Il Coronavirus contiene sequenze in comune con l’HIV, è stato creato dall’uomo!

di Shadow Ranger |

Il Coronavirus contiene sequenze in comune con l’HIV, è stato creato dall’uomo! Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una pletora di articoli/indiscrezioni/condivisioni a tema complottistico che citano uno studio.

Secondo tale studio, il Coronavirus contiene sequenze in comune con l’HIV, quindi è stato ottenuto in laboratorio.

Esiste infatti una intera branca del complottisimo che cerca di dimostrare che “documenti esistenti in Rete” conterrebbero le origini del COVID-19, aka nCoV-2019, aka Polmonite di Wuhan.

Insomma, saremmo di fronte ad un vero genio del Male, in grado di trasformare un lentivirus in un coronavirus, ma in grado di essere fregato dal primo individuo con due pollici opponibili ed una connessione Internet pronto a rovesciare un segreto di importanza così capitale su Internet

Presto! Butta via tutto, cambiare l'Antivirus, metti le tende nuove!
Presto! Butta via tutto, cambiare l’Antivirus, metti le tende nuove!

Ma, come al solito, la realtà è più semplice dell’immaginazione, e la notizia è un caso tipico di Dunning-Kruger.

Leggere un testo scientifico senza le cognizioni necessarie per capirne le implicazioni, comporta inevitabilmente la sua distorsione.

Il Coronavirus contiene sequenze in comune con l’HIV: la storia

Nasce tutto da un paper indiano, descritto dai colleghi di Fact Check

One set of stories, subsequently shared on Facebook, inaccurately asserts a link between the new coronavirus, also known as 2019 novel coronavirus, or 2019-nCoV, and HIV, largely based on an unpublished manuscript by scientists in India.

Una tipologia di storie, condivise su Facebook, ipotizza scorrettamente un collegamento tra il nuovo Coronavirus, altrimenti noto come nuovo Coronavirus del 2019 o 2019-nCoV (NdT: Anche come COVID-19 o COVID19…) e l’HIV, basate su un manoscritto inedito da scienziati in India.

The paper, which was posted on the preprint website bioRxiv (pronounced “bio-archive”) on Jan. 31, claimed to have identified very short “insertions” in the virus’ protein sequence that had an “uncanny similarity” to HIV. Numerous scientists, however, almost immediately pointed out flaws in the analysis, noting that the sequences are so short, they match a bevy of other organisms — and there’s no reason to conclude they derive from HIV. The paper was voluntarily withdrawn by its authors just two days later, with one saying, “It was not our intention to feed into the conspiracy theories and no such claims are made here.”

Il testo scientifico, postato sul portale di inediti bioRxiv (pronunciato “bio-archive”) il 31 Gennaio, dichiara di aver identificato degli “inserti” nelle proteine del virus che hanno una somiglianza con l’HIV. Numerosi scenziati hanno immediatamente indicato una serie di difetti nell’analisi, rilevando che le sequenze sono così corte da essere in comune con una serie d organismi, e che non esiste motivo per definirle derivate dall’HIV. Il testo è stato ritirato volontariamente dagli autori circa due giorni dopo, ed uno di loro ha dichiarato “Non era nostra intenzione dare benzina alle teorie dei cospirazionisti e non abbiamo mai detto simili cose”

In realtà, le sequenze sotto indagine ad un’ulteriore indagine sono risultate comune a molti altri organismi, come il criptosporidium o il Plasmodio della Malaria.

La Dottoressa Victoria Foster, ricercatrice interpellata da Forbes, non solo ha confermato la natura di falso positivo della “pistola fumante” posta in mano al complotto, ma ha anche determinato dove l’errore è accaduto.

Citando il dottor Banerjee dell’Università McMaster in Ontario, semplicemente il paper incriminato esamina frammenti di codice genetico troppo piccoli per avere una qualsiasi valenza utile.

Immaginate di avere delle foto di una ciocca di pelo. Solo quello.

Potreste essere portati a non distinguere un capello da un crine di cavallo. Non avreste gli elementi per distinguere abbastanza del “disegno generale” per capire cosa esattamente avete di fronte.

