dopo) la troverete qui.

Una doverosa premessa parte seconda: sui costi della valuta elettronica

Certo, l’esercente sostiene dei costi, anche  se ci sono state recenti riduzioni delle commissioni.

Ma ricordate cosa dicemmo nell’ormai lontano Ottobre 2019?

Persino il mercante fiorentino del 1300 che aveva smesso di girare con forzieri di oro e preziosi per sostituirli con una singola cassetta piena di “lettere di cambio” aveva bene in mente il fatto che, solo per avergli risparmiato il dover viaggiare con casse e casse di ricchezze e beni preziosi esponendosi al rischio di furti e rapine una piccola ricompensa spettava al banchiere.

Chiunque per lavoro o per comodità ha un conto corrente sa benissimo che, tranne i casi di conti “zero spese”, un canone vi è.

Giustamente, le banche esistono, i cassieri non lavorano per carità e gli edifici non si sostengono da soli come quelli di Hogwarts.

Il che non significa che si mangino tutto

E non significa che tali oneri ricadano sul povero cittadino medio.

L’esercente, che ha tutto l’interesse ad avere un conto corrente, ha già messo in conto quelle spese. Sono lì, tra le infinite variabili che fanno in modo che le zucchine, per citare un bene, abbiano un tal prezzo e non un altro.

E non cambierebbero di un atomo, dato che se non ci fossero le carte di credito comunque ogni settimana l’esercente dovrebbe portare i soldi in banca, se non ci fossero le banche dovrebbe costruire un deposito come quello di Zio Paperone e pagare guardie per custodire tale denaro eccetera.

E anche il citato trasporto in banca, se è cosa facile contando un piccolo negozietto familiare, diventerebbe ben oneroso per un grande esercente, che quantomeno si risparmia dover usare un portavalori.

Per non parlare dell’e-commerce, che in un mondo senza le banche sarebbe un casino immondo e impraticabile.

E sì, abbiamo visto tutti cosa avete comprato da Amazon al Cyber Monday.

Cosa aggiunge il Cashback?

Ad esempio bisognerà verificare che il gestore del POS sia convenzionato, e molti gestori già lo sono.

Bisognerà verificare che l’acquirente, ovvero Nonnina sia iscritta all’Apposita App, e abbiamo visto i disservizi in corso che potrebbero agire da iniziale freno, e, anche alla luce della prossima Lotteria degli Scontrini, aggiornare il software del registratore di cassa.

Cose non immediate, ma neppure così esoteriche.

Ma tanto il rimborso è minimo, non avrete niente, calcoli alla mano!

Calcoli alla mano invece nel Periodo Sperimentale (Extra Cashback di Natale), il numero minimo è di 10 transazioni.

Per ciascuno dei tre Semestri successivi, il numero minimo è di 50 transazioni. Il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione ed è calcolato sulla base del valore complessivo delle transazioni effettuate durante il Periodo di riferimento e rilevanti ai fini del Programma.

Per le transazioni non è previsto un importo minimo, ma le transazioni di importo superiore a 150 euro concorrono, ai fini della partecipazione al Programma, fino all’importo massimo di 150 euro.

Per ogni singola transazione, quindi, il limite di rimborso ottenibile è pari a € 15. In ogni caso la quantificazione del rimborso è determinata su un valore complessivo delle transazioni mai superiore a € 1.500,00 nel singolo Periodo.

Ad esempio: Se hai effettuato una transazione di € 700, tale spesa sarà considerata rilevante ai fini del calcolo del rimborso nel limite di € 150, quindi al massimo ti darà diritto a un rimborso di € 15 (ossia il 10% di € 150). Se, al termine del periodo di riferimento, avrai totalizzato oltre 50 transazioni che, tenuto conto dell’importo massimo di € 150, abbiano determinato un importo di spesa complessivo di € 2.400, tale importo sarà considerato utile ai fini del calcolo del rimborso nel limite di € 1.500. Pertanto, in questo caso, avrai diritto ad ottenere un rimborso pari a 150€ (ossia il 10% di € 1.500).

Insomma, citando Totò è la somma che fa il totale, e non il conticino della “Nonnina” sulla singola transazione.

E allora il buono?

Beh, non è che sia questo enorme vantaggio rispetto al Cashback.
Ormai la valuta digitale è ubiqua: lasciamo la scelta al consumatore su quale usare.

Immagine di copertina tratta da Young Sheldon, https://twitter.com/youngsheldon/status/1220824439706636288

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