DISINFORMAZIONE Papa Francesco: Alle 21 di questa sera siamo convocati per un attimo di raccoglimento per i bambini in Siria

Una vecchia catena di Sant’Antonio ha ripreso il suo tour virale tra le conversazioni su WhatsApp in una nuova versione e sconfinando su Facebook. Ci eravamo occupati della precedente versione in un articolo del 23 dicembre 2016, per una vecchia catena che interessava la città irachena di Quaragosh. In quella occasione si erano scomodati anche gli articolisti di Snopes che avevano scoperto la totale estraneità di Papa Francesco al contenuto del messaggio.

Si trattava, infatti, di un messaggio comparso per la prima volta nel 2014 in lingua inglese:

La narrazione era la medesima, ma il protagonista era un perfetto sconosciuto che dichiarava di aver ricevuto l’impulso a lanciare l’appello da un messaggio privato di Sean Malone, per la presunta Crisis Relief International, rivelatasi essere una storpiatura di Crisis Response International.

Si tratta quindi di un pensiero privato, ispirato ai disordini allora presenti di Quaragosh.
Ancora:

Sempre secondo Snopes, che ha contattato Crisis Response International, l’appello era una richiesta privata inviata da un volontario scioccato dai conflitti e dall’aver sentito da un ufficiale locale della tragica morte di cinque bambini, asseritamente per decapitazione, sfuggito poi di mano e viralizzato.

Quindi, siamo ad un conflitto reale che, in una moderna versione del telefono senza fili, viene gonfiato e viralizzato.

Oggi lo stesso messaggio ritorna sulle nostre finestre di chat, e talvolta anche su Facebook, come accade sulla pagina Parole di vita in un post del 24 gennaio 2018:

Questa volta, si noti, oggetto del messaggio è la pace in Siria. Tra Facebook e WhatsApp, però, «alle 21 di stasera» diventa una coordinata imprecisa e inventata. Su WhatsApp, inoltre, è presente una versione arricchita dando paternità al Santo Padre:

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Cambia l’orario – le ore 22 – e si sostiene che la richiesta venga proprio da Papa Francesco. Il risultato è un copia-incolla disordinato e insistente nei giorni, in un non-si-sa-quando da compiersi alle 22. Parliamo di disinformazione, dunque, perché si tratta di un vecchio messaggio in lingua inglese, formulato da un singolo cittadino.

Il testo ricompare a più riprese, modificato a seconda dei disastri mondiali. Per la gioia dei viralizzatori.