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Attenzione a questa ragazza, non scherzo, attira bambini nella macchina a Trani!

In un gruppo pubblico molto affollato ci siamo imbattuti in questo post, il solito appello “clicca e condividi!!!”, che invita a fare attenzione ad una ragazza che attira bambini nella macchina a Trani, modo colloquiale per descrivere un tentativo di rapimento.

Naturalmente, la versione del post che pubblicheremo è censurata: chi per primo ha diffuso questo appello non si è neppure peritato di farlo, sbattendo il volto di una perfetta sconosciuta al linciaggio delle folle

L'appello contro la ragazza che "attira bambini nella macchina a Trani"
L’appello contro la ragazza che “attira bambini nella macchina a Trani”

Praticamente la screen di una condivisione a caso col solito raccontino senza prove, unita alla foto col volto in chiaro di una sconosciuta.

Per praticità ribatteremo l’appello

Condividete

Attenzione a questa ragazza non scherzo attira bambini nella macchina sarebbe un altro stilo blu oscuro oppure una punto con 2 uomini avanti e 1 ragazza dietro RAGA NON STO SCHERZANDO ERANO A BARLETTA ORA si stanno spostando a Trani nelle vicinanze attenzione vi ripeto non sto scherzando se non ci credete scrivetemi in privato

Il mai troppo compianto Germano Mosconi, a questo punto con le sue esplosive interiezioni urlerebbe che non ci sono punti, non ci sono virgole e invocherebbe le divinità in socorso: noi ci limiteremo a ricordare che se qualcuno sospetta di aver assistito ad un potenziale crimine, sono le autorità che deve chiamare, che nessuno di noi può ergersi a giudice, giuria e giustiziere e chiunque abbia deciso di condividere questo appello perché “uno mi ha detto che uno gli ha detto di condividere” espone una persona potenzialmente innocente al pericolo di un linciaggio e se stesso al rischio di gravi azioni legali in suo vantaggio, configurando la sua condotta diverse fattispecie dal procurato allarme fino alla diffamazione aggravata dalla pubblicità del mezzo usato.

Fortunatamente, viviamo ancora in un paese civile dove se tu, soggetto munito di un cellulare e due pollici opponibili, mi punti il cellulare in faccia per pubblicare senza il mio consenso il mio volto in chiaro con le accuse più pericolose e diffamanti io, soggetto fotografato senza il mio consenso ti porto in tribunale con ampie possibilità di ottenere la tua condanna.

Una delle poche voci di saggezza contro l’appello della ragazza che “attira bambini nella macchina a Trani” viene, fortunatamente, dalle risposte al post stesso (del quale non vi daremo link proprio perché non riteniamo giusto renderci partecipi della sua condivisione)

Le risposte più argute al post originale
Le risposte più argute al post originale

L’ultima volta che si è partito con una campagna del genere e (sic!) finita con un suicidio, e diverse famiglie distrutte.
E i paladini della giustizia da tastiera davano sempre le stesse risposte, salvo poi piangere in tribunale.

Le risposte più argute al post originale
Le risposte più argute al post originale

Niente non si impara mai niente.
Ma perché invece di rovinare la vita alla gente non vi fate i cazzi vostri e fate lavorare le forze dell’Ordine? [Admin], intervieni, questo tipo di post sono pericolosissimi, sia mai che qualcuno incrocia (sic!) questa ragazza, che probabilmente non c’entra una mazza, e si fa giustizia da se.

Non abbiamo modificato niente dei commenti riportati, errori di battitura compresi, ma concordiamo con tutto.

Il contenuto è assai simile a quello di un editoriale pubblicato su questo portale, una raccolta di tutti i casi in cui post del genere hanno portato davvero a linciaggi.

I nostri lettori affezionati ricorderanno la triste storia di quella volta che una catena di messaggi relativa ad un caso simile persona che attira bambini nella macchina a Trani (in quel caso, due persone in India) che si è risolta con orde di indinniati che, localizzata una macchina simile a quella della catena di S. Antonio, ne hanno tirato fuori gli occupanti, massacrandoli di botte mentre filmavano il pianto e le richieste di pietà delle loro vittime innocenti ghignando e infliggendo loro torture e violenze, salvo poi finire a loro volta in tribunale per l’equivalente totale di omicidio doloso aggravato dall’abietta condotta e dalla futilità del motivo.

Non sapete chi sia quella donna, non sapete chi l’accusa e perché l’accusa, e volete già diventare giudici, giuria e boia? Non sapete che esiste la polizia giudiziaria per arrestare, ed i tribunali per deliberare ed, eventualmente condannare?

Chi siete voi per sostituirvi a loro?

Invitiamo, anzi diffidiamo chiunque volesse anche solo osare di proporre forme di giustizia “Fai da te” di proseguire con le condivisioni di foto e accuse.

Se avete visto qualcosa di sospetto, recatevi in commissariato.

Altrimenti, tacete.

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