NOTIZIA VERA E PRECISAZIONI Per non irritare le altre fedi il Natale è “festa delle feste”

Il caso, rimbalzato su tutte le testate e tutti i telegiornali, assume oramai una precisa connotazione politica. Il 14 dicembre 2017 Il Giornale scrive:

Dopo il Bianco inverno, ecco «la grande festa delle buone feste». Continuano i maldestri tentativi di cancellare il Natale, per il solito, incomprensibile timore di irritare, offendere, urtare i fedeli di altre religioni.

È una scuola di Zona 2 che ha scelto questa improbabile soluzione: l’istituto comprensivo Italo Calvino di via Frigia domenica celebra questa «grande festa delle feste», un evento neutro, senza riferimenti o contenuti religiosi o culturali. E secondo il presidente del municipio 2, Samuele Piscina, lo fa «per non offendere le altre religioni», ma finendo col far arrabbiare «molti genitori». Al leghista Piscina, e all’assessore alle Politiche sociali Laura Luppi, di Forza Italia, ovviamente questa menomazione non piace affatto: «La parola Natale, simbolo della nostra fede e della nostra cultura – dicono – non discrimina nessuno. Colpire gli emblemi del Natale non garantisce il rispetto di nessuno, non produce una scuola e una società accoglienti e inclusive, ma fomenta l’intolleranza nei confronti della nostra cultura, dei nostri usi, delle nostre leggi e delle nostre tradizioni». «Anzi – continuano i due amministratori municipali – le scuole dovrebbero essere le prime custodi di queste tradizioni che appartengono alla nostra storia. Ma ancora una volta la politica perbenista di sinistra rischia di intromettersi nelle aule privando i nostri bambini della gioia del Natale». Piscina definisce la scelta della scuola «un atto del tutto ingiustificato che non tiene conto della maggioranza dei bambini» e chiede «che venga subito cambiata reinserendo il riferimento natalizio».

Sul caso sono subito intervenuti molti. La consigliera comunale di Forza Italia Silvia Sardone «è l’ennesima assurdità di chi, schiavo del buonismo e del politicamente corretto, pensa che censurare le nostre tradizioni e la nostra cultura possa essere utile all’integrazione». In Fi, l’eurodeputato Stefano Maullu protesta: «L’istituto scolastico – dice – si è sottomesso volontariamente all’Islam e ai musulmani». La coordinatrice azzurra Mariastella Gelmini si dice esterrefatta e chiede che «si faccia chiarezza quanto prima». «Integrazione non significa cancellare le nostre tradizioni e i nostri valori» avverte.

Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato constata che «ormai nella Milano dell’accoglienza selvaggia e della tolleranza esasperate, rimuovere i simboli cristiani è diventato un fatto di ordinaria amministrazione». E il segretario leghista Matteo Salvini non intende certo essere più conciliante: «Pensare che la parola Natale dia fastidio a qualcuno – attacca – mi sembra una totale idiozia. Non ci toglieranno mai la nostra identità e la nostra storia: buon natale, buon natale e ancora buon natale!» scrive su facebook.

Andando per ordine, abbiamo sottolineato le parti che maggiormente interessano la nostra analisi. Dall’articolo si evince, infatti, che la scelta di parlare di Festa delle Feste e non di Festa di Natale sia dovuta al rispetto verso le altre religioni, ma è precisato che si tratta di un’opinione di Samuele Piscina, Presidente del Municipio 2 di Milano. La sua opinione è comparsa sul suo profilo social il 13 dicembre:

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Tuttava il 14 dicembre la trasmissione Dalla vostra parte ha realizzato un servizio sul caso, andando a intervistare Dorotea Russo, Preside dell’Istituto Comprensivo Italo Calvino:

Clicca sull’immagine per accedere al video

Dorotea Russo dice chiaramente che parlando di Festa di Natale temeva che le famiglie che non seguono i riti delle festività cristiane si sentissero escluse. Si è trattato, dunque, di un’iniziativa che includesse tutte le famiglie. A fare più chiarezza è la circolare presente sul sito istituzionale della scuola (visualizza il pdf):

Vi riportiamo il contenuto della circolare:

Gentilissimi, il giorno 1 dicembre u.s. si è tenuta una riunione tra docenti dello Staff dirigenziale, Comitato Genitori e direttivo Associazione GenitoriAttivi.

All’ordine del giorno l’organizzazione di un percorso di formazione docenti/genitori (con conferenze e workshop in orario tardo-pomeridiano) volto ad affrontare alcuni delicati aspetti del rapporto adulti-ragazzi che nell’età preadolescenziale può divenire problematico mettendo a dura prova tutti coloro che hanno responsabilità educative.

Scuola e famiglia si stanno stringendo insieme per ragionare, sotto la guida di esperti, su come affrontare in sinergia le tematiche predette.

Si è anche pensato di organizzare una FESTA nel Teatrino di Via Mattei, per accogliere “vecchie” e nuove famiglie della nostra scuola, scambiarsi gli auguri in vista della pausa natalizia e presentare de visu il percorso di formazione scuola-famiglia, sensibilizzando alla massima partecipazione.

I genitori si sono già messi al lavoro per organizzare la FESTA.

Vi allego il volantino preparato dai genitori, che ringrazio per la loro bravura e la loro efficacia comunicativa. Il volantino è molto bello e durante la riunione abbiamo concordato di aggiungere la frase scritta sotto: gli alunni e le famiglie per quel week end non dovranno preoccuparsi dei compiti, perché i docenti sono invitati a non assegnarne in maniera che tutti possano partecipare con serenità e spensieratezza alla FESTA.

E’ un’eccezione alla regola, per la quale si fa leva sulla sensibilità educativa degli insegnanti in considerazione dell’importanza, per la comunità scolastica, di avere momenti di aggregazione ed inclusione in un periodo tanto difficile per la nostra società.

Con l’invito agli insegnanti di non assegnare compiti nel prossimo WE, ringrazio tutti anticipatamente per la collaborazione e chiudo questa mia approfittando dell’occasione per porgere agli alunni ed alle loro famiglie, in particolare a tutti coloro che non avrò modo di vedere alla FESTA, i miei più sentiti AUGURI per le prossime festività natalizie.

Riassumendo in breve:

  1. La scelta è avvenuta nel corso di una riunione tra docenti, comitato genitori e Associazione GenitoriAttivi, dunque non si è trattato di una scelta impugnata esclusivamente dalla dottoressa Russo;
  2. Il volantino è stato preparato dai genitori;
  3. Sì, si è parlato di aggregazione e inclusione, ma in funzione della non assegnazione di compiti per garantire a tutti una serena partecipazione alla festa.
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Ricordiamo, comunque, che la dottoressa Russo ha motivato la scelta di parlare di Festa delle feste e non Natale proprio per assicurarsi della partecipazione di tutti. Il commento della Preside è riportato anche da Repubblica:

Il nome di questo evento è stato discusso per ore durante una riunione tra la preside, alcuni docenti e i rappresentanti dell’Associazione genitori attivi e del comitato genitori. “Io avevo proposto ‘Festa di accoglienza dell’inverno’, perché dava l’immagine del focolare caldo domestico intorno a cui si raccoglie la famiglia”, racconta la dirigente. Alcuni genitori hanno proposto di mantenere il riferimento al Natale, una tradizione importante e sentita da tutti. “Ma ho fatto notare che questa non vuole essere una festa religiosa, non vogliamo che le famiglie straniere non si sentano invitate perché professano un’altra fede”.

[…]

Così, dopo aver discusso a lungo si è trovato un nome che “ha messo tutti d’accordo”. Si è scelto di chiamarla ‘La grande festa delle buone feste’. 

[…]

Ma non mancheranno i riferimenti al Natale, “chi vorrà potrà partecipare al laboratorio per creare decorazioni o portarne una da casa. Se qualche classe vorrà potrà cantare canzoni natalizie”. Ma il fine della festa resta la coesione e l’inclusione di tutti. E il divertimento. Per festeggiare ufficialmente il Natale “ci sarà una settimana intera di eventi”, che seguirà ‘La grande festa delle buone feste’. Con tanto di recite, canti, tombolate e presepi viventi, dolci tipici e momenti conviviali, come da tradizione.

Come sottolinea Corriere della sera nell’articolo del 14 dicembre, la polemica è diventata politica. Non si è parlato di non festeggiare il Natale e la negazione della festività cristiana non ha mai avuto luogo. La scuola ha, semplicemente, scelto di non parlare di Natale nel volantino e di preparare una festa che non fosse prettamente religiosa, ma culturale e alla portata di tutti. Nonostante tale scelta, nella giornata del 17 dicembre saranno previste anche manifestazioni religiose. Nessun divieto di parlare di Natale.

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Nessuno.

Dunque, la Preside ha sì motivato la scelta come un tentativo di includere ogni realtà all’interno della manifestazione, ma ciò non deve intendersi come un atto di intolleranza verso la religione cristiana. Affermare ciò è fuorviante e distorce la realtà dei fatti.