BUFALA La donna stuprata a Rimini ha subito l’asportazione dell’utero – bufale.net

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Quando succede qualcosa di grave nel mondo, i viralizzatori di professione si sfregano le mani, perché significa che oggi potranno ordinare agli Indinnati di “cliccare e condividere al MAX!!!”, e quindi portarsi a casa un cospicuo gruzzoletto.

E quando qualcosa di grave è già successo nel mondo?

Basta alzare la posta, aggiungere ed inventare nuovi sordidi dettagli per riaccendere la viralità, con un piccolo aiuto audiovisivo.

La donna stuprata a Rimini dalle luride risorse africane ha dobuto subire l’asportazione dell’utero. Non potrà avere figli.

Non riusciamo a capire cosa sia più grottesco: la voglia di capitalizzare su una tragedia sognando per la vittima conseguenze ancora più gravi perché queste porterebbero ancora più link? Il fatto che il viralizzatore abbia usato per la sua creazione un modello standard di “segni della vittoria” come se aggiungere dolore al dolore fosse un successo personale in grado da fornire click e condivisioni? O le orde di indinniati che non si sono chiesti neppure per un istante perché, curiosamente, di tale grave epilogo nessuno ha mai parlato da nessuna altra parte?

Siamo di fronte ad una fake news particolarmente atroce, che trasforma il dolore in indinniazione e big likes.

EDIT: Come sempre, gli indinniati scoperti anziché fare ammenda cercano di alzare l’asta della pubblica indinniazione, e così siamo arrivati alla variante finale

La ragazza polacca violentata a Rimini ha tentato il suicidio in ospedale. Le hanno sfondato tutti gli organi riproduttivi. I medici sono stati costretti ad asportarle l’utero. BASTARDI!!!
Credo che la punizione possa essere una sola ……

Credo il commento possa essere uno solo: condanna unanime e netta per chi aggiunge turpi dettagli a storie già piene di dolore, calpestando la sofferenza delle vittime, per renderle più “viralizzabili”

UPDATE: In serata i nostri amati lettori ci mandano un altro deteriore “contributo” da loro trovato

Per favore divulgate al massimo.
La vittima dello stupro di Rimini ha tentato più volte il suicidio dal suo rivocero. Ora è pesantemente sedata e sorvegliata a vista. Il personale medico, paramedico ed ausiliario riferisce di NON avere mai visto tanta bestialità e orrore.
La Vittima ha fratture multiple, ma quel che è peggio è che questi diavoli le hanno SFONDATO tutto l’apparato riproduttivo, che nel corso di un’operazione le è stato asportato, impedendole cos, se mai avesse voluto farsi una vita e avere dei figli.
Ora in cuor vostro… a questi quattro… serve ancora applicare uno stato di diritto? O meritano una punizione esemplare?

La nostra risposta?

Sì, serve una punizione esemplare per tutti i coinvolti sotto l’egida di uno stato di diritto. Anche per persone a cui, in uno stato di diritto, deve essere inibito inventare storielle turpi ed indulgere in vivaci fantasie nelle quali il corpo di una donna che ha già sofferto il trauma di uno stupro viene straziato ulteriormente dall’immaginazione di Indinniati da tastiera che la vorrebbero mutilata e suicida solamente per saziare la loro sede di sangue.

L’Informazione, quella vera, quella sulla quale gli Indinniati vomitano tutto il loro truculento livore che, non confermato, li spinge ad avere bisogno di eccitarsi impilando scene orribili e sadiche in carico ad una donna che tanto ha sofferto e tanto ha dimostrato di essere loro superiore, si è spinta a fare una cosa che tutti i malati compulsivi di condivisione non hanno fatto: verificare.

E questo è il risultato reso dal Giornale di Rimini:

Ebbene ieri abbiamo contattato in primis ANSA ed a seguire svariate fonti media polacche come Warsaw News, Indipendent, Warsaw Voice, Warsaw.com e logicamente nessuno ha confermato la notizia anzi dalla Polonia arrivano voci fondate di una ragazza che con forza e coraggio sta cercando di dimenticare e ricominciare.

Che dire? Forse che già è tale la sofferenza di queste vittime, ma forse che il buttare lì una notizia non è per tutti e forse che davvero sarebbe ora di far calare il sipario su una terribile vicenda come questa per permettere alle vittime di ritrovare quella normalità che di certo oggi vedono come impossibile.

Non possiamo che condividere in pieno, parola per parola, lettera per lettera, ogni considerazione di A. Barlocco, giornalista di cuore e talento, invitando chi abbia condiviso questa bufala ad interromperla e chi l’abbia scientemente diffusa di cercare in fondo al suo cuore un profondo senso di vergogna che lo riporterebbe in contatto con un’umanità che ha seppellito nella frenetica adorazione del dio “Like”.