DISINFORMAZIONE Ucciso a colpi di cric da 9 albanesi, poi trascinato sull’asfalto come un trofeo. La fine di un italiano

di Luca Mastinu |

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DISINFORMAZIONE Ucciso a colpi di cric da 9 albanesi, poi trascinato sull’asfalto come un trofeo. La fine di un italiano Bufale.net

Ci segnalano un articolo pubblicato il 27 Marzo 2017 su Riscatto Nazionale (archive.is):

Lo hanno ammazzato come un cane a colpi di cric e poi trascinato sull’asfalto come un trofeo da nove bestie albanesi. “Era la prima volta che Emanuele prendeva la macchina del padre. Ci teneva così tanto.

Era tornato dal lavoro, aveva fatto la doccia ed eravamo andati in discoteca. Volevamo solo passare un venerdì sera con la musica e gli amici. Perché è successo? Cosa è successo? Perché l’ hanno ammazzato? Perché non li hanno fermati?”. Ketty, la fidanzata di Emanuele Morganti, rivive l’orrore. Ce l’ha ancora davanti agli occhi. Il suo ragazzo è morto ieri dopo due giorni di agonia all’ospedale Umberto I di Roma. In nove lo hanno massacrato di botte fuori da un locale ad Alatri, in provincia di Frosinone, venerdì e sabato notte.

L’agguato, nella piazza centrale della città, sarebbe scaturata da una lite degenerata in una maxi rissa. Tutto è nato per difendere la fidanzata dagli apprezzamenti eccessivi di un coetaneo albanese o, forse, perché a quest’ultimo Emanuele aveva inavvertitamente preso il drink. Futili motivi, insomma. Ma, come hanno raccontato i testimoni, è bastato perché il branco (una ventina di persone in tutto), si infiammasse: lo hanno atteso e circondato, quindi colpito a calci e pugni e, infine, il colpo di grazia (violentissimo) dato con una spranga di ferro o, più probabilmente, con un cric. “I troppi colpi, violentissimi – si legge sul Corriere della Sera – hanno devastato la testa e il volto del ventenne, provocato fratture craniche e cervicali, al punto da renderlo quasi irriconoscibile. Tanto da far pensare a qualche suo amico intervenuto dopo l’aggressione che in realtà il giovane fosse stato travolto da un’auto”.

Arrivato in elisoccorso al policlinico della capitale venerdì notte in condizioni già disperate, Emanuele era stato sottoposto a un intervento chirurgico per provare a ridurre le lesioni alla testa causate dai colpi ricevuti. I medici dell’ospedale romano hanno rilevato la rottura delle vertebre cervicali e varie fratture craniche provocate con un oggetto contundente di ferro. Il ragazzo è stato tenuto in vita artificialmente fino a ieri. Nel pomeriggio, però, il suo cuore si è fermato. Da quanto si apprende i genitori avrebbero deciso di donare gli organi.

I carabinieri di Alatri hanno sequestrato il locale, il Mirò, uno dei più noti della città, dove attorno alle 3 di notte è scoppiata la discussione. Quando è scoppiata la rissa in discoteca, anziché difendere Emanuele e la sua ragazza, i buttafuori (anche loro albanesi) hanno preso le parti del branco. Li hanno sbattuti fuori dal Mirò. E qui sarebbe stato “scaraventato a terra dagli amici dell’albanese, ai quali si sarebbero aggiunti altri giovani avventori. Nessuno sarebbe intervenuto in sua difesa”, mentre lo colpivano ripetutamente col cric. Nella piazza principale di Alatri si voltavano tutti dall’altra parte. “Il corpo – conclude il Corriere della Sera – sarebbe stato anche trascinato sull’asfalto, come fosse un trofeo”.

Ciò che la sedicente redazione di Riscatto Nazionale è solita fare è cavalcare l’onda di una tragedia per colorare di disinformazione le notizie, e indirizzare i suoi lettori a una chiave di lettura diversa, discostata dalla realtà.

Emanuele Morganti, 20 anni, è morto nel pomeriggio del 26 Marzo all’Ospedale Umberto I di Roma. Nella notte tra il 24 e il 25 Marzo era stato assalito da un branco inferocito all’esterno del circolo musicale “Mirò Music Club” ad Alatri, nella centrale Piazza Regina Margherita.

I fatti

Emanuele e la ragazza Ketty avevano deciso di trascorrere il venerdì sera in discoteca, in compagnia di alcuni amici. Mentre la coppia si trovava al bancone, un ragazzo – indicato ora come albanese, ora come italiano – in evidente stato di ebbrezza cominciava a disturbare la loro quiete. Dalle prime ipotesi che parlavano di apprezzamenti indecenti sulla ragazza, la stessa ha poi fatto chiarezza raccontando al Corriere che l’importuno stava disturbando la barista, e che nel farlo insisteva con delle spallate su Emanuele. Quest’ultimo, infastidito, avrebbe inaugurato uno scontro verbale. I disordini sono cominciati dal momento in cui sono intervenuti due buttafuori del locale, che avrebbero portato fuori solo Emanuele. Il provocatore ubriaco, dunque, era rimasto dentro il locale senza prendere parte all’aggressione che da quel momento si sarebbe scatenata.

