BUFALA Aspetti pratici dello ius soli, la storia di Karim – bufale.net

BUFALA Aspetti pratici dello ius soli, la storia di Karim – bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti la seguente catena di S. Antonio, a volte attribuita a questo o quel “esperto di diritto” altisonante, a volte no, ma tutte le volte, semplicemente, un coacervo di bufale e xenofobia neppure troppo malcelata

ASPETTI PRATICI DELLO IUS SOLI, IGNOTI AGLI ESTENSORI DI UNA PROPOSTA DI LEGGE SUICIDA. Karim è nato in Italia da genitori stranieri e, con la legge dello ius soli, è diventato cittadino italiano. All’età di dodici anni torna nel suo Paese d’origine perché i genitori non hanno più intenzione di restare in Italia. Karim è comunque un cittadino italiano e questo significa, ANCHE SE GLI ESTENSORI DELLA PROPOSTA DI LEGGE LO IGNORANO, che la Repubblica Italiana è tenuta a tutelarlo anche nella sua nuova destinazione. Nel suo Paese d’origine, l’obbligo scolastico si ferma a tredici anni anziché a sedici come in Italia, ne consegue che i genitori di Karim, in questo aspetto soggetti alla legge italiana, commetterebbero un reato se non gli facessero proseguire gli studi. Karim è coinvolto nelle stupidaggini che fanno i ragazzi, qualche bravata, qualche rissa, qualche furtarello. Per ognuna di queste situazioni, il Consolato Italiano è obbligato a seguire la faccenda ed eventualmente a promuovere una difesa legale per il cittadino italiano Karim. Karim segue i costumi sociali del suo Paese e si sposa con una bambina di dodici anni dopo averla messa incinta, in Italia questo è un reato ed è contestabile d’ufficio lo stupro di minore, essendo Karim un cittadino italiano la Procura competente per i reati all’estero dovrebbe intervenire. Karim non ha voglia di lavorare e finisce in miseria dopo aver commesso anche qualche piccolo reato. La Repubblica Italiana deve provvedere al rimpatrio del cittadino italiano Karim, della sua sposa bambina, dei suoi figli. Dopo aver lavorato nel suo Paese d’origine per tutta la vita, Karim decide di tornare in Italia per richiedere la pensione sociale che gli spetta di diritto in quanto cittadino italiano. L’INPS paga. Come si vede, al di là del fatto che una volta che Karim avrà ottenuto la cittadinanza italiana i suoi parenti avrebbero tutti titolo per richiederla anche loro, la concessione della cittadinanza a Karim in base allo ius soli e senza ulteriori rigorosi criteri è una emerita stupidaggine, un’offesa al concetto di legalità e di Nazione ed un buco mostruoso nella spesa pubblica.

Proviamo dunque a seguire la storia immaginaria di questo piccolo Karim, per capire la profonda ignoranza e xenofobia di cui questo triste scartafaccio è intriso

Karim è nato in Italia da genitori stranieri e diventa italiano

Cominciamo male. Malissimo. Assai male, miei piccoli disinformati ignorantelli. Già adesso l’ipotetico Karim, dopo aver risieduto legalmente in Italia fino ai diciotto anni potrebbe ottenere la cittadinanza.

L’unica cosa che cambierebbe ora è che

  1. Se almeno uno dei due genitori di Karim risiede in modo stabile e regolare da almeno 5 anni
  2. Se questo genitore dispone di un idoneo alloggio in termini di legge
  3. Se superasse un test di conoscenza della lingua italiana

Allora questa condizione che già Karim sicuramente otterrebbe a 18 anni retroagirebbe alla sua nascita.

Ovviamente, in quanto, oggettivamente, la famiglia di Karim avrebbe dimostrato di avere i requisiti civici, materiali e morali che chi diffonde questa bufala, ad esempio, ha più volte dimostrato di non avere, ignorando le basi del diritto, la norma che regola la convivenza tra i cittadini

All’età di dodici anni Karim torna in Italia, i suoi genitori non hanno più intenzione di restare in Italia

E allora? Capita a molti di andare via dall’Italia. E se i “genitori di Karim” intendono andare altrove, sarà una questione tra loro e quell’altrove, ovviamente

È un cittadino italiano, e la repubblica Italiana deve tutelarlo!

