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NOTIZIA VERA Rabbia per milioni di utenti Android, addio a WhatsApp e Chrome: lista smartphone

Sta facendo molto rumore in queste ore una notizia che riguarda moltissimi utenti Android, per la precisione 35 milioni in tutto il mondo, con un forte interessamento anche per il pubblico italiano. La questione del 6 ottobre riguarda in primis Google Chrome, a conti fatti il browser più utilizzato al mondo per la sua capacità di creare una perfetta sincronizzazione con cronologia, password memorizzate e cookie del PC, ma la questione è utile anche per rinfrescare a tutti alcune scadenze di WhatsApp.

Tutto ruota attorno al supporto che tali popolarissime app assicureranno al pubblico, in base alla versione del sistema operativo utilizzato. Ora, se con WhatsApp il discorso è meno preoccupante, se pensiamo al fatto che i prossimi addii si avranno con Nokia S40 (comparibile fino al 31 dicembre 2018) e per chi si ritrova con Android 2.3.7 e versioni precedenti (qui la scadenza è fissata fino al 1 febbraio 2020), la situazione appare molto più seria per Google Chrome.

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In questo caso, infatti, avremo il termine del supporto all’amatissimo browser mobile entro la fine del 2018 per gli smartphone con Android 4.1 e 4.3. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’elenco include moltissimi device ancora popolari in Italia, stando alla lista ufficiale fornita da Kimovil. Quale esempio? Abbiamo Huawei Ascend P7 mini, ma anche Sony Xperia T, oltre ai vari Samsung Galaxy S3 e S3 Neo, probabilmente gli smartphone più diffusi in Italia tra quelli coinvolti. Abbiamo poi LG GX e Samsung Galaxy Grand 2. Occhio anche all’elenco dei modelli con Android Jelly Bean 4.1, dove troviamo LG Optimus L7, LG Optimus 4X, Xiaomi Mi2S, Samsung Galaxy Ace Plus, Samsung Galaxy S3 Mini e Huawei Ascend G525.

Dunque, se da un lato è vero che le minacce per gli utenti Android dal punto di vista della sicurezza sono sempre dietro l’angolo, come abbiamo notato con il nostro ultimo report sull’argomento, la questione relativa al supporto di app molto popolari come nel caso di WhatsApp e Google Chrome tende a creare non pochi disagi al pubblico. Soprattutto andando più in profondità e analizzando ad esempio la questione relativa alla sincronizzazione dei dati memorizzati ad esempio su PC e fino ad oggi riportati in automatico sullo smartphone.

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