GUIDA UTILE Leggi solo il titolo o tutto l'articolo ? #Expo2015 – Bufale.net

di David Tyto Puente |

GUIDA UTILE Leggi solo il titolo o tutto l'articolo ? #Expo2015 – Bufale.net Bufale.net

guida-utile-immigrati-nelle-caserme-militari-dormono-in-tenda-expo-2015-titoliSpesso ci capita di leggere in blocco una serie di notizie attraverso il loro titolo, che teoricamente dovrebbero contenere un estrema sintesi del tema trattato. Il titolo cattura l’attenzione del lettore, è inevitabile, per questo è spesso sfruttato e in alcuni casi non è la “sintesi” fedele del contenuto dell’articolo a cui è associato. Quante volte vi sarà capitato di leggere un titolo di sfuggita e vi siete indignati o allarmati senza aver prima letto tutto?
Questa guida nasce in seguito ad un articolo apparso oggi su LiberoQuotidiano nella sua versione cartacea. L’immagine sotto riportata ci è stata segnalata da un nostro lettore, foto scattata da un utente e diffusa in un gruppo Facebook di cui, purtroppo, è stata cancellata la discussione.
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L’articolo è fruibile sia tramite il servizio del sito Pressreader.com che nei PDF contenenti la rassegna stampa dei vari organismi collegati, come in questo caso quella della Aeronautica Militare (vi riportiamo l’estratto in formato pdf dell’articolo in esame).
Prendiamo in esame la rassegna stampa in formato PDF, dove è presente anche il testo pubblicato in prima pagina:

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Immigrati in caserma, soldati in tenda
Immigrati in caserma, militari in tenda. Il governo ha bisogno di altri 9 mila posti per far spazio alla nuova ondata di immigrati in arrivo, e chiede l’utilizzo di tutte le strutture (….)

Il titolo presente in prima pagina e il testo sottostante fanno facilmente intendere al lettore, visti i continui annunci allarmistici che circolano in merito al tema immigrazione, che si sarebbe deciso di “cacciare i militari dalle loro caserme per dare i loro posto letto ai migranti“, così come è successo nel gruppo Facebook dove è stata condivisa l’immagine dell’edizione cartacea.
Bisogna andare a pagina 11 per capire veramente di cosa si parla:

È convocata per oggi al Viminale una riunione nel corso della quale il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, incontrerà rappresentanti delle Regioni e dell’Anci per fare il punto sull’emergenza profughi e, come detto, chiedere di reperire nuove strutture di accoglienza. E, per l’appunto, si parlerà in primis di caserme dismesse, eventualmente anche di scuole.

In pratica si parla di caserme dismesse, non utilizzate dai militari, immobili di cui si discusse già l’anno scorso in merito alla loro cessione ai comuni a determinate condizioni: dodici mesi di tempo per riconvertirle ad usi civili, altrimenti torneranno in mano al Ministero della Difesa.
Arriviamo, quindi, al tema legato ai militari e alla loro sistemazione:

Per dire: il Governo ha decretato l’invio all’Expo di Milano di circa 2.400 militari – 1.800 da utilizzare per l’evento e 600 secondo quanto riportato dal sito del Ministero della Difesa, da dedicare all’operazione “Strade sicure” – che per la metà, proprio a causa della mancanza di posti nelle caserme dell’hinterland milanese, dovranno soggiornare in tenda per tutto il periodo d’impiego. E così si torna al paradosso iniziale: l’Esercito sta in branda, mentre gli immigrati – dopo le polemiche relative ai soggiorni in albergo – potrebbero mandarli nelle caserme che, seppur dismesse, sono certamente state costruite per altri scopi.

Dopo aver letto i testi presenti in prima pagina, e letto titolo, notiamo che la storia è ben diversa da quella che si poteva intendere leggendo solo il titolo: nessun militare viene cacciato dalla propria caserma. Il tema vero e proprio riguardo ai militari è la loro sistemazione durante l’Expo di Milano.
Sul tema trattato dall’articolo di LiberoQuotidiano si hanno poche notizie, al limite troviamo dei comunicati stampa del giorno dopo (oggi, 8 maggio 2015) come quello del delegato Cocer, Domenico Bilello, pubblicato anche nel suo profilo Facebook (dove riporta la foto a noi segnalata del formato cartaceo del quotidiano):
comunicato-bilello-militari-expoIn merito alle caserme dismesse nel milanese? Troviamo una notizia dello scorso anno in merito alla loro possibile cessione (effettiva se rispettate le condizioni citate precedentemente): “Pisapia: dalle caserme dismesse ricaveremo la città dei bambini“.
Non troviamo ulteriori informazioni in merito alle caserme dismesse nel milanese, tuttavia sul tema “caserme dismesse” troviamo un articolo de Il Mattino di Padova, del 26 aprile 2015, dove il Governatore della Regione Veneto Zaia ritiene impossibile l’utilizzo delle caserme dismesse per i profughi:

Zaia rivela l’esito di un sopralluogo compiuto nei cinque siti dal Governo alla Regione nell’estate scorsa, ovvero le basi logistiche dismesse a Meolo, Ceggia, San Giorgio di Livenze e le caserme abbandonate a Codogné e Abano: “I nostri tecnici della sanità hanno accertato condizioni di fatiscenza, sporcizia, assenza di infissi, presenza di animali, deiezioni e detriti all’interno e all’esterno degli edifici. In una parola, sono insalubri e inutilizzabili. Di tale situazione, ulteriormente peggiorata a distanza di dieci mesi, sono stati informati sindaci e prefetti, perciò confido che l’argomento sia accantonato una volta per tutte”.

Bisognerebbe capire se effettivamente le caserme nel milanese si trovano nelle stesse condizioni di quelle insalubri e inutilizzabili della Regione Veneto.
A questo punto dobbiamo attendere novità a riguardo per capire la reale situazione.

Conclusioni

È evidente la tendenza dei media, in questo caso quotidiani o siti internet, di puntare sull’elemento emotivo della notizia attraverso il titolo, anche a costo di renderlo interpretabile e trarre in inganno il lettore prima ancora che legga l’intero articolo (se lo legge veramente).
Non fermatevi mai al titolo dell’articolo, non condividetelo immediatamente senza prima averlo consultato, potreste diffondere un vostro pensiero personale distaccato dal suo reale contenuto, diffondendo un’interpretazione scorretta disinformando i vostri amici o parenti tramite i Social Network.
A favorire la “disinformazione 2.0” è l’uso scorretto di titoli sensazionalistici ed allarmanti tramite la condivisione Facebook e Twitter, dove a volte ci si limita ad un “INCREDIBILE! Leggete cosa ha fatto!“, “ASSURDO! Dove andremo a finire?“, “BECCATO! Ormai per lui è finita!“, condivisi insieme ad immagini che possono non avere a che fare con il contenuto dell’articolo, ma che nell’insieme si sono rivelati utili a generare visite.
 

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