Da lì in poi una pioggia di smentite è arrivata a intaccare la credibilità di una teoria, ricordiamo neppure contenuta nel testo originale, ma data da una interpretazione di una ipotesi rivelatasi poi scorretta.

Ma sappiamo tutti come funziona Internet: e non funziona come la scienza vorrebbe.

Traccia bonus: perché gli antivirali usati per l’HIV sembrano funzionare sul COVID-19?

Preveniamo l’eccezione che i nostri piccoli complottisti a casa potrebbero porci, citando il testo di Forbes

“Some antiviral drugs can work against fundamental and generic steps involved in RNA virus replication. Anti-HIV drugs that inhibit viral RNA (genome) replication or the process of making viral protein from viral RNA may also work against other RNA viruses. This depends on the mode of action of the drugs,” explains Banerjee.

“Alcuni farmaci antivirali possono funzionare contro alcuni passi generici che fanno parte della replicazione di ogni virus ad RNA. Le medicine contro l’HIV che inibiscono la replicazione dell’RNA virale (genoma) o il processo col quale dall’RNA virale si formano le proteine possono funzionare contro altri virus ad RNA. Questo dipende dalla modalità di azione dei farmaci.

Vi abbiamo già parlato del meccanismo alla base di questa affermazione, semplificandolo in questo articolo, che ricalcheremo qui.

Ricorderete tutti dalle vostre reminscenze di Esplorando il Corpo Umano gli episodi su DNA e RNA: quelli che rappresentano il codice genetico come un nastro con dei buffi omini seduti che viene tagliato e incollato da altri omini più grandi vestiti da operai.

Il Genoma secondo Esplorando il Corpo Umano
Il Genoma secondo Esplorando il Corpo Umano

Un virus nella nota trasmissione educativa veniva rappresentato come un vermetto con le braccine e la faccia antipatica che, estratto dalle sue viscere un suo nastro con dei suoi omini, afferrava un paio di forbici per sforbiciare via gli omini inseriti dagli operai nel corpo umano e inserire i suoi.

Come risultato, le “fabbriche” immaginarie del corpo umano avrebbero smesso di produrre altre cellule e cominciato a riprodurre altri vermetti con le braccine e la faccia antipatica: gli antivirali sostanzialmente distruggono quelle forbici, o le rendono ottuse e senza filo rendendo ai vermetti assai difficoltoso “lavorare” sull’organismo ospite.

Il metodo scientifico e il metodo complottistico

Torniamo alle parole dei citato dottor Banerjee: lo stesso ci ricorda che la pubblicazione degli inediti assolve alla funzione tipica del metodo scientifico.

Laddove uno scienziato formula un’ipotesi e la sottopone a scienziati suoi pari: gli stessi potranno poi esaminarla e trovare criticità, che porteranno la comunità scientifica a correggere la teoria finché essa non raggiungerà efficacia pratica ed efficienza.

E questo è il metodo scientifico. Il metodo complottista è assai diverso.

Essendo il complottista da Internet per natura un Napalm51 o una Goccediluna07 che sopravvalutano le loro competenze e capacità, questi seguirà un metodo diverso.

Si limiterà a cercare tra le ipotesi formulate e non verificare quella che conferma un suo pregiudizio: una volta trovata, la difenderà rumorosamente invocando la fallacia di autorità.

Laddove uno scienziato dirà

Uno scienziato mio pari ha formulato una teoria. La studierò con attenzione, la verificherò e darò un responso. Capiremo se è vera o falsa, e se è falsa capiremo se correggendone gli errori potremo arrivare alla Conoscenza.

Il complottista medio dirà

Tizio, che è scienziato importante, ha detto una cosa che ho detto io! Io, a casa mia, non ho mai studiato le scienze ma io, a casa mia, dico che se uno è uomo importante e dice le cose importanti tu devi stare muto e dire che ho sempre ragione, perché se dici che ho torto stai offendendo lo scienziato importante! E sicuramente tutti gli altri scienziati importanti che non dicono quello che dico io sono pagati dalle banche, da Soros, dai massoni, dagli Illuminati e da tutti i cattivi del mondo…

Specialmente lui
Specialmente lui

Allontanandosi anni luce da come funziona la scienza.

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