GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installato? No, è marketing virale (fatto bene)

GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installato: questa la notizia apparsa in diversi portali di cronaca esteri e italiani dopo un post della compagnia che in Italia è recentemente diventata GameLife che cavalca il “TikTok ban” recente spauracchio dei giovani americani e punto forte della propaganda del neoinsediato presidente Donald Trump, “salvatore di TikTok”.

Notizia nata da un caso di guerrilla marketing, ovvero marketing virale.

GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installato? No, è marketing virale (fatto bene)

GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installlato? Certo, clicca al “link in bio”, dice una serie di post virali della compagnia presenti su Instagram e X.

GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installato? No, è marketing virale (fatto bene)
GameStop vuole comprare i cellulari con TikTok installato? No, è marketing virale (fatto bene)

Intende pagarli più del normale? Assolutamente no, il “link in bio” è la landing page per la vendita dei cellulari usati, al momento quelli dei marchi Apple e Samsung.

Significa forse che GameStop vuole comprare solo i cellulari con TikTok? Assolutamente no. Tutti i cellulari Apple e Samsung possono essere valutati in app.

Comunque, i cellulari rivenduti saranno ricondizionati e quindi formattati, perdendo la “preziosa” app.

È semplicemente un modo astuto e fuori dalle righe per far parlare di sè e per introdurre il programma di trade in in cui ogni cellulare ammesso dalla compagnia potrà essere ceduto per denaro o buoni sconto da spendersi per le prenotazioni calde del momento (non a caso sia GameStop che GameLife stanno collezionando adesioni per informare gli utenti dell’apertura dei preorder della nuova console Nintendo Switch 2).

Una semplice operazione di marketing virale.

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