Già nelle fiabe insegnano ai bambini a farsi sodomizzare dagli immigrati?

di Shadow Ranger |

Già nelle fiabe insegnano ai bambini a farsi sodomizzare dagli immigrati? Bufale.net

Insegnano ai bambini a farsi sodomizzare è quel genere di grido di allarme tanto caro a chi ama vedere il pericolo straniero.

Siamo così esposti a testi come

Ora distorcono anche le fiabe per ‘rieducare’ i bambini. L’indottrinamento a farsi sodomizzare dall’immigrato sembra debba iniziare dalla più tenera età:

Noterete che i ruoli sono messi in chiaro fin da subito ai bambini. E’ il ‘ne**o’ che si deve fare la ragazzina bianca e, occasionalmente, sodomizza il bianco come segno di dominio. Il bianco si deve accontentare di quello che vedete.

La censura, naturalmente, l’abbiamo inserita noi.


Ma quello che VoxNews chiama Parodia Gender, col Gender c’entra ben poco.

È un triste fenomeno che chiunque conosca il fumetto underground sa già avere un nome antico. Si tratta delle Bibbie di Tijuana.

Bibbie di Tijuana? Cosa c’entra Tijuana?

Le Bibbie di Tijuana esistono dal 1900. E sono la triste realizzazione del fatto che la Rule 34 esisteva ancora prima che vi fosse Internet.

Se esiste qualcosa, ne hanno già fatto una versione porno, dice la Rule 34.

Non scomodiamo il fantasma del Gender, o i terrori dell’immigrazione. Ai primi del ‘900 già si vendevano eight pagers, fumettini di otto pagine con parodie porno di Topolino, Paperino, Superman, Braccio di Ferro o gli eroi della radio, seguiti dal cinema e dalla TV.

La volgata voleva che fossero stampati da segretissimi editori di Tijuana, da cui il nome. Quindi fumetti proibiti e perversi il cui fascino derivava, agli occhi dell’acquirente, non solo dalla sua perversione ma dal detenere un oggetto illegalissimo.

In realtà, come ci riferiscono le fonti, è assai probabile che le Bibbie di Tijuana fossero stampate in America e vendute a chilometro zero, ma raccontare rocambolesche storie di scatoloni di porno illegalissimi che varcano la frontiera aiutava le vendite e non poco.

Esattamente come in questo caso, il pericolo stranieri aiuta le vendite.

E non solamente studentelli squattrinati o perversi vari disegnavano le Bibbie di Tijuana: un profilico disegnatore di parodie porno di Superman e improbabili, goffi fumetti ambientati in bordelli e locali sadomaso fu Joe Shuster stesso.

Per chi non dovesse conoscerlo Shuster è uno dei padri di Superman, lo stesso creatore dell’iconografia e quindi dei volti iconici di personaggi come Superman, Lois Lane e Jimmy Olsen, ridotto in miseria da una causa intentata contro DC Comics per vedere i diritti di autore sulle sue creazioni. Che finì la sua carriera, per sbarcare il lunario, a disegnare parodie illegalissime dei suoi stessi personaggi (ormai proprietà altrui) intenti negli atti più perversi.

Quindi questa non è una parodia gender? Non è indottrinamento alla sodomia immigrazionista?

È una Bibbia di Tijuana, una parodia porno delle opere di Dick Bruna, autore dell’infanzia, vergata da tale Brick Duna.

Praticamente, un anagramma (senza scomodare i massoni: è un anagramma) usato da qualcuno che ha voluto deridere l’eredità dello scomparso Dick Bruna creando parodie porno delle sue opere.

Il fatto è noto almeno da due anni: perché ricordarsene solo ora, ed in funzione antigender?

Non sarebbe stato più giusto e corretto denunciare la presenza di tali parodie già due anni fa, e per difendere l’eredità di Dick Bruna?

Il percorso (poco) logico

Riflettiamo quindi: sappiamo che esiste una parodia pornografica dei fumetti per bambini di Dick Bruna.

Sappiamo che esiste almeno dal 2017.

E sappiamo che non è dedicato a un pubblico infantile. Nè ufficialmente nè “non ufficialmente” (come leggiamo nell’articolo).

Da cosa si può desumere che lo scopo dell’opera non sia, come tutte le Bibbie di Tijuana, una blasfemia verso un’opera altrui scomodando l’agenda gender e il tentativo subliminale di mescolanza razziale?

Non pensate che si sia passati dal Volo di Pindaro al Bungee Jumping senza corda?

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