Ignazio La Russa propone il saluto romani contro il Coronavirus, poi dà la colpa al collaboratore

di Redazione Bufale |

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Ignazio La Russa propone il saluto romani contro il Coronavirus, poi dà la colpa al collaboratore Bufale.net

Sta creano pesanti discussioni in queste ore l’iniziativa di Ignazio La Russa, noto esponente politico di Fratelli d’Italia, che nella giornata di domenica ha pubblicato su Facebook un post con il quale ha proposto il suo personale rimedio contro il contagio del Coronavirus. A suo modo di vedere, infatti, l’unico modo per evitare la trasmissione del virus è quello di puntare sul saluto romano, evitando a conti fatti il contatto fisico con altre persone potenziali portatrici dell’infezione di cui tanto si parla.

A conti fatti, si tratta di un’ulteriore uscita a vuoto da parte di La Russa, dopo il tweet rivedibile con il quale aveva commentato le prestazioni di Romelu Lukaku, attaccante di colore della sua Inter. Cosa ha detto più in particolare il diretto interessato a proposito della minaccia giunta di recente dalla Cina? A suo dire, la situazione è molto semplice da leggere: “Non stringete la mano a nessuno, il contagio è letale. Usate il saluto romano, antivirus e antimicrobi“.

La pezza di La Russa dopo il post su Coronavirus e saluto romano

Il post in questione è restato online solo pochi minuti, ma come sempre avviene in questi caso, tanto è bastato affinché in molti potessero salvare l’apposito screenshot e rinfacciare all’esponente di Fratelli d’Italia un contenuto evidentemente di cattivo gusto in questo particolare momento. Del resto, al di là delle idee politiche sul fascismo ed il saluto romano, la questione del Coronavirus sta tenendo banco da diversi giorni anche in Italia e in tanti sono preoccupati.

Ecco dunque l’ulteriore presa di posizione di La Russa, con un altro post attualmente online: “Alfonso ha messo sui miei social un post ironico ma forse sul virus l ironia potrebbe suonare fuori luogo e gli ho detto di toglierlo“. Sostanzialmente, alla fine la sua scelta è stata quella di scaricare le colpe su un collaboratore che gestisce i social.

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