Germania, i cittadini comprano tutta la birra del paese per boicottare il festival neonazi

di Shadow Ranger |

Tratto da https://www.flickr.com/photos/124471633@N05/sets/72157709194314043, copyright agli aventi diritto

Ci sono molti modi per boicottare il neonazismo: comprare tutta la birra del paese per lasciare una manifestazione neonazi a secco potrebbe essere considerato uno tra i modi più incruenti e deliziosamente astuti.

Ma partiamo dalle basi: siamo in Germania, nella cittadina di Ostritz, divenuta suo malgrado sede di un raduno neonazista.

E non siamo timidi al riguardo. Ci sono molte sigle che fanno capolino in questa manifestazione:  il gruppo Combat 18 non fa mistero di derivare la sua sigla dalle iniziali (traslitterate con un semplice cifrario in numeri) di Adolf Hitler, il sanguinario dittatore tedesco fondatore del partito nazista e autore delle più grandi e gravi atrocità del Secondo Conflitto Mondiale, già oggetto delle attenzioni della polizia Tedesca.

I Black Suns mistificano le svastiche con un simbolino pseudosolare con la grazia del ragazzino beccato a disegnare peni sui muri che aggiunge strafottente dentoni e orecchie dichiarando di star disegnando simpatici coniglietti e lo stesso festival “Spada e Scudo” si rende riconoscibile se cerchi di abbreviarne il nome: “S.S.”, per non parlare di nomi non neutri come “fratellanza ariana”, che renderanno anche al più pervicace e fanatico sostenitore della “libertà di parola a sproposito” rendere difficile occultare le radici neonaziste della manifestazione.

Quando gli estremisti di destra cercano di inquadrare la situazione globale coi loro slogan disumani, dobbiamo opporci tutti

Ha dichiarato Micheal Kretschmer, governatore della Sassonia, e una mirabile iniziativa, forse frutto della cosciente collaborazione di Stato e bravi cittadini, forse un caso di geniale stand alone complex (dove diverse persone fanno la stessa cosa per lo stesso motivo) ha portato ad un ostacolo ai neonazisti che è riuscito contemporaneamente a depotenziare la loro proterva battaglia e renderli risibili e farseschi.

In una parola gli hanno fatto sparire tutta la birra sotto il naso.

Mentre i neonazisti arrivavano compatti in città per mettere su la loro fabbrica d’odio, i cittadini colti da un improvviso (e del tutto legittimo, si badi: i neonazisti ed i loro simpatizzanti locali che ci leggono avranno ben poco da protestare, mentre ricordo che sia in Germania che da noi l’apologia del nazifascismo è un grave reato…) desiderio di birra hanno comprato ogni singola bottiglia presente nei negozi e nei bar.

Nel frattempo, le autorità locali hanno emanato un’ordinanza che comminava sanzioni e sequestri a chiunque tra i manifestanti fosse stato beccato con della birra o altri alcolici portati da casa.

Risultato?

La stampa locale ci ha deliziato con faccette meste che, anzichè, chessò, andare al minimarket a comprare una Gatorade versavano, spesso a piedi nudi mentre anche le loro scarpe venivano perquisite, litri e litri di birra nei tombini.

Sarà la combinazione dell’assenza di birra, con la sobrietà che ha costretto i partecipanti alla manifestazione neonazista a realizzare la loro natura di ospiti sgraditi nel paesello di Ostritz, sarà stata la presenza di una manifestazione parallela che, pur senza basarsi sul contenuto alcolico ma su sentimenti meno volatili e più umani, ha raccolto l’intera popolazione più il governatore della Sassonia e il campione della nazionale tedesca Cacau per commemorare la scomparsa di 2262 morti nei flutti del Mediterraneo, ma la manifestazione neonazista ha avuto record di defezioni.

Il tutto, mentre del risibile numero di 700 partecipanti al festival neonazi, ne restavano 300 dolorosamente a secco di birra…

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