L’aggressione

Una volta fuori dal locale, Ketty riferisce di aver visto i buttafuori brandire manganelli per pestare Emanuele. Da quel momento gli aggressori si sono moltiplicati. Secondo le ricostruzioni degli investigatori non si è trattato di un unico pestaggio, ma di assalti consumati in almeno due riprese. Una volta uscito dal locale, Emanuele è stato circondato e picchiato da un gruppo già presente nella piazza, ma riesce a divincolarsi e a fuggire. Si ipotizza che il suo intento fosse quello di recuperare la fidanzata e andare via, ma il branco riesce a riprenderlo e a infliggere una seconda aggressione. La ferocia si è manifestata specialmente nei colpi finali, quando il ragazzo ormai a terra e ricoperto di sangue è stato colpito alla testa con un tubo di ferro. Un amico di Emanuele era riuscito a intervenire gettandosi sul corpo dell’amico per fargli da scudo, ma anche su di lui non è stata risparmiata alcuna violenza.

I soccorsi

I Carabinieri della compagnia di Alatri e i soccorsi dell’Ares 118 si sono portati sul posto poco dopo il termine dell’aggressione. Emanuele è stato trasportato prima all’ospedale di Alatri, per poi essere tradotto d’urgenza all’Umberto I di Roma con un’eliambulanza. CiociariaOggi.it informa che Emanuele riportava un’emorragia cerebrale, fratture multiple al cranio e altri traumi e fratture nel resto del corpo. Per questo ha dovuto subire un intervento delicato alla testa. Nel pomeriggio di Domenica 26 Marzo Emanuele ha smesso di vivere.

Le indagini

Sabato 25 Marzo sono iniziati gli interrogatori a carico di 10 persone, ragazzi trattenuti tra italiani e albanesi. Il locale è stato messo sotto sequestro per consentire e favorire le indagini. Le persone trattenute sono sotto l’inchiesta coordinata dalla Procura locale, con la dovuta difficoltà causata dalla confusione, dal dolore e dalla rabbia. Sul Tempo leggiamo che il cerchio dei sospettati si è stretto intorno a 9 persone di cui otto italiani e uno straniero.

I primi due arresti

Nella notte tra il 27 e il 28 Marzo a Roma sono scattate le manette per Mario Castagnacci, 24 anni, e Paolo Palmisani, 27, entrambi rifugiati a casa di una parente e raggiunti dai Carabinieri della Compagnia di Alatri. I due sono fratellastri e sono già noti negli ambienti delinquenziali di Alatri. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone alla quale era presente anche il Procuratore capo Giuseppe De Falco:

Tra Emanuele e un altro ragazzo, che confermo non essere albanese, è sorto un diverbio all’interno del locale per un motivo banale, il pagamento di una bevanda. Una lite che poi è degenerata per lo stato di alterazione dovuto all’alcol. Non di Emanuele, che è stato mandato via dai buttafuori, ma dell’altro, che è rimasto invece all’interno

La lite verbale che ha poi innescato l’aggressione sarebbe dunque nata per via del pagamento di una bevanda, e il molestatore non era albanese. Gli indagati sono in tutto sette. Le due persone arrestate sono accusate di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e al momento si trovano presso il carcere di Regina Coeli. Il procuratore sostiene che i due fermati abbiano avuto un ruolo determinante nel cagionare la morte di Emanuele, particolare confermato dalla fidanzata che sul Corriere dichiara: «Quello che gli ha sfondato la testa con una spranga, quello che lo ha ammazzato, è un italiano».

Le indagini sono ancora in corso.

Da 9 albanesi riportati da Riscatto Nazionale passiamo dunque ai primi due arrestati, entrambi italiani, nella notte scorsa. Responsabili di aver inflitto il colpo mortale sul corpo di Emanuele. Il provocatore che avrebbe acceso la miccia all’interno del locale, secondo il procuratore De Falco, è italiano. Non si esclude la presenza di cittadini albanesi tra i responsabili dell’aggressione, ma le indagini sono ancora in corso e soprattutto gli inquirenti stessi stanno tentando, anche in queste ore, di catturare i responsabili vincendo il muro di silenzio dei presenti.

La feroce aggressione ha portato alla morte di un ragazzo innocente e alla disinformazione di Riscatto Nazionale e dei suoi lettori. Nella pretesa di essere più avanzati nelle indagini rispetto agli organi competenti, per il solo gusto di cavalcare l’onda di una storia agghiacciante e che fa male già di suo.

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