Guai per il Carabiniere vicino alla Lega che avrebbe contattato la signora del citofono: accuse di staliking

di Redazione Bufale |

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Guai per il Carabiniere vicino alla Lega che avrebbe contattato la signora del citofono: accuse di staliking Bufale.net

Le elezioni in Emilia Romagna sono ormai un ricordo, con la netta vittoria di Bonaccini, ma in queste ore spuntano nuovi risvolti a proposito del Maresciallo dei Carabinieri che avrebbe contattato la famosa signora coi capelli biondi. Quella che, per intenderci, ha accompagnato martedì scorso Salvini per la famosa “citofonata”, nei pressi dell’abitazione del ragazzo tunisino accusato di essere spacciatore. Nei giorni scorsi, sulle nostre pagine, vi abbiamo già parlato dell’indagine dell’Arma nei confronti del protagonista di questa vicenda. Notizia a quanto pare vera, considerando le ultime notizie raccolte oggi 29 gennaio.

Dettagli sul carabiniere vicino alla Lega

Nello specifico, oggi c’è un pezzo di Next Quotidiano, che dal canto suo menziona Repubblica Bologna. La fonte sostiene che il carabiniere accusato di essere vicino alla Lega sarebbe già stato identificato. Siamo al cospetto di un maresciallo e su di lui a quanto pare partirà un’inchiesta. Resta da capire se si tratti dello stesso militare, la cui identità è stata involontariamente resa pubblica dalla signora Biagini.

Resta il fatto che proprio oggi siano emersi ulteriori dettagli di un certo peso, considerando il fatto che a detta della fonte lo stesso carabiniere pare sia già stato sospeso dall’Arma per altri problemi. è indagato con un collega per stalking nei confronti di un avvocato e per depistaggio. In giornata è arrivata una difesa implicita di Salvini, che tuttavia pare non aver migliorato la situazione:

“Se c’è uno che spaccia droga me la prendo con chi spaccia droga anche se vedo che c’è qualcuno in Italia che invece di inseguire gli spacciatori va a caccia dei carabinieri che inseguono gli spacciatori”.

Staremo a vedere in quale direzione andranno le indagini dell’Arma nei confronti del Maresciallo dei Carabinieri accusato di essere vicino alla Lega e di aver assunto una condotta non idonea, in occasione della famosa citofonata di Salvini al ragazzo tunisino.

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