NOTIZIA VERA Vaccini? Nei pesci allevati qualcosa non funziona

Ci è stata segnalata questa notizia, pubblicata il 24 gennaio 2018 sul sito Essereanimali.org

Mentre in Italia siamo alle prese con la polemica sull’obbligatorietà dei vaccini, un nuovo studio rileva come quelli utilizzati negli allevamenti di pesci non stiano proteggendo il pesce dalle malattie.

La ricerca è stata condotto dall’Università di Waterloo in Canada, della Pontificia Università Cattolica di Valparaiso e dall’Università cilena di Valparaiso.

I pesci degli allevamenti, a cui molto spesso si somministrano vaccinazioni multiple, non riescono a combattere più malattie contemporaneamente.

Nello studio, i ricercatori hanno testato in laboratorio l’efficacia di un vaccino per un patogeno batterico confrontando la reazione del salmone atlantico vaccinato e non vaccinato quando esposto al pidocchio marino. Hanno quindi visto che gli esemplari sottoposti ai vaccini hanno mostrato molti più segni di infezione e un tasso di mortalità più elevato rispetto al gruppo non vaccinato.

Ciò è avvenuto nonostante nel primo gruppo si sia riscontrato un numero minore di batteri. Lo studio ha concluso che i salmoni vaccinati non sono stati in grado di combattere più malattie nello stesso momento.

Rian Dixon, professore di biologia dell’Università di Waterloo, afferma:

“I pesci hanno un numero limitato di risorse per rispondere a una malattia, quindi il loro sistema immunitario fa delle scelte. Quando sono infettati dai pidocchi di mare, per esempio, il sistema immunitario del pesce è improvvisamente orientato a rispondere a quella specifica minaccia, lasciandoli completamente esposti ad altre minacce batteriche”.

Il problema nasce dal fatto che le condizioni dei pesci allevati li portano ad essere continuamente esposti a più malattie contemporaneamente. Così come accade negli allevamenti degli animali terrestri, quelli di pesci non sono meno sporchi e sovraffollati, rendendoli quindi terreno fertile per i parassiti.

L’errore alla base sta nel fatto che le aziende farmaceutiche veterinarie progettano e testano i vaccini senza considerare la diversità del sistema immunitario dei pesci rispetto a quello umano. E oggi che più del 50% del pesce consumato viene da allevamenti intensivi, numero destinato a crescere di anno in anno visto l’impoverimento dei mari, non è certo una problematica da sottovalutare.

L’esperienza degli allevatori di salmoni in Cile, in cui i pesci vengono allevati in gabbie al largo della costa esponendoli a una varietà di agenti patogeni diversi, supporta questa scoperta.

La notizia è vera. È stato condotto uno studio da parte dell’Università di Waterloo (qui il link al documento ufficiale) su un campione di Salmoni vaccinati e non vaccinati, esposti ad un particolare batterio (Piscirickettsia salmonis). I pesci vaccinati hanno dimostrato di avere un numero inferiore di batteri rispetto a quelli non vaccinati ma, in compenso, ci sono stati anche segni di infezioni ed un elevato numero di morti.

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Si farebbe anche riferimento ad un caso avvenuto in Cile nel 2008; riguardava un allevamento industriale di salmoni, che fu quasi distrutto a causa di un’infezione (Infectious Salmon Anaemia Virus ISVA). Da allora si sarebbe fatto ricorso all’uso massiccio di vaccini per contrastare le perdite.

I ricercatori concludono affermando che i salmoni vaccinati, non sarebbero in grado di combattere la molteplicità malattie che possono presentarsi in mare e, continua, rivolgendosi alle compagnie veterinarie, secondo i dati raccolti, di cambiare il loro piano riguardanti i vaccini.

Il video caricato sull’articolo fa riferimento alle condizioni igieniche dei salmoni e altri pesci negli allevamenti di tipo industriale: