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Alternativa a WhatsApp
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In pericolo nostre foto e privacy: anche la migliore alternativa a WhatsApp ci ha traditi

Un allarme durato circa tre mesi e reso noto solo oggi 6 gennaio, in riferimento alla minaccia che ha coinvolto la migliore alternativa a WhatsApp a fine 2018. Stiamo parlando di Skype, considerando il fatto che solo in queste ore è stata resa pubblica una vulnerabilità in teoria “archiviata” con un recente aggiornamento dell’applicazione, ma che a conti fatti ha messo seriamente in pericolo la privacy degli utenti. Soprattutto per quanto riguarda le foto che sono salvate all’interno della memoria interna degli smartphone.

Fondamentale scendere maggiormente in dettagli, dopo aver studiato appena due giorni fa un altro pericolo per la nostra sicurezza tramite una nota app meteo. Un diciannovenne kosovaro, nome in codice Kunushevci, in pieno autunno ha scoperto che una delle ultime versioni di Skype per Android sia stata colpita da una vulnerabilità davvero inspiegabile. Come dimostrato tramite un apposito video, che troverete a fine articolo, pare sia stato possibile rendere disponibili le nostre foto e la nostra navigazione in Rete a soggetti terzi. Come? Semplicemente ricevendo una chiamata tramite la suddetta applicazione.

Alternativa a WhatsApp
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Secondo le informazioni emerse ad inizio 2019, il ragazzo ha segnalato la vulnerabilità di Skype, da molti considerata come la migliore alternativa a WhatsApp tra le app di messaggistica, già a fine ottobre. Il problema pare sia stato risolto con un apposito aggiornamento rilasciato il 23 dicembre, come riportato dal sito The Register. Appare evidente che la notizia sia stata resa pubblica solo ora per non creare allarmismo.

Resta il grossolano errore del team Skype, così come la necessità di comprendere chi sia esposto e chi risulti immune alla minaccia in questo momento. Premesso che il pericolo è stato circoscritto al pubblico Android (notizia ufficiosa), è fondamentale che la versione di Skype installata sul vostro smartphone o tablet sia la 8.15.0.416 o successiva. Qui di seguito, invece, le immagini che ci dimostrano il potenziale della vulnerabilità che ha colpito la principale alternativa a WhatsApp.

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