Affermazione, come vedremo in seguito, alquanto capziosa, nonché incompatibile con la premessa e non vogliono più avere niente a che fare con l’Italia

Fate pace col cervello: Karim è all’estero per un soggiorno, o per restarvi? Se è per restarvi, ovviamente, dovrà costruirsi una vita lì, e finirà per rinunciare alla cittadinanza Italiana, risolvendo il vostro problema.

Se è lì per poi tornare, non capiamo perché Karim dovrebbe, per dire, avere meno “tutele” dell’Italiano che va all’estero per qualsiasi ragione riservandosi di tornare in madrepatria, dato che, come abbiamo visto, a questo punto Karim è non solo giuridicamente, ma anche moralmente e materialmente indistinguibile da un “purosangue Italiano”.

I genitori di Karim sarebbero soggetti alla legge Italiana ed ai suoi obblighi, quindi farlo studiare

Chi ha diffuso questo testo dovrebbe seriamente studiare.

A parte il fatto che non vediamo come il fatto che Karim compia un ciclo di studi completo possa importunare l’Indinniato medio, se lo stesso avesse ottemperato il suo ciclo di studi con diligenza avrebbe notato che in Italia

Se il reato è stato commesso interamente all’estero, la competenza è determinata successivamente dal luogo della residenza, della dimora, del domicilio, dell’arresto o della consegna dell’imputato.

A parte dunque il fatto che è Karim il cittadino Italiano in questo ingarbugliato, confusionario esempio e non i suoi genitori, e quindi ci domandiamo come gli stessi sarebbero sottoposti ad una legge di uno stato che non è il loro, e dal quale sono a nazioni intere di distanza.

Essendo un ragazzo Karim compie bravate e furtarelli

Non capiamo dove vuole andare a parare il nostro anonimo bufalaro: vuole ricadere nell’ovvietà per cui tutti i ragazzini sono dei delinquenti per natura? O forse vuole insinuare, con malcelata xenofobia, che essendo Karim un “falso italiano” è di una razza geneticamente predisposta al crimine?

In ogni caso, come esaminato, se Karim compisse reati all’estero, secondo la legge del suo nuovo luogo di residenza, sarebbe punito dalle autorità locali secondo le leggi locali, esse sarebbero del tutto competenti e Karim dovrebbe difendersi in loco, senza che la materia interessi lo Stato Italiano (a meno che Karim sia un 12enne in grado di compiere delitti politici o contro personalità dello Stato).

Come ricordato da veri e seri professionisti del diritto, un ipotetico italiano all’estero che compie reati comuni, è completamente solo: aggiungiamo che l’ipotetico Karim per dodici anni avrebbe conosciuto solo lingua e costumi italiani, per lui farsi arrestare all’estero in un ipotetico “paese arretrato” sarebbe, semplicemente, un guaio enorme e che lo farebbe sparire dall’orizzonte nello stile di film drammatici come Midnight Express.

Come ricorda un vero esperto:

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, è basilare sapere che il Consolato non può assolutamente intervenire in giudizio per conto del connazionale e/o farsi carico delle spese legali, anche in minima parte. In definitiva, chiedere l’intervento dell’ambasciata italiana per farsi scarcerare dalla prigione straniera non serve a poco: non serve a nulla! Se prescindiamo dal fatto che l’Autorità Consolare italiana avviserà i familiari dell’italiano arrestato all’estero, altro non può fare. Le autorità italiane sono completamente inerti, dal punto di vista giudiziario, innanzi all’arresto di un connazionale all’estero, ricordatevelo prima di perdere tempo inutile in vani colloqui con qualche funzionario dell’ambasciata italiana, non otterrete nulla, se non vaghi ed inconsistenti “consigli”! Questo non di certo per insipienza dei funzionari, ma perchè è previsto legislativamente che l’assistenza consolare dello stato italiano per i detenuti, cittadini italiani, all’estero, sia questa e non altra.

Karim segue i costumi sociali del posto, si sposa una dodicenne, è stupro! La procura competente!

