“Guardie svizzere si dimettono per protesta contro il green pass”, ma sono solo 3 su 135

di Luca Mastinu |

“Guardie svizzere si dimettono per protesta contro il green pass”, ma sono solo 3 su 135 Bufale.net

Un titolo ad effetto, quello pubblicato da rassegnastampa.eu il 3 ottobre 2021 e ripreso sul gruppo Facebook No Obbligo Vaxxino e Green Pass, simposio di personalità avverse all’obbligo della certificazione anti-Covid e di conseguenza al vaccino. Chi scrive il titolo, con trascurabile refuso dei due punti ripetuti due volte, riporta: “Vaticano: Guardie Svizzere si dimettono: non accettano l’obbligo di nazi-pass deciso dal Papa”. L’articolo fa riferimento al decreto del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin del 18 settembre: l’obbligo del green pass per tutte le persone in contatto con la Santa Sede è entrato in vigore il 1° ottobre 2021Urs Breitenmoser, portavoce dell’esercito del Papa, per l’occasione aveva precisato: “È una misura che si adegua a quella di altri corpi d’armata nel mondo”. Non tutti i componenti delle Guardie Svizzere, tuttavia, hanno apprezzato tale obbligo.

Al di là del titolo presentato da rassegnastampa.eu, all’interno dell’articolo leggiamo che la defezione all’interno dell’esercito vaticano ha interessato solamente 3 guardie svizzere, dettaglio confermato da questo articolo de Il Messaggero che gli autori citano come fonte.

Più precisamente, sei componenti della Guardia non avevano ancora regolarizzato la loro posizione sul green pass. Tre di essi avevano preferito rinunciare all’incarico e fare ritorno in Svizzera di loro volontà, come si legge in questa nota dei canali istituzionali. Per gli altri tre componenti “indecisi” era stata disposta la sospensione nell’attesa che gli interessati regolarizzassero la loro posizione.

Oggi non si hanno notizie su questi ultimi, ma con questo articolo vogliamo far notare che il sensazionalismo non ha ragione d’essere: il titolo scelto da rassegnastampa.eu potrebbe far intendere che l’intero corpo delle guardie svizzere si sia congedato per protesta, mentre in realtà si è trattato di 3 defezioni su 135, che è il numero totale di componenti della guardia pontificia.

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