Il Coronavirus è arrivato in Africa: afferma ministro Russo, mentre l’OMS dice che ancora non risultano

di Bufale.net Team |

Il Coronavirus è arrivato in Africa: afferma ministro Russo, mentre l’OMS dice che ancora non risultano Bufale.net

Quando una notizia è troppo fresca, vi abbiamo detto più volte, vale la pena fermarsi prima di darla. Non per “censura di Stato” o per “nascondere alla gente cose”.

Ma perché se qualcosa è troppo uno “scoop”, se qualcosa ha tutti i numeri per diventare virale, significa che hai evitato gli approfondimenti che renderebbero la tua notizia meno palatabile, ma più vera.

E questo sta poco bene.

Moltissimi portali online ci parlano di un ministro Russo che ha annunciato che il Coronavirus è arrivato in Africa.

Vi lascio immaginare l’allarmismo e le soluzioni nazionalpopolari a colpi di “barconi affondati” per salvare l’umana stirpe.

“Ce ne sono alcuni”,” O. ha detto delle informazioni che non erano stati rilevati casi confermati di coronavirus nel continente africano.

E basta: nel resto dell’articolo di Sputnik non viene precisata alcuna fonte ulteriore.

Ma prendiamo per buono quanto dichiarato dal ministro. Possono esserci, o potrebbero esserci in futuro casi di infezione da Coronavirus. Sia in Africa, che nel resto del mondo. Sappiamo dei problemi di diagnostica.

In realtà secondo l’OMS l’Africa è ad alto rischio di essere raggiunta dal Coronavirus, ora ribattezzato COVID19, ma che comunque molti stati Africani stanno predisponendo strumenti per combattere l’infezione.

Come ci riporta l’OMS

But on the continent of Africa, where an estimated 1 million Chinese people live, there are no confirmed cases.

Nel continente Africano, dove vivono circa un milione di cinesi, non ci sono casi

Michel Yao, head of emergency response operations in Africa for WHO, says the continent remains at high risk.

Michel Yao, capo del team di operazioni di emergenza in Afroca per l’OMS, dice che il continente però è in alto rischio

“[We’ve] put them in high alert to be able to capture the cases coming from outside,” he says, “because this is likely what will be the scenario: somebody travelling from China and coming in with the disease, like what’s happened in many countries so far out of China.”

“Abbiamo messo tutti in allerta per essere in grado di intercettare casi provenienti dal’estero, perché è lo scenario più probabile: qualcuno arriverà dalla Cina ammalato, come è successo già altrove”

Potrete leggere il resto dell’intervista: proprio in queste ore l’OMS si sta attivando per inviare nel maggior numero di stati nel minor tempo possibile reagenti ed altre sostanze utili a creare laboratori di test di esame sul Coronavirus, allertando le compagnie aeree.

Nonostante il numero ridotto di laboratori al momento in grado di diagnosticare il Coronavirus, che rende possibile ogni scenario, l’Istituto Pasteur di Dakar si è attivato allo scopo.

Ma passiamo allo scenario peggiore, quello che interessa tutti.

Se qualcosa ci è stato insegnato in passato dall’Emergenza Ebola è che il barcone di disperati è il mezzo meno idoneo al mondo per condurre ogni pandemia possibile.

Pare brutto dirlo, ma un disperato che decida di attraversare il deserto libico e il mediterraneo affetto da gravi crisi respiratorie probabilmente arriverebbe già morto alla prima tratta.

E, anche se arrivasse in Italia, vi ricordo che il problema non siamo noi, gli stati che hanno già impiantato sistemi di quarantena, ma gli stati dove questi non vi sono, o dove il sistema sanitario è impreparato ad affrontare qualcosa che ha una bassa mortalità ma un’alta infettività.

Tranquilli, “italiani patriottici”, la minaccia non è “il Coronavirus che viene dal di fuori”, ma la capacità del singolo SSN di affrontarlo dal di dentro.

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