Ecco che ci siamo di nuovo: secondo chi ha scritto questo articolo gli stranieri hanno tutti il ritmo ed il crimine nel sangue.

Non capiamo perché il Karim dell’esempio debba, raggiunta la maturità diventare uno stupratore “per ragioni culturali”. Se è vero che la prevenzione della violenza sessuale su minore ha una normativa molto stringente che prevede una possibilità di sanzione per i crimini sessuali, ciò si deve ai turisti sessuali, gli Italiani adulti e cresciuti che vanno in giro per paesi poveri a compiacere i loro sordidi voleri.

Potremmo postulare che se Karim, per “ragioni culturali”, che, essendo, ricordiamo, Karim nato in Italia e cresciuto in Italia si riassumono in “l’autore del testo è uno xenofobo convinto che alcune razze abbiano oltre al ritmo nel sangue l’istinto genetico di rubare e violentare e non possono resistere alla loro minorità biologica” decidesse di sposare una minorenne, a questo punto Karim avrebbe rigettato i valori del suo luogo di provenienza (l’Italia) così profondamente che sarebbe il primo ad aver buttato alle ortiche la cittadinanza italiana per prendere quella dell’ipotetico “Stupristan”.

Sì, ma Karim diventa uno scansafatiche criminale, poi l’Italia deve accollarsi lui, la sposa bambina e tutti i suoi figli! Li riportano in Italia e li campano

In base a quale normativa avverrebbe questo fenomeno?

Soprattutto, quale ufficiale sano di mente effettuerebbe il riconoscimento di un matrimonio platealmente non riconoscibile in quanto del tutto illegale in Italia?

Agli occhi del diritto, anche se fosse possibile “rimpatriare ed accollarsi Karim e la sposa bambina” quella sposa bambina non è nessuno. Non esiste.

Inoltre, ai sensi dell’art art. 17 P.R. 5 gennaio 1967 n 200 ai sensi “la legge straniera non è applicata se i suoi effetti sono contrari all’ordine pubblico”.

Quindi, qualsiasi matrimonio pedofilo con stupro si celebri nello Stupristan meridionale, non è applicabile in nessun modo.

Dopo aver lavorato per tutta la vita all’estero, Karim torna per esigere la pensione

Fate pace col cervello.

Karim è uno scansafatiche, un criminale pedofilo che non ha mai lavorato un giorno in vita e campa di furtarelli in completa miseria aspettando che lo Stato Italiano si occupi di lui, della pletora di piccoli pezzentelli che ha messo al mondo, oppure un indefesso lavoratore che torna in Italia per passare i suoi ultimi anni di vita?

E nel secondo caso, di cosa stiamo parlando?

La situazione diventerebbe in realtà molto più complessa, e distinta a seconda del fatto che l’ipotetico Karim potrebbe aver versato i suoi contributi in uno stato europeo o extraeuropeo.

Se il fantomatico Stupristan non fosse convenzionato, e se Karim a questo punto, dopo una vita passata lavorando indefessamente in questo luogo remoto ed arretrato lo stesso non avesse deciso semplicemente di stabilirsi sì, invecchiare e morire lì godendosi i frutti del suo lavoro (quello per cui “ha versato i contributi”) questi, passato da perverso criminale scansafatiche ad indefesso lavoratore che ha versato i suoi bravi contributi in questo paese del crimine dovrebbe provvedere di tasca sua al riscatto ed al recupero dei dati idonei.

Peraltro la bufala gioca, per dolo o colpa dovuta all’ignoranza, sulla volontaria confusione tra assegno sociale e pensione, essendo la “pensione sociale” inesistente dal 1996.

Se Karim ottiene la cittadinanza, lo faranno tutti i suoi parenti!

Quali parenti? I genitori morti nella nazione del terzo mondo piena di stupri e crimine dove ad inizio di questo appello avevate giurato sarebbero andati per non tornarci mai più?

Il ricongiungimento ha regole precise: che non funzionano in questo modo.

Un’emerita stupidaggine ed offesa al senso di legalità è quindi questo appello: averlo condiviso ha un impatto assai negativo sulla valutazione delle vostre competenze civiche e dei rudimenti della vostra conoscenza della norma.