Genova, scoppia il caso delle tessere rinnovate alle elettrici: inserito d’ufficio il nome del marito

di Luca Mastinu |

Un articolo pubblicato il 26 maggio 2019 su Repubblica ci riporta il caso di Iole Murruni, ex presidente del Municipio Val Polcevera di Genova, che in un post su Facebook ha manifestato il suo dissenso in merito alla nuova tessera elettorale.

Ecco la nuova tessera elettorale. Sono sposata da 35 anni e per la 1^ volta vedo il mio cognome e nome “in” quello del marito. Sono le nuove disposizioni del Ministero dell’Interno? Piccole cose forse che però fanno capire che si sta tornando indietro.

Repubblica scrive che molte elettrici, una volta ritirata la propria nuova tessera elettorale, hanno pubblicato su Facebook la foto per esprimere la loro indignazione. Come precisa anche Il Giornale, però, tale disposizione non è propria di questo Governo.

Entrambe le testate e l’agenzia Adnkronos, infatti, ci ricordano che la legge n.120 del 30 aprile 1999 disciplinava le modalità di istituzione della tessera elettorale. Soprattutto, il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n.299 dell’8 settembre 2000, all’articolo 2, riportava quanto segue:

Caratteristiche della tessera elettorale: 
1. La tessera elettorale ha le caratteristiche essenziali dei modelli descritti nelle tabelle A, B, C e D allegate al presente decreto e può essere adattata alle esigenze dei vari impianti meccanografici o elettronici in uso presso i comuni.
2. In ogni caso, la tessera, che riporta l’indicazione del comune di rilascio, è contrassegnata da una serie e da un numero progressivi e contiene i seguenti dati relativi al titolare:

a) nome e cognome; per le donne coniugate il cognome può essere seguito da quello del marito;
b) luogo e data di nascita;
c) indirizzo;
d) numero, sede ed indirizzo della sezione elettorale di assegnazione;
e) il collegio e la circoscrizione o regione nei quali può esprimere il diritto di voto in ciascun tipo di elezione.

Dobbiamo prestare attenzione all’espressione “può essere seguito”, che non implica un obbligo. Una cittadina italiana residente a Bruxelles, a tal proposito, aveva scritto di aver ricevuto la tessera elettorale con il cognome del proprio marito accanto al suo, e per avere delucidazioni si era rivolta al consolato, che le aveva risposto: «Per queste elezioni il Ministero degli Interni ha stampato anche il nome dei coniugi sui certificati elettorali».

Repubblica, in un secondo articolo, riporta che dal Ministero non sono ancora arrivate repliche e secondo l’agenzia 9Colonne, citata dal quotidiano, la Farnesina si sarebbe limitata a spiegare che: «in merito all’inserimento del cognome del marito accanto a quello dell’elettrice coniugata esso è stato disposto al solo fine di facilitare il più possibile il recapito dei certificati elettorali da parte dei postini stranieri nei Paesi Ue».

Parliamo di precisazioni, dunque, per confermare l’autenticità della foto pubblicata da Iole Murruni ma per specificare che per il momento non vi sono spiegazioni da parte di Matteo Salvini, che secondo le fonti avrebbe disposto la stampa del cognome del marito da queste elezioni, e la Farnesina avrebbe precisato che lo scopo era di puro tipo logistico, per facilitare i postini stranieri per gli elettori residenti all’estero. La signora Murruni, però, non risiede all’estero e ha comunque avuto una tessera elettorale con il cognome da coniugata.

Il DPR con questa disposizione, che tuttavia non rappresenta un obbligo, esiste dal 2000 e a questa tornata di elezioni è stato applicato. Parliamo di precisazioni, in conclusione, per dire che non si tratta di una legge di Salvini, bensì dell’applicazione di un DPR del 2000.

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